Privacy Policy GIOVANNI CAFEO: MANCA LA POLITICA, NON C'E' DIBATTITO, SOLO "CUTTIGGHIU DA BAR" – I Fatti Siracusa

GIOVANNI CAFEO: MANCA LA POLITICA, NON C’E’ DIBATTITO, SOLO “CUTTIGGHIU DA BAR”

Chi è Giovanni Cafeo nel panorama politico?

Sono impegnato nel sociale e con la politica da quando avevo vent’anni. Ho iniziato causalmente nel periodo in cui frequentavo l’Università di Catania. Da qui il peso della responsabilità di essere uscito il primo degli eletti mi ha spinto a creare l’associazione “Carpe Diem” con la quale ho assistito gli studenti ben oltre la mia carriera universitaria. Sono conosciuto per questo operato e per la mia disponibilità, ma non solo.

Dalle piccole cose che non sono mai piccole nascono le grandi cose. Questa esperienza mi ha portato a fare politica amministrativa. Sono stato candidato più volte. Sono stato eletto consigliere provinciale con una lista civica e da qui siamo entrati nel PD come gruppo dove è iniziato il percorso importante. Nel senso che ho rifiutato una ricandidatura alle provinciali per occuparmi del partito. Sono stato il segretario provinciale. Ho partecipato alla fase costituente. Ero nella commissione “manifesto dei valori” e successivamente mi sono candidato alle regionali perdendo, ma allo stesso tempo rimanendo nel partito com’è giusto che sia. Ad oggi ricopro un incarico in segreteria regionale del partito.

Attualmente nel panorama politico regionale corre la voce che tu sia fuori dalla candidatura, quanto c’è di vero in questo?

Io ho rispetto per gli organismi di partito. Le liste avranno bisogno di un avallo per la direzione provinciale che sarà fatta penso a Settembre e questa sceglierà  i candidati. Il mio nome è voluto da molti componenti del partito. Ad oggi, detto questo, nessuno può asserire né scrivere che io sia fuori o dentro.

Ti confesso che tempo fa avevo pensato di smettere per alcune vicissitudini legate a situazioni siracusane, ma i miei amici mi hanno spinto a continuare e quindi per quanto mi riguarda nella direzione provinciale ci sarà la mia proposta di candidatura.

Parliamo della notifica di avviso di garanzia con l’accusa di turbativa d’asta nell’affidamento della gestione degli asili nido dove si trovò coinvolto lallora Assessore Alfredo Foti. Quando ha influito questa vicenda nella corsa alle regionali?

Non ha avuto nessuna influenza in quanto sono in corsa. Non amo parlare di questa vicenda perché ho rispetto per la magistratura. Il mio profilo politico non mi porta a giudicare, bensì ad avere fiducia nella giustizia. Alfredo Foti è stato già prosciolto e il caso archiviato poiché è evidente uno sbaglio di persona. Per quanto mi riguarda invece vi è una richiesta di archiviazione ma ancora la vicenda è in atto, non c’è stato nemmeno il rinvio a giudizio.

Forse dovremmo parlare di riqualificazione della politica, data la sfiducia che si è venuta a creare, resa evidente da unalta percentuale di non votanti. Tu cosa pensi a riguardo?

Personalmente sono convinto che oggi di politica ce n’è poca e niente  e a dimostrarlo è il dibattito di questo momento che si è trasformato tutto in un “cuttigghiu da bar”. Per cui, chi crede nella politica e nel partito Democratico vive una situazione di disagio per scelte che non dipendono da noi e per incertezze dovute al clima che si vive. La situazione economica è talmente grave che oggi ci vuole coraggio per continuare a chiedere il voto e fare politica.

Bisogna anche dire però che il partito democratico è andato avanti a belle promesse e a pochi fatti.

Dipende dai punti di vista. Sicuramente a mio avviso politicamente abbiamo commesso degli errori sia a Siracusa che a Palermo. Personalmente amo occuparmi delle questioni che dipendono da me. Sicuramente abbiamo commesso l’errore di candidare Crocetta alla Regione e Garozzo a Sindaco di Siracusa. Due nomi scelti per vincere che hanno però dimostrato il loro limite politico-amministrativo. Mi piacerebbe che oggi ci fosse un dibattito su come cambiare le cose piuttosto che una polemica.

A proposito di questo, non sarebbe il caso di rinnovare la classe politica portando avanti i giovani, facendo sì che la vecchia guardia lasci le redini definitivamente avendo avuto già ampia opportunità di dimostrare la propria valenza? Potrebbe anche essere un modo per riavvicinare il popolo alla politica.

Secondo questa logica ti dico che fu il motivo per cui decidemmo di candidare Garozzo e i risultati non sono stati consoni alle nostre aspettative.

Magari è stato luomo sbagliato.

Infatti… per cui ritengo che non si possa generalizzare. Bisogna costruire la classe dirigente. Il tema è che oggi manca la classe dirigente sul territorio, sia dentro il partito che nella società. Bisogna farlo in maniera coerente e costante. Un esempio: vado orgoglioso di tanti ragazzi che sono nel nostro gruppo. Difatti per dare un segnale coerente abbiamo candidato il segretario provinciale che ha 27 anni all’assemblea nazionale del partito. Fare politica oggi ha un senso se costruisci per il futuro, non puoi costruire per il futuro se non costruisci insieme ai giovani.

Oggi, a volte,  la dimostrazione di vuoto della politica e parlo a livello territoriale è che si identifica con la mozione che vota. Lo sforzo di tutti è definirsi o Renziani o contro Renzi. Di questa realtà noi come gruppo ce n’è siamo liberati circa sei mesi fa creando un progetto che si chiama Res “il ritorno della politica per la comunità”. Dobbiamo essere giudicati per le cose che facciamo sul territorio e non per il leader che abbiamo, perché il rischio è l’alibi, ossia si rimanda tutto al leader e quindi si perde per questo. Io ritengo che invece la politica ha un senso se si da valore al lavoro che viene fatto sul territorio.

Alleggeriamo il discorso con una domanda personale: la tua situazione sentimentale oggi?

Il tipo di vita che faccio mi porta a essere riservato per quanto concerne il privato e poi comunque a non avere una relazione stabile. Attualmente sono single.

Elojsa Burlò