Privacy Policy TOI BIANCA-STRUMMER: ORA CHE SIAMO ANZIANI CI COMMUOVIAMO CON LE FOTO – I Fatti Siracusa

TOI BIANCA-STRUMMER: ORA CHE SIAMO ANZIANI CI COMMUOVIAMO CON LE FOTO

Alessandro Ricupero alla fine ce l’ha fatta a riconsegnarmi tre scatole di memorie sopravvissute alla chiusura della Gazzetta del Sud di Siracusa, per cui ho lavorato dal dicembre del 1985 al giugno del 2001, sedici anni indimenticabili in cui forse ho dato il meglio di me, professionalmente parlando.
Nelle scatole c’erano tante cose e tante foto. Molte personali, di famiglia, i bambini piccoli, mia moglie ed io neo-genitori felici. C’erano le mie collezioni di sottobicchieri che raccattavo in tutti i pub che frequentavo in Inghilterra e non solo, le prime pagine dei giornali sportivi che incorniciavo quando il Milan vinceva le coppe dei campioni (allora accadeva spesso) e appendevo al muro ad onta di una redazione per il resto tutta juventina. Cose private insomma. 
Ma ne ho ritrovate anche alcune di foto che private non sono. Sono immagini dell’avventura della Gazzetta del Sud e in generale di una stagione del giornalismo a Siracusa, soprattutto quelle degli ultimi anni prima di lasciarla per trasferirmi a Roma. Ci sono volti giovani diventati oggi meno giovani. Ma anche alcuni indimenticabili colleghi che non sono più fra noi. Da Franco Bianchino che del nostro gruppo era un padre fondatore, una presenza fondamentale, un amico splendido, a Pippo Di Silvestro, colonna dello sport, a Saretto Leotta e Pino Filippelli che si intravedono in una foto di una riunione dell’Assostampa che non so a quando risalga ma deve essere degli anni ’90. 
C’è anche la foto di una formazione di calcio in cui io per oscuri motivi sono “in borghese” e fra i calciatori oltre a tanti colleghi c’è anche l’indimenticabile Jano Battaglia. Ci sono immagini di colleghi “mitologici” come il leggendario Mario Stancanelli.
C’è anche una piccola immagine di me con Salvo Benanti (oggi mio direttore, allora mio concorrente ma già amico). Non ho fatto didascalie perché temo di sbagliare qualche nome o qualche data ma menti giovani come quelle di Aldo Mantineo, Santino Calisti, Massimo Leotta, Lino Di Tommaso, Salvo Fruciano, Francesco Nania, Nello La Fata, Pino Guastella e tanti altri sapranno identificare luoghi, date e protagonisti meglio di me.
Io credo di avere il dovere di mettere queste istantanee di storia del giornalismo siracusano a disposizione di tutti. A me resterà per sempre l’orgoglio di aver vissuto quella stagione eccezionale del nostro mestiere (tre quotidiani con relative redazioni su piazza, svariate tv private che producevano notiziari professionali, da Catania Telecolor e Antenna che avevano redazioni con professionisti che lavoravano a tempo pieno) assieme a tanti colleghi con cui condividevamo passione per il mestiere e un’età diversa e che inevitabilmente rimpiangiamo.
Ovviamente ci sarebbe da chiedersi se l’informazione di allora era migliore di quella di adesso, ma sarebbe come domandarsi se si stava meglio quando si andava a cavallo o adesso che si va in macchina. La tecnologia ha modificato radicalmente il sistema della comunicazione e i paragoni sono impossibili.
Ma ci lamentavamo assai anche vent’anni fa.

Hasta la ex gazzetta siempre
Joe Toibianca Strummer