Privacy Policy GAY NELLE SCUOLE: DUEMILA FIRME CONTRARIE DEI GENITORI FURENTI, LA PETIZIONE TRAVOLGE GAROZZO – I Fatti Siracusa

GAY NELLE SCUOLE: DUEMILA FIRME CONTRARIE DEI GENITORI FURENTI, LA PETIZIONE TRAVOLGE GAROZZO

Una sonora bocciatura, l’ennesima, per l’amministrazione guidata dal Sindaco Giancarlo Garozzo. Questo, nei fatti, ha rappresentato la petizione Siracusa: Stop Gender, lanciata su Citizengo, che in pochissimi giorni ha raggiunto la significativa cifra di ben duemila firme. I siracusani, per lo più genitori furenti per l’ultima trovata pubblicitaria della Garozzo band, hanno espresso, per oltre 2000 volte il loro totale dissenso contro le scelte, scellerate, in materia di scuola. L’assessore al ramo, infatti, ha da tempo purtroppo sposato la logica gender di associazioni amiche, Stonewall ed Arcigay, individuando in questi gruppi non chiare competenze didattiche ed intortando il siracusano sull’assoluta necessita’ di attuare progetti “smart” da somministrare ai nostri figli a scuola. Il problema e’ che Il gioco del rispetto ed il network Educare alle differenze, questi i nomi dei progetti, gia’ avviati in via sperimentale in altre scuole della Penisola, hanno ovunque e quasi sempre suscitato polemiche in merito ai loro contenuti “forti”, sulla fluidita’ sessuale di genere, e percio’ ritenuti da molti, sia genitori sia esperti, assolutamente inadatti a dei minori, particolarmente a dei bambini. Progetti dai nomi apparentemente innocui (chi non sarebbe contro il bullismo o per il rispetto della disabilita’?) che, slide alla mano, si sono rivelati un pericoloso cocktail di indottrinamento gender, saffico ed omosessuale, dai contorni espliciti o sufficientemente ambigui da suscitare i sospetti dei genitori. Ma l’ira funesta non si e’ placata anche per un’altra ragione, ovvero la notizia, subito smentita dall’assessore alle Smarterie, che per i suddetti pericolosi progetti sono previsti dei fondi nel bilancio previsionale 2017 del Comune. Quindi: sono retribuiti con i soldi del Comune, cioe’, non dimentichiamolo, con i nostri soldi. Ed ancora: ai genitori dei minori e’ stato negato anche il “consenso informato”, ovvero il diritto ad essere informati sulle attivita’ da rivolgere ai loro figli e sui loro contenuti. Roba che neppure nel ventennio. Di fronte all’arroganza piu’ bieca, non solo della politica ma anche delle associazioni in questione, che vedevano sfumare incarichi e relativi bonifici, il tam tam sui social ha fatto la parte del leone. Immediato il due di picche dei genitori, con petizione indirizzata al Sindaco di Siracusa, di non spendere un solo euro pubblico per finanziare questi corsi. A poco o nulla e’ valso il tentativo di difesa in extremis e pro domo sua di altro assessore, normalmente mutangolo e sconosciuto ai piu’, e comunque dotato di appeal mediatico vicino allo zero. Morale della favola: ecco che con questa storia del progetto gender l’attuale amministrazione si è giocata l’ultimo barlume di credibilità. Nel tentativo di assicurarsi l’appoggio elettorale di pochi, la strategia della giunta delle meraviglie e’ farsi piovere addosso la bocciatura di oltre …. persone, unitamente allo sdegno e pressoché totale mancanza di fiducia verso l’operato del Vermexio. Chapeau, il massimo del minimo.  Una bocciatura virtuale, foriera di scelte più decisive e cariche di conseguenze al momento delle elezioni. Perché chi mai riconfermerebbe un’Amministrazione che ha dimostrato, in tante, troppe circostanze, di non sapere interpretare i bisogni e le priorità vere di una città? (cp)