Privacy Policy PROTEZIONE CIVILE: UN PIANO FARLOCCO E UNA STRUTTURA CHE E' STATA CANCELLATA – I Fatti Siracusa

PROTEZIONE CIVILE: UN PIANO FARLOCCO E UNA STRUTTURA CHE E’ STATA CANCELLATA

Incendi dovunque a Siracusa, a Tremilia, Belvedere, sulla Sr-Ct, sulla Siracusa-Floridia. Abbiamo letto di persone preoccupate, di cittadini terrorizzati dal fumo e dalle fiamme avanzanti, il web è diventato un passa parola con richieste di aiuto e con volontari che hanno fatto del loro meglio senza guida e senza nessuna struttura a cui fare riferimento. Ma chiediamo: Un comunicato dell’ufficio di protezione civile? Un intervento rassicurante delle nostre istituzioni no? L’assessore Piccione, che ha la delega della protezione civile, è assente, non ritiene di intervenire? Il fatto vero è che l’ufficio di protezione civile non c’è più,  è stato relegato all’interno dell’ufficio tecnico comunale come un servizio normale e non come prevede il regolamento comunale apposito. Il capo servizio ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. In sostanza dirige l’ufficio che non c’è. L’assessore lo sa? Anche lui a questo punto è l’assessore della rubrica che non c’è o perlomeno esiste solo sulla carta. Ci dicono che il fuoco sta rientrando, ma se continuasse che farebbe il Comune?

Approfondiamo. Siracusa ha un piano di protezione civile? A suo tempo ci fu un piano di emergenza che tuttavia presentava diverse lacune, per non dire di copia incolla con quello di altri comuni italiani. Ebbene, alla fine questo piano lacunoso e inadeguato alla realtà di Siracusa  fu approvato “perché se non si approvava così com’era non si potevano approvare i progetti urbanistici. Difatti oggi per qualsiasi costruzione nell’autorizzazione viene scritto che la città è dotata di un piano di protezione civile. Ma è solo sulla carta, insomma praticamente un falso.

Un piano farlocco e mai aggiornato, accoglienza ai migranti non se ne fa più, tutto è delegato ad Augusta, non si fanno controlli e non si chiedono finanziamenti per la città sicura. Non c’è nulla insomma.

Guardiamo quello che è successo il 12 luglio scorso, la giornata del gran calore.

Questo il comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Comune: “Anche per oggi in Sicilia sono previste temperature al di sopra della media stagionale.

A seguito dell’avviso della Protezione civile regionale “Allerta 2” per le ondate di calore e quello di “Alta pericolosità” per il rischio incendi, il sindaco Giancarlo Garozzo ha firmato un’ordinanza con la quale vengono attivate le competenti strutture comunali per provvedere alle esigenze di tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica.

Nell’ordinanza è prevista l’attivazione della Sala Operativa di Protezione Civile, il C.O.C., il coinvolgimento del personale “Funzioni di supporto”, e delle associazioni di Volontariato presenti nel territorio, per fronteggiare tutte le eventuali emergenze. Previsti presidi sanitari mobili nelle aree con maggiore flusso di persone, quali piazza Duomo ed Ortigia, nonché la zona archeologica. Richiesta inoltre al 118 la disponibilità per tutta la giornata odierna di un’ambulanza medicalizzata.

Disposta, ancora, un’attività di “avvistamento e controllo”delle aree a maggior rischio incendi con pattuglie formate da personale della Protezione civile comunale e delle associazioni di volontariato.

La Protezione civile invita infine la cittadinanza ad evitare gli spostamenti nelle ore più calde, quelle che vanno dalle 11 alle 18. Vengono poi richiamati gli inviti a bere molta acqua, a consumare pasti leggeri e ad evitare l’uso di alcolici”.

E’ un comunicato standardizzato, insomma la protezione civile comunale non fa altro che copiare quello che manda la regione siciliana. Basta andare sul sito regione Sicilia, cliccare e compare il comunicato diffuso dal Comune. Riflettendo se c’è rischio incendi che c’entra di non uscire dalle 11 alle 18? Bere acqua e fare pasti leggeri cosa c’entra con gli incendi? Insomma, non si fa nemmeno lo sforzo minimo di aggiustare e  adattare un comunicato copia incolla. Ancora, basta guardare  le ordinanze di protezione civile. Si attiva così la sala operativa? Non sono indicate neanche le funzioni di supporto, e poi  si firmano straordinari, si pagano pasti ai volontari, rimborsi benzina. Insomma, fermo restando il massimo rispetto per chi fa volontariato, ci sarebbe da approfondire anche questo.

Scrive Giancarlo Garozzo sulla sua pagina Facebook: Vi chiedo collaborazione, giornate con troppi incendi, c’è qualcosa che non va. Abbiamo diverse squadre dei vigili e le sempre disponibili associazioni di protezione civile che controllano il territorio, ma non basta. Se vedete persone che appiccano incendi informataci tempestivamente, non vediamo l’ora di prendere questi delinquenti. Telefonate ai numeri: 0931 451151, 800632328, 3484981781. Aiutateci a monitorare il territorio. Grazie.

Sui piromani siamo tutti d’accordo, ma il problema è diverso. Il problema è che non c’è più la struttura di protezione civile che la Garozzo band ha in pratica smantellato, non ci sono più gli uffici in via Elorina, sono stati cancellati anche i numeri telefonici. E questo al di là dell’allerta caldo e del problema contingente degli incendi, in una città ad alto rischio sismico come Siracusa è un atto incredibile, inconcepibile, pericoloso.