Privacy Policy ALESSANDRO ZAPPULLA: FOTI L'HO SEMPRE RISPETTATO, FORSE HA AVUTO POCHI AMICI VERI – I Fatti Siracusa

ALESSANDRO ZAPPULLA: FOTI L’HO SEMPRE RISPETTATO, FORSE HA AVUTO POCHI AMICI VERI

Alessandro Zappulla, tu Foti lo hai conosciuto bene, come lo vedevi e come lo vedi oggi che non è più tra noi?

Si, conoscevo Foti e posso dire bene. l’ho sempre rispettato, e ci sono stati periodi in cui ho condiviso con lui un percorso. Anche se non sempre ho condiviso le sue scelte e spesso ci siamo trovati su fronti opposti. Il nostro  rapporto  è cominciato nel lontano 1992. All’epoca ero un  giovane che cominciava a fare i primi passi nel mondo politico e nella Dc. Provenivo dal mondo cattolico di base e avevo un rapporto speciale con Mons. Sebastiano Gozzo essendo un membro della sua Comunità. Gino Foti questo lo sapeva benissimo. Io non ho mai fatto parte organicamente della corrente Andreottiana. Sono nato, politicamente, nella sinistra democristiana, tuttavia questo non ha impedito a Foti di avere con me un rapporto personale. Nel 1992 quando la DC, in piena tangentopoli, tentava le sue ultime azioni di rinnovamento, ero gia vice segretario del Partito con Sbona Segretario. Gino Foti valutò che fosse giunto il momento di azzerare tutte le strutture dirigenziali della Dc e così, in verità senza averlo discusso prima con me, e mentre mi trovavo a Roma per una riunione, mi accompagnò da Martinazzoli e mi fece nominare Commissario provinciale del Partito. Evidentemente gli servivo. Ero funzionale a un suo disegno. Voleva dimostrare che il rinnovamento del partito lo voleva davvero, ma soprattutto con questa decisione presa in solitaria volle lanciare un messaggio forte e chiaro a colonnelli e a tutta una classe dirigente  che magari aveva lucrato e beneficiato del rapporto con lui e che, visti i tempi, cominciava a prenderne le distanze. Ero giovane. Presi alla lettera quell’incarico e allora concepivo il rinnovamento della Dc come un cambiamento della classe dirigente del partito, soprattutto quella di mezzo, quella intermedia. E feci molti errori dovuti certo all’entusiasmo della mia giovane età di allora.

Foti per decenni ha determinato, nel bene e nel male, la politica di questa Provincia. Conosceva uomini e cose, sapeva prendere per il verso giusto le persone secondo ciò che ognuno si aspettava e in questo era un grande maestro. A volte millantava se gli serviva. E quando doveva dirti ciò che pensava, decidendolo, sapeva essere chiaro, diretto con tutti.

E’ stato un uomo di potere, senza alcun dubbio. E di lui è stato detto di tutto e di più. Ma ti posso assicurare che nessun politico,  di destra, di sinistra di centro, ha mai disdegnato di confrontarsi con Gino Foti, anzi di più. Molti che lo criticavano in pubblico, in privato cercavano di incontrarlo, di discutere e fare accordi con lui. Lo dico non per sentito dire, ma perché spesso a quegli  incontri, nella sua segreteria, al Jolly hotel, e persino a casa sua io c’ero.

Era, senza tema di smentita un punto di riferimento, probabilmente fino a quando ha gestito potere.  I suoi funerali non sono stati all’altezza del personaggio. Mi è dispiaciuto. Nessun politico più blasonato di me ha avuto il coraggio di prendere la parola per ricordarne la figura. Forse è il destino di chi ha tante persone attorno che lo  osannano, che lo seguono, magari lo temono, ma che ha  pochi veri amici. Ma questo Gino Foti lo sapeva benissimo.

SABATO L’INTERVISTA INTEGRALE CHE VI CONSIGLIAMO DI NON PERDERE