Privacy Policy VELENI DELLA SETTIMANA: IL VERBALE (VERO? FALSO?) DI AMARA, LA LETTERA DI ITALIA, GLI INSULTI ALL'EX IENA – I Fatti Siracusa

VELENI DELLA SETTIMANA: IL VERBALE (VERO? FALSO?) DI AMARA, LA LETTERA DI ITALIA, GLI INSULTI ALL’EX IENA

Veleni della settimana. Inevitabilmente lunghi perché sapete come sono i veleni… 1) L’avvocato Amara in un verbale di un suo interrogatorio che gira in città (vero? falso?), e che doverosamente rendo pubblico, dice di aver pagato giornali di cui fa i nomi (di uno dei quali, “I Fatti”, sono collaboratore da vent’anni) e vari giornalisti di cui non fa i nomi, eccezion fatta per Pino Guastella che peraltro è notoriamente coimputato nel procedimento. 2) La sinistra siracusana, specie quella vicina all’ex sindaco Garozzo, si sta sperticando in insulti per la “ex Iena” Giarrusso diventato addetto alla ammuina di un sottosegretario all’istruzione, lui che fece servizi tv sul “Comune più indagato d’Italia”. 3) Il sindaco ed ex vicesindaco di Siracusa Francesco Italia ha scritto una indignatissima lettera al presidente della Repubblica e al ministro della giustizia lamentando che gli avvocati Amara e Calafiore starebbero patteggiando la pena per i reati commessi e se ne potrebbero uscire da “uno dei casi di corruzione in atti giudiziari più gravi nella storia della Nostra Repubblica” con due anni di carcere e 30 mila euro da pagare cadauno. 4) La compagna di Calafiore, Rita Frontino, proprietaria della Fiera del Sud, sta ancora in carcere a Piazza Lanza nonostante per lei sia stato chiesto, leggo, il giudizio immediato a metà ottobre. Io abito lontano e sono un poco limitato, non conosco i due avvocati artefici del “sistema”, ed evidentemente mi sfuggono tante cose. A me però sembra si sia innescata una spirale di delirio politico-amministrativo con appendici giudiziario-mediatiche dalla quale non si salva nessuno e nella quale l’unica logica che vale è quella della cosca. Se sei con me, col mio gruppo, tutti quelli che dicono cose a mio favore hanno ragione, tutti quelli che dicono cose contro non solo hanno torto ma sono persone pessime, banditi, corrotti, “pezzi di me”, come cantava Levante l’anno scorso nella sua hit con Max Gazzè. La stessa persona può essere integerrima e veritiera oppure “pezzo di me” a seconda delle cose che dice. Vado con ordine, cioè a caso. Per dirla con Vasco: “Voglio trovare un senso a questa storia anche se questa storia un senso non ce l’ha”. 1) Cominciamo dai giornalisti. A me è arrivato quel foglio che pubblico. Spero che la domanda successiva, che ignoro, da parte del magistrato sia stata. Chi sono i giornalisti che ha pagato? Perché è inammissibile che nel corso di un interrogatorio formale con l’autorità giudiziaria uno possa lanciare accuse gravissime ma generiche e la cosa finisca lì. Caro avvocato Amara, se io scrivessi che oltre a lei c’erano altri avvocati che corrompevano magistrati, che ci sono medici che prendono il pizzo dalle cause farmaceutiche, che ci sono funzionari pubblici che si fanno, che so, eseguire i lavori in casa o nella villa da aziende che poi favoriscono, o si fanno assumere parenti… insomma se scrivessi una cosa del genere credo che qualcuno con una divisa o una toga mi chiederebbe di rivelare a chi mi riferisco con nome e cognome, enunciare fatti e circostanze verificabili o di smentire e mi accuserebbe di calunnia. Forse l’ordine degli avvocati e quello dei medici mi querelerebbero. Forse l’Ordine dei Giornalisti, a cui sono iscritto da 39 anni e mezzo, dovrebbe sporgere querela. Il direttore dei Fatti, Salvo Benanti, da me interpellato, m’ha detto che lui Amara manco lo conosce. Allora avvocato, lei passa per uno furbacchione. Quindi ora che è libero, fra poco anche patteggiato, faccia la parte di Zorro e ce lo dica bene, precisamente quali giornalisti ha pagato, quanto li ha pagati, per scrivere cosa e in che occasione. Così gli onesti avranno l’onore salvo e i corrotti saranno puniti o almeno sputtanati. Come lei, per par condicio.

Aggiungo una malignità. Questa pagina dell’interrogatorio di Amara, ammesso che sia autentica, serpeggiava, circolava, già veniva adombrata in alcuni post a dimostrare che feccia siano i giornalisti (quelli cattivi ovviamente). Perché naturalmente se Amara dice cose contro i nemici dice la verità, se dice cose contro gli amici è un bandito di passo. 2) L’inviato delle Iene Giarrusso, scopertosi grillino, e riuscito nell’impresa di non farsi eleggere, è stato nominato “antani con scappellamento a sinistra” da un sottosegretario altrettanto grillino e avrà pare come “mission” vegliare sui concorsi delle università, quelli dove vincono sempre i parenti: figli, mogli, amanti, nipoti, cugini e via tramandando la missione educativa dei templi della cultura nazionale. Giarrusso era venuto a Siracusa e aveva fatto servizi su gettonopoli e su alcune denunce della Princiotta relative a casi di malcostume in Comune, non però sul caso Open Land, madre di tutte le battaglie. Il collegamento Giarrusso-Princiotta-Calafiore ha fatto scattare la vandea anti iena e antigrillina nella sinistra siracusana di osservanza garozziana, ribadendo ognidove e con gran virulenza argomenti che sono stati il leit motiv della campagna elettorale (vincente) di Italia sostenuto da Garozzo. E tuttavia nelle stesse ore in cui si sparava a palle incatenate contro il grillino Giarrusso (quello di cui Garozzo diceva: “è consapevole che la sua ricostruzione non è vera. Per i suoi servizi ha dato ‘fiducia’ a persone oggi arrestate. Personaggi che, come si legge nelle intercettazioni, avevano l’interesse a danneggiare l’amministrazione comunale. Si è reso strumento: o era consapevole o è inadeguato”) nelle stesse ore precise gli esponenti garozziani della giunta danneggiata dalle condotte para-criminali della iena grillina, facevano un accordo politico trionfale con i grillini in consiglio comunale e facevano eleggere la grillina Moena Scala presidente dell’assise, complimentandosi con lei e rivendicando il merito della elezione della prima donna (grillina) alla guida del consesso cittadino. 3) E, come nelle slot machine anche in politica, finché si vince si continua a scommettere. Così il sindaco Francesco Italia fra una diretta facebook e un bagno di folla festante (a volte le due cose comunque coincidono con notevole risparmio di tempo) ha trovato modo di attuare una iniziativa alquanto originale: invocare il Presidente della Repubblica e il ministro guardasigilli (pure lui grillino) a non concedere il patteggiamento ai due avvocati che a suo dire l’avrebbero chiesto e a suo dire potrebbero uscirsene con 2 anni di reclusione e 30 mila euro di risarcimenti. Cioè praticamente aggratis. L’iniziativa mi pare irrituale assai. Una lettera aperta al Capo dello Stato con l’obiettivo (cioè l’auspicio) di evitare che la magistratura penale assuma una decisione procedurale relativa alla posizione e alla richiesta di due imputati non capita spesso. L’avesse fatta un altro, da Berlusconi a Renzi fino all’ultimo sindaco forzista o pdino, Piercamillo Davigo, capo dell’Associazione Magistrati e icona di “Mani Pulite”, si sarebbe incatenato davanti al Vermexio con diretta Sky e Raitre per protestare contro il tentativo di prevaricazione da parte della politica delle prerogative della magistratura garantite dalla costituzione. Ma a parte la fantasiosità e l’aperta demagogia populistica dell’operazione mediatica, la lettera di Italia pone un interrogativo. Come è possibile ipotizzare un patteggiamento a soli due anni per una compilation di corruzioni per svariati casi di tangenti con svariati magistrati coinvolti? C’è qualcosa che non sappiamo? Italia ha fonti riservate? La previsione dei 2 anni + 30 mila vale per entrambi gli avvocati? Sono stati scagionati da qualche accusa? E possibile che il mostruoso sistema Siracusa narrato come un gorgo criminale partorisca nemmeno un topolino, bensì la formichina di due patteggiamenti a 2 anni? 4) Possibile che alla fine la peggio l’abbia Rita Frontino, ancora in galera, che in ottobre rischia per la sola bancarotta da tre a 10 anni di carcere? Essendo stato chiesto il giudizio immediato non significa che il castello accusatorio dovrebbe essere completo ergo inesistente il pericolo di inquinamento delle prove, di reiterazione del reato e anche di fuga ove messa ai domiciliari. A occhio non quadra che continui a stare in galera. Ma anche qui, c’è qualcosa che non sappiamo? Non lo so, in questo frullatore di accuse a prescindere, difese d’ufficio, calunnie random, cacca nel ventilatore, strumentalizzazioni di giornata, amici e nemici che cambiano ogni 20 minuti, i cattivi sembrano davvero spregevoli, ma pure i buoni non è che facciano un figurone.

E a me, che sono giornalista dal ’79, che scrivo belli articoli, Amara non dico un bonifico, ma manco ‘na telefona, un messaggio uazzap, niente! Suo padre sì, lui era un’altra cosa. Sempre aggratis, ma almeno mi chiamava e facevamo le interviste… anche quando aveva problemi.

Hasta la paranza siempre

Joe Patteggiato Strummer