PERRICONE: DOBBIAMO LAVORARE ALLA SOLIDARIETA’ FRA DONNE

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Carmen Perricone, coordinatrice cittadina di Progetto Siracusa, siamo una città di cattivi o è la crisi che ci sta incattivendo ogni giorno di più?

Siamo in una città che si sta incattivendo, forse la parola giusta e’ abbrutendo, ogni giorno un po’ di più, di fronte alla peggiore versione possibile di questa Siracusa, dal passato glorioso e dal presente tristissimo. L’unica è non farsi travolgere dal pessimismo dilagante e sbracciarsi le maniche, ciascuno nel suo settore, compito e ruolo.

Una persona come te come mai decide di occuparsi direttamente di politica. Chi lo fa deve essere spesso cinico, senza tanti scrupoli. Tu invece..

Intanto grazie per la stima. Sai che è ricambiata. Sei un giornalista di carattere, uno che non le manda a dire. Non mi sono mai piaciute le persone che si lamentano senza reagire. Se una cosa non va bene o moltissime cose non funzionano, come accade a Siracusa in questa fase storica, se la politica delude e spesso non è all’altezza della situazione, se chi ci amministra fa poco e male, non basta lo sfogo sui social. Cui prodest? Rimbocchiamoci le maniche ed agiamo. In politica ma anche nel volontariato e nel sociale, c’è tanto bisogno di energie nuove, grinta, entusiasmo, capacità ed idee da spendere al servizio delle persone e della città. Per rispondere alla tua domanda: la voglia di costruire, di apportare il mio contributo, di stare vicino alla gente. Non sono cinica per carattere. Essere nata sensibile per me è una dote. L’empatia insieme all’intelligenza sono le caratteristiche che amo di più e che noto subito nelle persone. E il cinismo, nella vita come in politica, alla lunga non paga.

Enzo Incontro, sportivo di razza, direttore della Riserva Plemmirio, abbandona tutto e diventa apostolo di Dio..

Semplicemente meraviglioso. Ogni vocazione in più porta ossigeno, aria pulita, speranza in questa società. Ce ne fossero di autentiche vocazioni. Ciò dimostra che l’uomo ha delle risorse ancora a volte inespresse e che il futuro può riservarci sempre delle sorprese bellissime.

Se quello che è successo ad Incontro accadesse anche per alcuni nomi politici locali, in teoria potrebbe accadere che da domani l’attuale vice sindaco abbandoni il suo potere, abbandoni tutto quello che ha e si rechi in un eremo a comporre poesie

Questa sarebbe davvero una notizia straordinaria non solo per il nostro vice-sindaco, ma per tutta la città, in quanto ne guadagnerebbe anche il livello e lo spessore delle sue composizioni, elevandosi ad un gradino più alto e spirituale. Attendiamo fiduciosi l’evento.

Non è che hai scelto la politica perché i sentimenti ti hanno deluso?

I sentimenti non deludono mai. Bisogna amarsi ed amare. Avere la coscienza a posto. Rispettare l’altro. Per il resto, poi, si sa che le cose vanno come devono andare. Non ho rimpianti.

Dice un mio collega che i siracusani sono come De Andrè, danno buoni consigli solo quando non possono più dare il cattivo esempio

Grandissimo De André. Mi verrebbe un riferimento preciso, ma tanto preciso che mi chiedo a questo punto se il noto cantautore lo avesse mai conosciuto. Scherzi a parte, la politica di oggi è mal messa, con persone mediocri che occupano poltrone importanti. Forse magari qualche consiglio farebbero bene ad ascoltarlo. Perché fanno certamente peggio da soli.

Abbiamo donne deputato, assessore, consigliere. La verità Carmen, un pizzico di invidia?

Ma quando mai. Le donne in politica dovremmo essere tante, tantissime. Una donna è per sua natura multitasking, abituata a fare tante cose insieme ed a farle bene. Proprio per abbattere il cinismo di cui parlavi prima, la presenza femminile può apportare valore aggiunto, determinazione unita a dolcezza, femminilità, comunicazione. L’essenziale è pero’ la solidarietà tra donne, una dote che va appresa e coltivata.

Se devi cenare per forza con un paio di politici locali, chi scegli?

Conosco validi politici locali. Parlare con loro è un privilegio perché li ritengo capaci di interpretare la svolta di cui la nostra città ha bisogno: Salvo Sorbello, Ezechia Paolo Reale, Cetty Vinci, Massimo Milazzo.

Chi scava la fossa finisce per caderci dentro, dice un vecchio proverbio ungherese. Chi sono i nostri scavatori di fossa in malafede?

Scavatori e scavatrici. Uomini e donne non risolti, con complessi e frustrazioni importanti. Non possono dare un contributo alla città semplicemente perché la politica non può rappresentare una soluzione alle paranoie ed ossessioni personali. Queste andrebbero risolte prima di mettersi in gioco. Ma poco importa: chi li ha votati si è già pentito e molto difficilmente si farà gabbare di nuovo.

La mattina quando ti alzi, cosa ti atterrisce e cosa invece ti rende felice di vivere

La mattina mi alzo presto e normalmente sono molto motivata. Mi atterrisce leggere notizie sulla guerra e sul terrorismo. Sul locale, mi intristisce l’ottusita’ di chi ritiene di avere sempre ragione, di chi non sa capire gli altri o si fa gioco delle persone. Ma su tutto questo prevale la sfida del giorno che nasce ed il sorriso di mia figlia. Gli occhi teneri dei nostri bimbi che ci guardano è la molla più forte che ci fa scattare in avanti. Perché ad ognuno di noi è realmente possibile, con la cura delle nuove generazioni, cambiare in meglio un pezzetto di futuro e scrivere una bella pagina della storia a venire della nostra città.