Privacy Policy MAURIZIO LANDIERI: LUCA CANNATA HA LAVORATO BENE, E' DIVENTATO UN BIG – I Fatti Siracusa

MAURIZIO LANDIERI: LUCA CANNATA HA LAVORATO BENE, E’ DIVENTATO UN BIG

Maurizio Landieri, la zona industriale rischia una catastrofe occupazionale: I deputati fanno comunicati, la Cgil presenta libri, il sindaco del cga va a Stoccarda per 5 giorni..

Guarda questo è un problema enorme. Il modello di sviluppo industriale degli anni ’60 e ’70 ci aveva fatto credere di aver trovato il benessere e la felicità. Il polo industriale dava lavoro a migliaia di persone, nessuno pensava ai problemi che sarebbero venuti. Grazie a mamma Sincat, poi Montedison, io ho avuto una infanzia serena, mio padre ha passato 32 anni in fabbrica, con uno stipendio sicuro che ci ha consentito un tenore di vita certamente dignitoso. Poi mio padre, anche a causa dei veleni che ha respirato per decenni si è ammalato, ha avuto due tumori, il secondo lo ha portato via. Adesso quel paradiso è diventato un inferno, coi problemi che conosciamo, inquinamento, crisi, disoccupazione. Adesso abbiamo anche la guerra, con le sanzioni ai russi ed il rischio, concreto, di chiusura dell’impianto ISAB Lukoil. Non è il momento di fare campagna elettorale su questo tema, è il momento che tutti, tutti, forze sociali, sindacati, industriali, politi, tutti i politi, trasversalmente, si uniscano per evitare la bomba sociale che sta per deflagrare. Occorre tutelare la salute ed il lavoro, ed è un impegno di tutti, ripeto: tutti.

La nuova stagione turistica è già iniziata. Come si presenta Siracusa? Il turista cosa penserà delle strade scassate, dei servizi inesistenti e dei disservizi esistenti, della spazzatura raccolta a campione ..

Siracusa è un museo a cielo aperto, come gran parte dell’Italia, i turisti, ringraziando il cielo, vengono comunque e verranno sempre. Però comunque, a parte la mancanza di servizi, le strade scassate, manca una progettualità. Non c’è mai stata. Ti faccio un esempio: abbiamo un quartiere ebraico, con il Mike più antico d’Europa. Qualche settimana fa c’è stato in visita l’ambasciatore di Israele in Italia. Com’è possibile che nessuno abbia mai pensato di coinvolgere la comunità ebraica, di fare un gemellaggio con qualche città israeliana, per aumentare il flusso dei turisti. Abbiamo il parco archeologico, le rappresentazioni classiche, il quartiere ebraico, abbiamo il santuario, abbiamo il mare, e nessun progetto per far aumentare il flusso dei turisti, turismo culturale, turismo religioso, balneare. I turisti vengono ugualmente, perché quando vedi giocare Ibrahimovich allo stadio ci vai ugualmente, anche se ha 40 anni, è malandato, e ci vai perché è un fuoriclasse, e un colpo memorabile comunque lo fa. Ecco, Siracusa è come Ibra, malandata, vecchia, ma con una classe immensa.

Sono in arrivo le elezioni regionali, con poche novità. La novità vera è la scesa in campo di Luca Cannata, apprezzato sindaco uscente di Avola. Ci ritenta l’ex presidente del Siracusa calcio Cutrufo, scendono in campo poi i sempreverdi come Zito, Vinciullo, Gianni. Un parere da cittadino medio che ne ha viste tante?

Cannata è diventato un big. Ad Avola ha lavorato molto bene. Ci vado spesso, parecchie volte sono andato al Teatro Comunale, che ogni anno ha un bel cartellone, un vanto dell’amministrazione. Un bellissimo lungomare. È molto amato. Una candidatura forte. Per quanto riguarda gli altri che hai citato, cosa vuoi che ti dica? Zito non ha lasciato segni memorabili nelle due legislature in cui è stato deputato. Per quanto riguarda Vinciullo ero convinto che puntasse alle amministrative, più che alle regionali. Pippo Gianni fa il sindaco a Priolo, calca le scene della politica da quando io ero ragazzo. Faccio lo spettatore, guardo. 

Come futuro sindaco di Siracusa chi vedi? Se dipendesse solo da te a chi daresti questa chance che comporta grossi rischi dopo 10 anni di nullismo

Marika Cirone Di Marco. Donna, preparata, stimata, competente. Mi piacerebbe comunque che fosse una donna. E ce ne sono molte che potrebbero fare il sindaco, con competenza e bravura.