Privacy Policy A DUE ANNI E MEZZO DALLA SCOMPARSA / "STO PREPARANDO UN INTERVENTO SU QUESTI IMBROGLIONI, APPENA E' PRONTO TI CHIAMO". PAROLA DI FRANCO GRECO – I Fatti Siracusa

A DUE ANNI E MEZZO DALLA SCOMPARSA / “STO PREPARANDO UN INTERVENTO SU QUESTI IMBROGLIONI, APPENA E’ PRONTO TI CHIAMO”. PAROLA DI FRANCO GRECO

Da due anni e mezzo Franco Greco ci ha lasciati. Così da un momento all’altro, a sorpresa, proprio come piaceva a lui: sorprendere gli altri, i siracusani in particolare. Questa volta la sorpresa non è stata delle migliori. Ma i più giovani magari gradiranno un breve ricordo di questo siracusano che sconvolse le regole della politica siracusana. Quando Franco nel 1983 si candidò al senato per il partito socialista, mai il Psi aveva visto eletto un suo senatore a Siracusa e provincia. Non c’erano i numeri, Dc e Pci erano fuori portata. Insieme a tanti altri giovani ci dedicammo anima e corpo alla candidatura di Franco Greco, già allora lui era l’altra politica, quella capace di cambiare le cose con atti concreti, pronta a sfidare i totem della prima repubblica. Di sera tarda ci riunivamo e si faceva il punto sulla giornata, con chi avevamo parlato, cosa ne pensavano i siracusani di Franco e lui con una energia spaventosa era capace di stare per le strade e parlare con le persone, con tutte le persone, h24. Certo, i suoi modi di fare erano spesso naif, fuori dai canoni, ma ai giovani come alle famiglie, Franco piaceva proprio per questo. Lui c’era sempre e sempre ci sarebbe stato anche se eletto. Per farla breve, Franco Greco venne eletto senatore col Psi, fu il primo e l’unico. Una forza della natura. Poi deputato per tre legislature, prima col Pci e poi col gruppo misto, Franco non tollerava le regole ferree dei comunisti e non tollerava il fatto di dover lasciare soldi al partito. Non per tenerseli per se, niente affatto, ma per aiutare chi non stava bene, chi lo conosceva lo sapeva perfettamente. Quindi difendeva gratuitamente le persone, faceva la spesa a chi non poteva, aiutava anche padri di famiglia in difficoltà, senza mai nessuna pubblicità. Era un buono che amava litigare coi potenti, con le brutte persone, con quelli che avendo avuto successo avevano anche atteggiamenti paramafiosi. Intendiamoci, Franco aveva anche le sue debolezze, e chi non ne ha?, tipo un bel cappotto in cachemire fatto a mano dal sarto di via del Collegio. Poi però continuava ad essere un vulcano in costante eruzione, non temeva le responsabilità, anzi era sempre pronto ad affrontarle così come non temeva le posizioni nette che anzi gli erano congeniali. Personalmente l’ho amato moltissimo, con tutti i suoi difetti che praticamente non vedevo e lo stesso faceva lui con me. Ci incontravamo sempre per caso e poi parlavamo per ore, seduti dove capitava. Era stato un vicesindaco con gli attributi, mai supino e accondiscendente. Aveva le sue idee e le difendeva sino in fondo e se per farlo si doveva dimettere non ci pensava più di un paio di minuti per farlo. Certo, non è che avesse sempre ragione, ma non era un falso, non aveva dietrologia e non faceva giochetti politici sporchi, operazioni di corridoio, o tradimenti per avere una poltrona, una poltroncina o solo una strapuntino, come succede anche oggi con alcuni scappati di casa. Franco Greco era Franco Greco. Col suo camion si divertiva, prima con Venditti e il suo mondo di ladri, nella maturità con Benigni e la sua vita è bella. Fra poco più di un mese avrebbe compiuto 76 anni e seduto insieme a me sui sedili di legno bassi del tribunale, mi aveva detto di stare tranquillo. Lui a me. “Salvo, pensiamo a divertirci, il nostro per Siracusa lo abbiamo fatto. Continuiamo a farlo, ma senza troppe amarezze. Ho fatto anche l’ultima campagna elettorale, ma penso che sia stata sprecata. Ora che mi ricordo, sto preparando un intervento su questi imbroglioni, appena è pronto ti chiamo”. Ciao Franco, amico mio.