Privacy Policy GOOGLE MAPS LE DEFINISCE "ZONA CARROZZIERE" E DANNEGGIA LE STRUTTURE RICETTIVE DEL CIANE – I Fatti Siracusa

GOOGLE MAPS LE DEFINISCE “ZONA CARROZZIERE” E DANNEGGIA LE STRUTTURE RICETTIVE DEL CIANE

Siracusa è veramente ‘la città al contrario’ come scriveva poco tempo fa sui social il nostro caro assessore poeta. Infatti anche un colosso come Google, che solitamente è sinonimo di eccellenza ed efficienza nel campo delle tecnologie informatiche, di fronte alle afose coordinate aretusee entra in confusione e combina dei pasticci di una certa importanza. Ma andiamo ai fatti: circa sei anni fa il celebre Google Maps ha deciso, non è ancora chiaro se su suggerimento degli utenti che collaborano nella definizione delle mappe o su indicazione dell’Amministrazione comunale, di riorganizzare la toponomastica siracusana suddividendo la mappa virtuale della città in micro-aree. Andando a verificare dal proprio browser si può facilmente notare come questa suddivisione sia quantomeno parziale e in alcuni casi addirittura fantasiosa. Infatti risultano presenti nella mappa le micro-aree di Santa Panagia, Belvedere e Città Giardino per quanto riguarda la zona nord della città e Cassibile, Fontane Bianche, Ognina, Arenella, Punta Milocca, Plemmirio, Fanusa e Carrozziere per la parte sud e costiera. Questa strana classificazione, che mescola nomi di quartieri, con definizioni non proprio ortodosse delle zone di costa e che a prima vista potrebbe sembrare un problema di poco conto, sta creando, ormai da alcuni anni, una grande confusione tra i turisti, un danno di immagine alla città e soprattutto grandissimo sconforto tra gli albergatori le cui attività insistono in quelle aree. A lamentarsi di questa situazione sono soprattutto i gestori delle strutture alberghiere e dei B&B della Google-zona Carrozziere che si trova a ridosso della Riserva del fiume Ciane. Il problema principale di questa suddivisione come ci ha spiegato Stefano Di Natale, gestore di un B&B: “Negli ultimi anni Google Maps ha avuto la malsana idea di suddividere Siracusa, in zone/quartieri o sotto-città inesistenti. La multinazionale della geolocalizzazione ha creato delle aree turistiche, come quella di Carrozziere inventata dal nulla, cercando di mettere un ordine nella mappa siracusana, ma di fatto portando ad una confusione smisurata sia ai turisti che agli albergatori di questa zona fantasma che come conseguenza hanno assistito al drastico calo delle prenotazioni da parte delle clientela. La zona chiamata Carrozziere, prende il nome dal vecchio Faro, ma non ha tale importanza da essere etichettata tantomeno area di rilevanza geografica o addirittura tale da rappresentare luogo a se in provincia di Siracusa, come invece risulta dalle mappe di Google. Il grave problema che consegue da questa situazione – ha continuato Stefano – è che google viene utilizzato dai maggiori portali di prenotazione che si avvalgono delle loro mappe per la geolocalizzazione delle attività alberghiere che propongono. Quindi chi prenota la propria vacanza nella bellissima città di Archimede non troverà mai tutte quelle strutture collocate nella sopra citata zona Carrozziere perché ingiustamente tolte dalla lista di Siracusa. Tutto ciò ha portato ad un grande vantaggio competitivo di tutte le strutture di Siracusa e ad un forte calo per quelle dentro l’area Carrozziere. Una vera e propria discriminazione legalizzata all’italiana. Più volte ci siamo lamentati con Google Maps o Booking.com i quali non hanno mai cercato di capire il vero problema di tutta questa storia snobbando del tutto il nostro malcontento. Da premettere che tutta questa area fa parte del comune di Siracusa e che sia la mia che tutte le altre strutture pagano tasse salatissime al Comune di Siracusa. A questo proposito – ha concluso il gestore del B&B – stiamo cercando di farci sentire con forza creando un comitato per dare voce alla nostra disperazione e per lottare contro queste grandi multinazionali interessate solo ai numeri e non ai veri problemi di chi giornalmente deve affrontare questa giungla chiamata Stato italiano”.  L’ufficio stampa di google contattato al riguardo non ha saputo spiegare con chiarezza i motivi di questa strana classificazione, salvo rimandarmi al modulo di segnalazione online per la modifica delle mappe. Personalmente sarà mia premura insistere con l’ufficio stampa affinché questa modifica vada a buon fine. Se nel frattempo qualche amministratore volesse prendersi carico di questo problema, è già in ritardo, ma sempre benvenuto.

Giancarlo Lo Monaco