Privacy Policy CESARE POLITI: NON PENSO A FARE VENDETTE, IL LIBRETTO DEI CRETINI L'HO BUTTATO – I Fatti Siracusa

CESARE POLITI: NON PENSO A FARE VENDETTE, IL LIBRETTO DEI CRETINI L’HO BUTTATO

Cesare Politi, in questa cazzo di città siamo messi male. La pensi anche tu così?

Non siamo certo noi, per disfattismo, a pensarla così. E’ la città che si pone a “ c…o di cane” per colpa di chi l’amministra dietro le quinte. E tanto meno ritengo sia colpa dei siracusani. Purtroppo, penso che una gran parte di questi ultimi preferiscano bivaccare con questo andazzo rinunciando alla contestazione attiva. Sappiamo perfettamente che esula dal carattere siracusano lottare per cambiare lo stato delle cose.

Se ti dico Ciccio Italia cosa ti viene in mente?

A prescindere dal fatto che non conosco il suo percorso politico e tanto meno da dove provenga in tal senso, mi sovviene in mente un soggetto che “avrebbe potuto fare e non lo hanno lasciato fare”.

E se ti dico Garozzo?

A prescindere dal fatto che non conosco il suo percorso politico e tanto meno da dove provenga in tal senso, mi sovviene in mente un soggetto che “non avrebbe dovuto fare e lo hanno lasciato fare”.

Sei un artista, un attore, un regista, un autore. A questo punto della tua vita senti di avere perso occasioni o va bene così?

Tengo a precisare che le “vere” occasioni, quelle importanti  indirizzate ad una carriera artistica nazionale di grande respiro, le ho guadagnate  sul campo per stima e operosità artistica  in altre sedi italiane, mai per via di raccomandazioni. Se poi vi ho rinunciato consapevolmente e spontaneamente, l’ho fatto per star vicino ai miei figli quando questi erano in un momento delicato di rispettiva crescita. Forse questa mia decisione fu anche confortata dalla stima che i siracusani e una parte di certa politica fattiva  e laboriosa mi elargivano.

Questo mi faceva ben sperare di poter ripercorrere la mia operosità degli anni ’70 e ’80, al fin di dare alla città un qualcosa che di riflesso avesse una risonanza nazionale. Invece, da metà anni ’90 in poi, da parte di ben identificati personaggi politici e non, iniziarono nei miei riguardi tutta una serie di boicottaggi,  invidie, gelosie, trame e tradimenti che bloccarono non pochi miei progetti ed obiettivi artistici indirizzati alla crescita collettiva della città. Difatti, come tu ben sai, dall’inizio degli anni ’00 e per circa due lustri  mi trasferì operativamente in altre sedi, pur continuando a mantenere un rapporto vivo con la mia città. Il resto è storia.

Riprendendo la tua domanda iniziale, per me va bene così. Non rimpiango nulla, anche se palesemente avrei meritato di più. Forse artisticamente e di riflessa immagine politica, per quel che mi riguarda,  qualche occasione se l’è persa  inconsapevolmente la città. Oggi, dall’alto della mia maturità artistica, mi sento sereno. Credo che tutto abbia un ciclo anche di ritorno.

Che rapporto hai coi tuoi figli?

Ieri come oggi, con i miei figli ho sempre avuto un rapporto di grande amore esternato da ambo le parti e di estremo rispetto e solidarietà. Quel che oggi mi rende orgoglioso come padre è il sapere che i miei figli, in talune circostanze  e nonostante il loro peso culturale ed intellettivo,  mi considerino  il loro  “consigliere”.

Tanti nostri amici non sono più. Alcuni rompiscatole, altri simpaticoni. Personalmente chi ricordi con allegria?

E’ una domanda che mi pizzica quel punto preciso del cuore in cui custodisco tutti i ricordi degli amici cari dipartiti. Racconto spesso episodi divertentissimi vissuti con parecchi di essi. Sicuramente ricordo con grande affetto e allegria il fraterno amico Ezio Campailla. Con Ezio ho condiviso  un’adolescenza divertentissima e fette di vita da adulti e artistica.

Ci conoscemmo durante una festa dell’Unità in Piazza S. Lucia. Io fighetto appena sedicenne, già molto attivo in ambito teatrale siracusano , ero il presentatore della serata; lui, quindicenne, era tra gli artisti ospiti in veste di “imitatore”. I suoi cavalli di battaglia esilaranti erano Aldo Fabrizi e Tina Pica. Io lo prendevo in giro e poi finì che diventammo una coppia di spettacolo comico. Ci chiamammo “ Gli Amici”. Io alternavo l’attività teatrale a quella di spalla seria ad Ezio e gli scrivevo anche gli sketch. Ricordo che dopo due anni di intenso lavoro in molti teatri e feste da piazza in Sicilia, dovevamo partecipare a “Sette Voci”, il primo programma di Pippo Baudo su RAI1. Purtroppo, mentre mi trovavo a Bologna per motivi teatrali, ricevetti la chiamata per il servizio militare di leva e sfumò così il nostro sogno nazionale.

Quante donne hai amato veramente? Sei stato un Casanova o hai vissuto rapporti travagliati? Oggi cosa ti piace in una donna?

Oltre alla mia ex mogli, ho profondamente e intensamente amato anche due delle mie vere compagne. Il ruolo di  Casanova non mi è mai piaciuto e tanto meno appartenuto.  Forse la nota positiva della mia vita artistica ed affettiva, è da ricercarsi in quel dono di natura che si chiama “ carisma” e non “esibizionismo”. Per non parlare del carattere spontaneo, creativo e per niente artefatto che ritengo di avere. Salvo rarissime eccezioni, con le donne ho sempre vissuto rapporti  interpersonali  di grande complicità intellettiva, passionale e d’amore pulito. Soprattutto  con  quelle che sono state le mie compagne di vita, quasi sempre non meno di quindici – vent’anni più giovani di me. Il motivo che le legava a me, nonostante le differenze di età – a loro dire – , oltre alla mia “onestà intellettuale”, è sempre stata quell’assenza caratteriale di comportamenti stereotipati e scontati. Anche i grandi amori,  per svariate circostante di vita, spesso finiscono. L’importante è farne tesoro e saperli celare nella nicchia dei bei ricordi. Guardandoci attorno, oggi ci si accorge che in molte coppie non c’è più amore.  Stanno insieme solo per paura della solitudine o per interesse. Altra mia scelta di vita, che mi ha evitato e mi evita di vivere rapporti travagliati,  è il non avere a che fare con donne sposate o, comunque, impegnate. Mi sono sempre imposto questa regola per sfuggire a quelli che nella vita di certe donne vengono definiti “sfizi” ( o piaceri) extra,  i quali, a mio avviso, riducono l’uomo in semplice “oggetto di piacere” . Il tipo di donna che ancora oggi prediligo: non ha riserve mentali, è semplice ma con grande interiorità e di intelletto raffinato.  E’ un annuncio ?’hahahaha…

I tuoi rapporti con gli uomini quali sono stati. Hai avuto amici veri, cosa ti piace in un altro uomo?

I miei rapporti con lo stesso sesso e sempre stato schietto e di rispetto reciproco. Anche se non tutti gli uomini rispettano questa regola di convivenza sociale. Di veri amici ne ho avuti e ne ho ancora tanti sparsi ovunque. Non sono le distanze o le sporadiche frequentazioni a far spegnere un’amicizia vera.

Nell’uomo ammiro l’assenza di riserve mentali, l’onestà,  la spontaneità e la non prevaricazione del prossimo.

Dimmi una cosa trasgressiva su Siracusa e sui siracusani

Su Siracusa: essere una Città Europea della Cultura.

Sui Siracusani: essere cittadini di una Città Europea della Cultura.

Tu hai rispettato sempre la tua arte. Spesso non sei stato rispettato per la tua arte, hai perdonato chi lo ha fatto?

Nel mio quaderno  nero in cui ho sempre trascritto  i cattivi, oggi li ho depennati e perdonati quasi  tutti.  Eccezion fatta per quei due – tre soggetti che mancandomi profondamente di rispetto, hanno offeso soprattutto i miei figli, le centinaia di miei allievi e la città tutta. Ogni tanto vado a rileggerne i nomi per evitare di dimenticare. Non per rivendicazioni, ma per tutelarmi e tutelare, sin dov’è mi è possibile, il prossimo dalle azioni o attività dannose di simili soggetti.

Il quaderno dei cretini era pieno e l’ho buttato.