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CORONA VIRUS E OSPEDALE / BRUNO ALICATA: IL DIRETTORE DELL’ASP AVRÀ SBAGLIATO I TONI, MA LE RESPONSABILITÀ VERE SONO DEL SINDACO ITALIA

Rep: Forse ha sbagliato i toni, probabilmente ha indisposto il telespettatore siracusano che, con ansia ed animo angosciato, attendeva d’essere vanamente rassicurato da chi dirige la Sanita’ nella nostra provincia. Ecco allora che è partito il tiro al piccione come se, arrivato da un anno, fosse l’unico responsabile della presunta malasanità in città. Cionondimeno, gli sarebbe bastato dire, nei giusti modi, che, essendo in corso un’inchiesta penale, non era sua intenzione rilasciare dichiarazioni, per rispetto della Magistratura e dei familiari delle vittime; che, magari, aveva avviato un’indagine interna e nel caso fossero emersi disservizi o inefficienze,  i responsabili, medici o amministravi, avrebbero subito conseguenze, foss’anche lui medesimo. Ha scelto, invece, la tattica del silenzio, del dire per non dire nulla, di fronte, poi, al montaggio del dialogo, ad opera di un collaudato giornalismo ideologico d’inchiesta, il cui fine era abbastanza palese… In tal modo, cacciatori e coyotes si sono scatenati contro quella che è apparsa una silenziosa e felpata preda, facile da colpire. Malgrado ciò, la collettività siracusana aveva ed ha diritto pieno ad essere informata, diritto sacrosanto ad avere una sanità all’altezza, ad avere, inoltre, risposte celeri e certe sulla possibilità del nostro apparato sanitario  di affrontare in modo efficace la drammatica crisi del Coronavirus. E poi, sui ritardi inconcepibili nella chiusura e sanificazione degli uffici del Paolo Orsi e della Sovrintendenza, sui ritardi nell’esecuzione dei tamponi, sulla mancanza dei reagenti per eseguirli, sul perché partirà ad epidemia conclamata la possibilità dell’ottimo laboratorio di analisi dell’Ospedale di eseguire gli esami sui tamponi. Insomma, qualche risposta pensiamo fosse e sia dovuta, e giusto pretenderla, prima ancora degli eventuali esiti giudiziali, ma non solo dai vertici dell’Asp. Le risposte le si pretendano anche da chi è la massima autorità sanitaria della città, cioè, dall’illustre sig. Sindaco. Com’è possibile che, ad un mese dall’esplosione dall’epidemia al Nord, non si fosse eventualmente organizzato per bene e per tempo il nostro Pronto soccorso. Ha verificato il Sindaco, quotidianamente, così come imponeva la già drammatica situazione, che tutto fosse a posto, che non vi erano criticità da risolvere prima dell’esplosione dei casi, già conclamati ben prima della riunione prefettizia.  A noi, potrebbe non basterebbe saperli a posto con le loro coscienze.                                                                      Bruno Alicata, comm. prov. F. I.