SALVO SEQUENZIA: A FLORIDIA NECESSITA UN FEDERATORE, BASTA INVESTITURE MEDIEVALI

In occasione del tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno tra i soci delle associazioni aderenti al Circuito Europeo del no-profit, avvenuto il 27 dicembre scorso presso la sede sociale di Floridia, il presidente dell’associazione Nuovi Segni Salvo Sequenzia ha colto l’occasione per compiere una analisi della situazione socio-politica cittadina.

«Nel far pervenire a tutta la comunità floridiana il più affettuoso e sentito augurio di buon anno nuovo da parte del presidente, del direttivo e dei soci dell’associazione Nuovi Segni, riteniamo opportuno compiere alcune riflessioni in ordine alla situazione attuale in cui versa Floridia. I recenti avvenimenti che hanno caratterizzato la vita politica e amministrativa cittadina e che hanno portato, con l’atto di sfiducia al sindaco, alla conseguente decadenza della giunta e allo scioglimento del consiglio comunale con il successivo commissariamento dell’ente, hanno inciso sulla vita dei nostri concittadini generando disagio, confusione e malcontento. A tale situazione di precarietà si aggiunge lo stato di malessere finanziario strutturale dell’ente e la condotta deprecabile posta in essere da taluni amministratori in anni non lontani stigmatizzati dalla Corte dei Conti in una recente deliberazione in cui è stata censurata la «bassa capacità di riscossione delle entrate» e la «presenza di anomalie atte a pregiudicare gli equilibri economicofinanziari del Comune» oltre a «numerose violazioni di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria». Oggi più che mai appare evidente uno iato di fiducia sempre più grande tra cittadini e politica, una politica che ricorre sempre di più al trasformismo, all’auto-referenzialità e all’auto-legittimazione e che non riesce ad elaborare programmi e progettualità a medio-lungo termine limitandosi alla gestione del quotidiano e del contingente. È necessario riaprire un dialogo tra la comunità e la politica che veda coinvolta e protagonista la società civile quale tessuto connettivo indispensabile per creare in modo coordinato e spontaneo un dibattito che tenti di scardinare l’idea che la politica sia una pratica esclusiva destinata soltanto agli addetti ai lavori in modo da riscrivere una nuova grammatica della politica che sia in grado di esprimere un linguaggio comune che riporti l’attenzione sui fatti e sulle idee, sul metodo e sulla progettualità, su problemi rilevanti come la questione dei rifiuti, degli stipendi agli impiegati comunali e agli operatori ecologici, della razionalizzazione del servizio di riscossione dei tributi comunali, del mantenimento di servizi nevralgici per le fasce sociali più vulnerabili. Il grande male dei tempi che viviamo è far sentire isolate le parti vive e senzienti dalla società, il cui ruolo è stato, purtroppo, derubricato a quello di mera espressione elettorale in tempo di elezioni. Il cittadino non può essere considerato esclusivamente in quanto cittadino-elettorale, ma deve tornare ad essere un cittadino-politico, consapevolmente e responsabilmente coinvolto nel dibattito e nella dimensione politica e sociale del luogo in cui vive, attore e destinatario di decisioni, scelte e azioni che lo interessano e impegnano. D’altra parte, le avventure solitarie sono ormai storicamente datate e inadeguate rispetto ai tempi in cui viviamo. Guardiamo, infatti, non senza qualche perplessità e preoccupazione certe fughe in avanti e certe “prove tecniche” di candidatura in vista delle prossime elezioni amministrative che si pongono più come un esercizio di primazia e di investitura medievale che come una coerente e condivisa espressione di programma, di un progetto e di una idea che investono la dimensione dell’agire politico in quanto narrazione inclusiva e partecipata. Le partite si giocano oggi sul campo delle coalizioni e delle alleanze, non su quello dell’autoinvestitura. Il sindaco che verrà deve essere l’espressione di una istanza federativa che coinvolge, anche trasversalmente, partiti, movimenti, e gruppi che siano in grado dialogare e di formare una coalizione di garanzia; un sindaco che, appunto, rappresenti la sintesi di un progetto che vede le forze politiche federate per farsi carico delle istanze e delle urgenze attuali della comunità e del territorio. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un grande federatore. È questo l’augurio e l’auspicio che sentiamo di rivolgere per il 2020 alla nostra città.