Privacy Policy ARRIVA LA STAGIONE DELLE PIOGGE, MA IL COMUNE NON HA FATTO NESSUNA PREVENZIONE – I Fatti Siracusa

ARRIVA LA STAGIONE DELLE PIOGGE, MA IL COMUNE NON HA FATTO NESSUNA PREVENZIONE

La stagione delle piogge è ormai prossima ad arrivare e già qualche anticipo ci ha fatto capire quanto la città di Siracusa è impreparata. Con qualche giornata di pioggia Siracusa è andata in tilt, con allagamenti e danni a cose e persone, più o meno negli stessi luoghi di sempre e con le stesse modalità. Sembra proprio non ci sia nessuno che si occupi di affrontare il problema del deflusso delle acque piovane e il silenzio su questo argomento, più che sintomo d’indifferenza, appare come caratteristico di incapacità nell’affrontarlo. Intanto c’è da dire che non è fatta la pulizia dei tombini e delle caditoie, né s’interviene nello spazzamento del fogliame che in autunno e normale ci sia, né tanto meno si vedono squadre di operai, specificatamente organizzate per fare questo necessario lavoro preventivo di pulizia delle strade, dei marciapiedi e dei canali di scolo la dove ci sono. Tutto sembra lasciato al caso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: macchine ferme in mezzo alle pozzanghere, bassi allagati e gente costretta a camminare per strada saltellando da una pozza all’altra. Un contributo notevole a questo impantanamento generale, arriva anche dai tanti lavori stradali che sono eseguiti con una metodologia tipicamente siracusana cioè, quando si rompe una strada, passano in media alcuni mesi prima che sia ripristinato il manto stradale. Che il 90% delle strade cittadine sia in condizioni disastrose è un fatto noto da anni, quello che è meno noto e chi è, quale ufficio comunale, quale dirigente, non esercita la responsabilità di controllare che le strade interessate a lavori di qualsiasi genere, siano poi ripristinati per bene e in tempi adeguati. Siracusa è interessata dai lavori della posa della fibra ottica e il programma d’investimenti prevede interventi in tutte le aree abitate della città. Mi sono passato lo sfizio di monitorare alcune strade che sono state interessate dagli scavi per la posa della fibra e mi permetto di affermare che mediamente, nella migliore delle ipotesi, ci voglio due mesi dopo che lo scavo è stato ricoperto da terriccio/cemento, perché sia completato con la posa del bitume o asfalto di finitura. Lo stesso avviene normalmente per i lavori dell’Enel, della Siam, dell’Italgas anche se queste ultime società che erogano servizi ai cittadini, il tempo maggiore lo perdono per il rilascio delle autorizzazioni agli scavi che necessariamente passano tutti dall’Ufficio Urbanistica. Si passa quindi da un’inefficienza all’altra senza che ci siano interventi regolatori prima e sanzionatori dopo. Per l’utenza, cioè i siracusani, per qualunque spiegazione c’è sempre un muro di gomma, indifferentemente alla tipologia di lavori, dove si è rimbalzati da un ufficio all’altro, da un silenzio all’altro, da un motivo pernicioso all’altro, senza risposte, con l’aggiunta che se piove tutto si ferma. Cornuti e mazziati. Il risultato è che le strade versano in uno stato pietoso e ormai non ce n’è più una che sia sana e normalmente transitabile, con l’ovvia conseguenza che la pioggia rende e renderà tutto più difficile e in qualche caso, anche pericoloso. Quello che rilevo è che siamo stati azzoppati dalla politica anche nella speranza perché, neanche la visita a Siracusa del Presidente Mattarella è servita a ripristinare le strade più importanti. Il Corso Umberto è notoriamente conosciuto dai  siracusani come “la schifezza” ma è anche la strada da cui passano quotidianamente tutti, turisti e siracusani e anche il Presidente della Repubblica non se l’è scapolata, ebbene, il grande buco all’altezza dei villini, da luglio e li a colorare di arancione le giornate degli automobilisti. Sarei curioso di sapere se il Sindaco si azzarda ad attraversarlo con la bicicletta e sarei ancora più curioso di vedere come sobbalza nella sella, se non si rompe l’osso del collo con qualche caduta, zig zagando tra buche e basole scassate. Sarò curioso, ma da lì non mi è mai capitato di vederlo passare in bicicletta.

Enrico Caruso