Privacy Policy PAOLO REALE: NEL 2018 QUALCUNO ALL'UFFICIO ELETTORALE CORREGGEVA I DATI – I Fatti Siracusa

PAOLO REALE: NEL 2018 QUALCUNO ALL’UFFICIO ELETTORALE CORREGGEVA I DATI

Paolo Reale, ricordiamo che Siracusa ha avuto sempre un ufficio elettorale capace e organizzato, almeno fino alla gestione del professor Michelangelo Blanco. Le comunali del 2018 e le votazioni del 25 settembre sono la prova provata dei limiti dell’ufficio in questione.

Non credo sia solo questo. Credo che Siracusa sia divenuta emblematica dell’assenza di rispetto di cittadini e istituzioni per il momento elettorale che, lo ricordo, costituisce l’unica modalità attuativa dell’art. 1 della Costituzione nella parte in cui attribuisce il potere al popolo. Non mi spiego diversamente l’atteggiamento inerte delle istituzioni di controllo di fronte a quanto avvenuto durante le amministrative, vera e propria sirena di un allarme che avrebbe dovuto richiamare l’attenzione di tutti e che è stato, invece, minimizzato e trascurato, Penso all’Assessorato Enti Locali, che non ha pensato di inviare quella che avrebbe dovuto essere un’ispezione ovvia per accertare i motivi di quanto accaduto nel 2018 e tentare di correggere gli eventuale errori, penso alla magistratura, che non sembra assegnare al procedimento elettorale la dovuta importanza e non sembra perfettamente aggiornata sul contenuto delle leggi che impongono alcune modalità di scrutinio essenziali per assicurare la correttezza del risultato elettorale, penso anche alla Corte d’Appello, il cui Presidente ha la responsabilità della nomina dei presidenti di seggio in base ad un albo che dovrebbe assicurarne professionalità e competenza.

Dopo le amministrative del 2018 ho scritto al Presidente della Corte d’Appello per informarlo di quanto accaduto e per sollecitarlo ai provvedimenti più opportuni per assicurarsi che gli iscritti nell’Albo avessero effettive capacità e competenze. Non ho ricevuto come risposta neanche un “grazie per la segnalazione”.

Certamente l’Ufficio Elettorale ha le sue responsabilità organizzative e di mancata formazione dei componenti, ma è anche vero che non ha alcun potere, e non deve averne, all’interno dei seggi ove ogni responsabilità ricade sui pubblici ufficiali che ne fanno parte. E, anzi, dall’esame della documentazione elettorale delle amministrative del 2018 ho tratto la convinzione, del tutto personale, che di fronte all’assoluta incongruità dei dati che pervenivano dai seggi, più di una volta sia stato effettuato, da qualcuno che aveva libero accesso all’Ufficio Elettorale e prima che i documenti venissero trasmessi all’Ufficio Centrale per la proclamazione dei risultati, un intervento correttivo che, pur se operato a fin di bene. resta di gravità eccezionale.

Veniamo ai risultati. Il capoluogo esprime solo un deputato. Alle Regionali molti giovani e le sconfitte di molti candidati importanti come Vinciullo, Bandiera, Cafeo. Ora che succede?

Succede ciò che le regole democratiche richiedono. Chi è stato eletto eserciterà, spero al meglio, la sua funzione di rappresentanza del popolo all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana. Il voto indirizzato ai giovani è un segnale abbastanza chiaro che l’elettorato ha dato alla politica, ma a me sembra che più che all’esperienza o all’età l’elettorato abbia fatto riferimento all’appartenenza territoriale dei candidati. Quasi tutti gli eletti, ad eccezione del dott. Gilistro, sono il frutto di una massiccia adesione di uno specifico territorio alla candidatura. Basta vedere i voti disaggregati per Comune per rendersene conto. Ciò non toglie che per mobilitare l’elettorato di un determinato territorio che si propone come candidato deve anche avere avuto un giudizio positivo sul suo operato. Siracusa città paga l’atavica caratteristica dei suo abitanti la cui prima motivazione sembra sempre essere impedire a qualsiasi proprio concittadino di emergere, sia che lo meriti sia che non lo meriti. Ogni siracusano che si rispetti pensa di essere all’altezza di Archimede, per dirla con Italo Svevo, pensa di essere grande, ma di una grandezza latente. Non sopporta, quindi, che qualcun altro siracusano possa dimostrare di valere perché questo metterebbe in luce la sua indubbia mediocrità, metterebbe in chiaro che lui o lei non hanno, come pensano, una grandezza latente che solo la sfortuna o la discriminazione ha impedito di venire alla luce del sole, ma è solo se non proprio un mediocre, solo una persona normale.

Per quanto ti riguarda dimostri una certa disaffezione per la politica, diciamo la politica locale ovviamente. Insomma, non hai interessi, non punti a nulla, sei solo, come dire, nauseato?

Questo non è vero. Ho sempre un grande amore per la mia terra, che è il luogo dove ho scelto di vivere, e ho sempre dato e darò impegno personale per la sua crescita. Il che non è necessariamente collegato a un impegno diretto e personale in politica. In questo momento della mia vita personale, inoltre, accanto l’attività professionale, ho anche importanti impegni di carattere scientifico dai quali sto ottenendo grandi soddisfazioni personali e che vorrei continuare a perseguire.

Il sindaco del cga disse, e fece scrivere, che lui rinunciava a un posto di deputato con Azione per restare a difendere le sorti di Siracusa. Una furbizia evidente del sindaco del cga e una balla oggi chiarissima per tutti visti i risultati di Azione con nessun eletto e percentuali ridicole

Probabilmente, invece, ha avuto il giusto fiuto politico. Si è reso conto che, con indiscutibili pregi, l’avventura di Renzi e Calenda in questo momento storico non avrebbe prodotto i frutti sui quali in tanti, compresi alcuni Ministri, avevano puntato. Quando ha dichiarato che non si sarebbe candidato non era così evidente che l’avventura di “Azione” non sarebbe riuscita a sfondare nell’elettorato. 

Passata la sbornia e passati i traumi già si pensa a due obiettivi. Il primo immediato e cioè avere una presenza nel governo regionale, il secondo molto più “battagliato” e cioè cambiare il governo di Siracusa

A questo credo che debbano pensare coloro che hanno scelto la politica come impegno principale nella propria vita. Posso solo augurarmi che vengano fatte scelte non fondate sull’egoismo personale ma sul bene della collettività. Quasi sempre quando scegli qualcuno più bravo di te per fare una determinata attività di interesse comune raccogli frutti più copiosi e duraturi rispetto a quelli possibili da un tuo cimento personale in attività che sono estranee al tuo bagaglio culturale. Avere grandi capacità politiche ed eccellenti sensibilità a comprendere le esigenze delle persone non sempre coincide con la capacità di amministrare e di risolvere i problemi

Anche queste competizioni le seguirai da lontano, con ironia e amaro umorismo?

La prima certamente è fuori dal mio raggio di azione. A meno di non ricevere, come mi è capitato quando sono stato nominato Assessore Regionale, una telefonata da parte di chi mi stima, a livello diverso da quello politico, e ritiene che, in un certo momento storico e per una determinata azione amministrativa, io possa essere utile alla mia terra. Per la seconda, noi di Progetto Siracusa, nel silenzio imposto dal rispetto dell’altrui campagna elettorale, abbiamo già fatto le nostre riflessioni e non intendiamo ritirare la nostra offerta di supporto di alo profilo alla città: siamo convinti che la competenza, la serietà e l’onestà messi in evidenza in questi anni dal nostro movimento civico costituiscano motivo di orgoglio per tanti cittadini che ci hanno scelti nelle due tornate elettorali nelle quali ci siamo proposti, raccogliendo, pur con un numero enorme di liste e candidati in competizione, in entrambi i casi oltre il 10% del consenso degli elettori. Chi si è speso in prima linea in questi anni, e penso oltre a me stesso, ad Alfonso Giardina, a Gaetano Ambrogio e a tanti altri, farà un passo indietro per consentire una più proficua e incisiva azione politica ai tanti giovani e alle tante donne che sono stati parte attiva di Progetto Siracusa: da Emiliano Bordone a Ivana Fuggetta, a Ivan Scimonelli, a Lucia Catalano, a Curzio Lo Curzio, a Loredana Faraci, a Simonetta Tarascio e a tanti altri.

Spetterà a loro, con un appoggio che certamente non gli faremo mai mancare, condurre la battaglia amministrativa per vedere risorgere una città in evidente sofferenza attraverso la competenza, l’onestà e l’indipendenza che il movimento civico di Progetto Siracusa ha sempre professato e concretamente praticato.