Politica

MANGIAFICO: MI AUGURO CHE IL SINDACO DOPO LA DITTATURA SI RICANDIDI, I SIRACUSANI DEBBONO GIUDICARLO

Michele Mangiafico, dopo 9 anni di nulla negli ultimi cinque mesi il sindaco del cga è ricomparso dalle nebbie in cui si era dissolto

Francesco Italia ha sprecato da tempo l’opportunità di lasciare un segno positivo e tangibile nella storia politica cittadina. È vero: negli ultimi mesi sta investendo molto in visibilità mediatica, anche attraverso l’utilizzo dei cosiddetti “spazi istituzionali” per informare, con i soldi dei cittadini, l’opinione pubblica sui provvedimenti del Comune. Fermo restando che trovo davvero di cattivo gusto l’utilizzo dei soldi dei cittadini per attaccare gli avversari politici, cosa che avviene spesso in questi “spazi istituzionali”, aggiungo che non sempre la sovra-esposizione si traduce in consenso. Nel suo caso, avrebbe dovuto recuperare – agli occhi dei cittadini – la percezione di essere coerente tra ciò che pensa, ciò che dice e ciò che fa. E, da questo punto di vista, più continua a parlare e meno risulta credibile.

Parliamo solo di problemi. Nessuna comunicazione con la città, coi partiti, con le associazioni e nessuna risposta a chi solleva quesiti o lancia proposte…

Il Sindaco, all’indomani dello scioglimento del Consiglio comunale, avvenuto tre anni fa, aveva davanti a sé l’opportunità di coinvolgere ogni corpo intermedio, ivi comprese le forze politiche, nei processi decisionali, dimostrando che la rappresentanza della città, soprattutto quella che nutre un pensiero diverso, non fosse un fastidio per la sua azione politica ma uno strumento per migliorarsi. Al contrario, ha coltivato la presunzione di potersi confrontare da solo e direttamente con la città nel suo complesso. L’esercizio di questa prepotenza, pur avendo nuociuto alla città, ci ha comunque restituito la consapevolezza della misura etica di questo Sindaco, sufficiente a far sì che non ci sia oggi forza politica che non si collochi all’opposizione dell’Amministrazione comunale uscente.

Il bilancio. Siamo in profondo rosso, i siracusani sono indebitati e non sanno nulla?

Dal giorno in cui è stato sciolto il Consiglio comunale, “Civico4” ha impegnato le sue forze per informare la cittadinanza sulle principali questioni che la riguardano e di cui l’Amministrazione non l’avrebbe messa a conoscenza, ivi compreso lo stato di salute del bilancio comunale. Il Sindaco conclude la sua esperienza lasciando in eredità 19 milioni di euro di disavanzo, 38 milioni di euro di indebitamento e 110 milioni di euro di residui attivi sulla cui reale esigibilità nutriamo forti dubbi. Basta solo questo a maturare un giudizio politico netto e inappellabile nelle urne nei confronti dell’Amministrazione comunale uscente. E noi pensiamo che la città abbia le idee chiare.

Il personale del Comune. Sono dirigenti solo gli amici del Capo. Per i lavoratori comunali non allineati c’è la minaccia costante di licenziamenti, vedi spezzatino

La macchina amministrativa è uno strumento indispensabile per fare un buon lavoro. Non credo che sia mai esistito Sindaco che abbia raggiunto importanti obiettivi amministrativi senza se non addirittura “contro” il personale dell’ente. Le ragioni del fallimento dell’Amministrazione comunale uscente sono sicuramente ascrivibili anche alle scelte sulle politiche del Personale, assolutamente prive di equilibrio e lungimiranza. Potremmo fare tanti esempi. In questa sede, mi limito, a titolo esemplificativo all’incapacità di utilizzare a pieno regime tutto il personale part-time, con la conseguenza di aver chiuso la maggior parte dei quartieri e di avere drasticamente ridotto i servizi al cittadino.

Teatro comunale chiuso da anni, apre solo per qualche serata pro amici degli amici. Ma siamo nella civile Siracusa o in piena dittatura?

L’Amministrazione comunale si è già sottoposta ad un giudizio nel momento in cui ha coltivato la presunzione di candidarsi nella qualità di capitale italiana della cultura per il 2024.

Ha scelto di non candidarsi per il titolo di capitale europea, pensando di utilizzare un obiettivo più raggiungibile per la propria propaganda politica ed è stata sonoramente bocciata. Basta riascoltare le risposte fornite alla commissione giudicatrice per comprendere la magra figura, costata a noi cittadini oltre 70 mila euro.

La gestione approssimativa ed esclusiva del Teatro comunale è uno dei tanti aspetti del fallimento nell’ambito delle politiche culturali.

Ispettori sanitari, lavoratori del reddito di cittadinanza, sportelli vari, Astrea, Zuimama..

La città ha bisogno di ritrovarsi attorno ad un Sindaco e, più in generale, ad una Amministrazione che siano percepite, pur nel confronto tra le parti, il Sindaco e l’Amministrazione di tutti. Siracusa ha un estremo bisogno di percepire che chi governa lo fa nell’interesse di tutti e valorizzando tutte le potenzialità e le energie che esistono nel nostro territorio, senza corsie preferenziali, senza pregiudizi, senza rancori.

Bollette idriche aumentate anche a partire dal 2020: Ma si può fare? Non è illegale?

 L’Amministrazione comunale di Siracusa ha “spacciato” per “aggiornamento tariffario” l’applicazione degli aumenti indicati dall’Arera nel 2017 in base a degli indicatori che prendono in esame la qualità della gestione della risorsa idrica di una comunità sulla base delle perdite idriche, della qualità dell’acqua, delle interruzioni di servizio. La città di Siracusa, com’è noto e come “Civico4” ha già denunciato, occupa il quarto posto in Italia per perdite idriche (67,6%), riporta 54 guasti importanti documentati negli ultimi 24 mesi, si caratterizza per una pessima qualità, a causa delle “elevate concentrazioni di cloruro di sodio”, dichiarate dallo stesso gestore in bolletta. Dunque, le politiche idriche dell’Amministrazione comunale uscente sono fallimentari. L’Arera, con un sistema di incentivi e di penalità, intende proprio colpire le Amministrazioni che non fanno bene il proprio lavoro e creare le condizioni per investimenti che riportino gli indicatori verso standard più adeguati. A giugno, i cittadini dovranno giudicare anche questo.

La cittadella, fiore all’occhiello di Siracusa, nata per la visione e l’impegno di Concetto Lo Bello, oggi è gestita dal Comune a sua insaputa

Gli Europei di nuoto, con le 67 medaglie vinte dall’Italia tra l’11 e il 22 agosto, hanno insegnato che la “Programmazione” determina i risultati. La “Programmazione”, questa sconosciuta al civico 4 di Palazzo Vermexio. L’acqua gelida in piscina è solo l’ultima cartina di tornasole dell’incapacità e dell’inadeguatezza con cui l’Amministrazione comunale gestisce il più importante impianto sportivo della città, la “Cittadella dello sport”, da sette mesi passato ad una gestione “in house”. Da quando, cioè, senza alcuna “Programmazione”, l’Amministrazione comunale ha dichiarato alla città che era in condizione di far tutto da sola. Una sorta di “armiamoci e partite”, di cui lo stesso personale dell’ente è stato vittima. I risultati fotografano un deserto di attività, l’ampio degrado nella cura del verde e nella gestione dei rifiuti, l’assenza di spazzamento, di disinfestazione. La sporcizia unita alla scadente manutenzione ordinaria. La “Programmazione” è una parola da cui ricominciare.

Il milanese sindaco del cga vuole davvero ricandidarsi dopo aver massacrato la città e avendoci portato anno dopo anno all’ultimo posto in Italia per la qualità della vita..

“Civico4” si augura che il Sindaco abbia il coraggio di ricandidarsi perché la cittadinanza merita di avere il diritto di giudicarlo, soprattutto dopo essere stata estromessa per larga parte del suo mandato dalla partecipazione alla gran parte dei processi decisionali. Il giudizio tornerebbe utile anche al Sindaco e all’Amministrazione comunale perché potrebbe essere uno strumento per mettersi in discussione rispetto alla presunzione e alla prepotenza che hanno manifestato in questi anni.

E gli altri candidati sindaco chi sono e cosa fanno. Tu cosa hai deciso di fare?

“Civico4” sta facendo un lavoro sui programmi e in maniera condivisa con i cittadini, tant’è che il prossimo 19 dicembre avrà luogo il nostro quarto appuntamento pubblico con la città. Per queste ragioni, riteniamo sterile un confronto sul nome del Sindaco che non sia accompagnato dal confronto sui temi amministrativi che in questi cinque anni hanno caratterizzato e per i prossimi cinque caratterizzeranno la vita della città. Riteniamo, comunque, che anche nel 2023 la città sceglierà il proprio Sindaco al secondo turno e non al primo perché Siracusa è politicamente molto frammentata, per cui l’appuntamento del primo turno potrebbe senz’altro servire come occasione per confrontarsi sui programmi da offrire alla città. Il 21 marzo 2023 si riunirà il coordinamento di “Civico4” per condividere il programma per la città, la lista da presentare per il Consiglio comunale e, infine, una proposta per la Sindacatura.