Privacy Policy CAFISO (DIRETTORE DSM): PER LA SALUTE MENTALE A SIRACUSA I MIGLIORI LIVELLI DI ASSISTENZA – I Fatti Siracusa

CAFISO (DIRETTORE DSM): PER LA SALUTE MENTALE A SIRACUSA I MIGLIORI LIVELLI DI ASSISTENZA

Rep: “Il Dipartimento Salute Mentale dell’Asp di Siracusa fornisce i migliori livelli di assistenza possibili ai cittadini-pazienti e ai loro congiunti e la nota dedizione degli operatori va ben oltre i compiti d’istituto previsti, coinvolgendo la loro sfera personale”.   E’ quanto afferma il direttore del DSM Roberto Cafiso che interviene, assieme ai direttori dei Moduli Dipartimentali Riccardo Gionfriddo, Rosario Pavone, Paola Iacono, Salvatore Ferrara, Orazio Antonuccio, Elettra Cultrera ed alla referente Simona Giurdanella, a nome di tutto il personale che si occupa di salute mentale, in relazione alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcune associazioni private nel corso di un sit in, circa la qualità delle cure rivolte ai pazienti con disagio psichico da parte dell’Asp di Siracusa.  “Dispiace constatare che a margine della protesta – dichiara il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra – ci sia uno sfondo sindacale more solito. Ed è giusto che chi legge capisca e intuisca la verità vera e non quella che si vuole imporre come tale”.

 “Solo nell’armoniosa collaborazione tra servizi pubblici ed enti ed associazioni privati – dichiara il direttore del Dipartimento Salute Mentale Roberto Cafiso – si potrà ottenere il massimo risultato a favore della riabilitazione e integrazione nel territorio dei pazienti trattati. Il DSM auspica, pertanto, una rete stabile di opportunità previste tra l’altro dalle norme del settore da offrire a quella fetta di popolazione che ha necessità di cure, attenzione ed armonia tra le componenti che se ne occupano”.

“L’Asp di Siracusa, attraverso i Moduli di Salute Mentale Adulti, assicura agli utenti psichiatrici tutti i LEA utilizzando al meglio le risorse disponibili e le notevoli professionalità degli operatori – dichiara il direttore f.f. SMA 1 Riccardo Gionfriddo – Con le Associazioni occorre instaurare una sinergia operativa, nel rispetto reciproco di ruoli e competenze, così come ribadito dalle vigenti normative in materia e così come di recente confermato nel Piano di Azione Locale, proposto dal DSM e pubblicato nel sito aziendale, per concorrere insieme ad assicurare alla nostra fragile utenza un livello ottimale della qualità di vita”.

“Nonostante le difficoltà del periodo pandemico e l’esplosione di patologie emergenti negli adolescenti – dichiara il direttore f.f. Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza Paola Iacono – la NPIA in atto lavora per garantire i migliori LEA possibili in questa fase storica che sta evidenziando una crescente necessità di supporto per la salute mentale”.

“La pandemia che stiamo ancora contrastando ha inciso pesantemente sul fronte dei servizi – dichiara il responsabile S.P.D.C. di Avola Orazio Antonuccio -. La paura del contagio, i lutti e la crisi socioeconomica hanno determinato un aumento delle solitudini, soprattutto per anziani e per le persone più fragili. La nostra Psichiatria ha partecipato direttamente alla gestione dell’emergenza con il proprio personale affrontando contestualmente tutte le problematiche di natura psichiatrica con competenza e professionalità”.

“Nel Modulo SMA 2 – dichiara la responsabile CSM di Lentini Elettra Cultrera – nessun servizio è stato omesso e nulla penalizzato. Il Centro Diurno è aperto da giugno 2020 senza interruzione e i tempi di attesa sono brevi. Il personale ha fronteggiato con senso di appartenenza l’emergenza sanitaria come è avvenuto in tutti i servizi. In più, nessun ricovero fuori provincia è stato necessario”.

“Ritengo che in tema di Salute Mentale, diversamente da altre branche mediche, i santoni pronti a fornire idee, suggerimenti, proposte, critiche, soluzioni al sistema curante istituzionale si registrano con maggiore frequenza e grande enfasi – interviene il direttore f.f. SMA 2 Rosario Pavone – Forse, a volte, qualcuno ha bisogno di suscitare per fini e interessi personali scalpore e attirare, quindi, l’attenzione delle masse, ignare della verità, mas sensibili e pronti ad indignarsi per aspetti di cui non è per nulla a conoscenza? I motivi sono da ricercare, ma certamente non meritano del nostro tempo per essere sviscerati. Il nostro tempo, in maniera inesorabile deve continuare a essere impiegato nelle azioni che quotidianamente consentono di fornire risposte alla sofferenza psichica dell’utenza, delle loro famiglie, di quanti ruotano attorno al malato garantendo il benessere di loro stessi e della società tutta in cui vivono. Ogni intervento promosso dal DSM di Siracusa è proteso al soddisfacimento di questo obiettivo: produzione di salute e benessere per l’individuo in ogni contesto in cui esprime il suo essere. L’assistenza ai sofferenti di disturbi psichici è rivolta a 360 gradi. La chiusura temporanea del SPDC di Siracusa non ha prodotto disfunzioni in termine di assistenza. Nessun ricovero, volontario o in T.S.O. è avvenuto al di fuori della provincia di Siracusa. Il S.P.D.C. dell’ospedale di Avola e dell’ospedale di Augusta hanno sempre accolto l’utenza siracusana e non hanno mancato di accogliere l’utenza proveniente da altre province della regione siciliana e non. L’attività ambulatoriale, seppur con carenza di personale e le limitazioni determinate dalla pandemia, ha visto tutti i dipendenti stringersi coralmente nel mantenere continuità al sostegno e alla cura di quanti si sono rivolti ai servizi, in ogni modo possibile: in presenza, per via telefonica, attraverso collegamenti in rete o tramite whatsapp. Non sono stati trascurati mai i rapporti con le forze del terzo settore che ha contribuito a alleviare la degenza. Mi fa piacere ricordare in tale circostanza che il S.P.D.C. di Augusta ha ricevuto in dono da una associazione di volontariato un tavolo di Calcio Balilla per fornire un momento ludico riabilitativo a quanti sono stati, sono e saranno ivi ricoverati. Anche presso il Centro Diurno di Lentini non sono mancati e non mancano gli interventi a favore di coloro che ne hanno bisogno, secondo i progetti elaborati dai curanti. Certo è che, grazie alle normative vigenti, sono previsti maggiori interventi e investimenti a favore della disabilità, ma altrettanto certo è che ogni operatore di questo Modulo Dipartimentale Salute Mentale SMA 2 e dei vertici della Direzione Aziendale è proteso, con i tempi che a volte non sono corrispondenti a quello previsto dai tanti “santoni”, a garantire l’attuazione delle misure finalizzate a favorire la salute e il benessere dell’individuo”.

“Gli operatori del Dipartimento Salute Mentale – dichiara la responsabile CSM di Noto Simona Giurdanella – giornalmente, si impegnano ad assicurare agli utenti cure di qualità in un momento in cui si evidenzia una crescente necessità di servizi di salute mentale, che è diventata ancora più acuta durante la pandemia di Covid – 19. Anche durante le prime fasi della pandemia gli operatori si sono impegnati per rimodulare le attività dei servizi di salute mentale per continuare ad erogare cure senza riduzioni o interruzioni dei percorsi terapeutici, attuando modelli di intervento organizzativi sulla crisi in tempo reale sia nei servizi territoriali sia in quelli ospedalieri. Le criticità messe in evidenza dalle associazioni e note agli operatori non hanno scoraggiato il Dipartimento di Salute Mentale a lavorare per costruire percorsi integrati di cura e di inclusione sociale. In questo contesto sociale e sanitario in rapido cambiamento è più evidente la consapevolezza che questo approccio di lavoro verso gli utenti richiede un cambiamento culturale complessivo, con una maggiore sensibilizzazione della comunità verso la salute mentale, una interazione continua con le associazioni dei familiari e con gli Enti locali e l’impegno già presente da parte del Dipartimento di Salute Mentale all’attuazione di nuovi strumenti gestionali come i PTI sostenuti da budget di salute”.

“Siamo consapevoli che la inattesa pandemia ha obbligato le Aziende sanitarie di tutto il Paese a porre in assoluto primo piano l’emergenza Covid – dichiara il responsabile delCentro Alzheimer Salvatore Ferrara – ed in alcuni casi ha determinato anche l’impiego delle risorse territoriali nei servizi ospedalieri classificati essenziali per il trattamento e il contenimento della trasmissione del virus. Tuttavia, va precisato che la carenza delle risorse umane e l’inadeguatezza dei locali assegnati alla salute mentale della nostra azienda non è imputabile all’attuale management in quanto ampiamente presente come criticità anche in tempi meno recenti.  Spiace constatare che non sia stato proposto un tavolo tecnico permanente da avviare presso il DSM all’interno del quale affrontare le diverse criticità e trovare percorsi realistici da proporre alla Direzione aziendale. Esprimo sentimenti di solidarietà a tutti i colleghi della salute mentale”.

Con una nota a firma del direttore generale Salvatore Lucio Ficarra e del direttore sanitario Salvatore Madonia sono state puntualmente riscontrate, prima del sit in, le istanze avanzate dalle Associazioni. Riscontro che è stato definito dai referenti delle associazioni “insufficiente”.  

Nella nota è stato precisato che l’attuale e vigente pianta organica è stata approvata dalla precedente amministrazione nel 2017 e che questa Direzione, invece, ha previsto per la nuova pianta organica in corso di approvazione assessoriale, un netto aumento di personale soprattutto medico ed infermieristico. Relativamente agli psicologici, come comunicato dal direttore del DSM, in atto sono presenti seppur in misura ridotta nei tre moduli adulti. E’ stato rinforzato l’organico nei servizi di NPIA per gestire la massiccia attività con il Tribunale per i minorenni ed è stato, inoltre, espletato un concorso per 15 psichiatri. Per quanto riguarda l’acquisizione di assistenti sociali, si procederà alla stabilizzazione delle tre aventi diritto, attingendo alla graduatoria in atto esistente per le restanti unità. Sul sito dell’Asp di Siracusa, già da inizio anno, è stato pubblicato il nuovo Piano di Azione locale del DSM, approvato dai tre moduli congiuntamente all’Albo delle cooperative e delle associazioni dei familiari. Il Centro Diurno di Siracusa è oggetto di contenzioso legale con la proprietà di viale Tica 39: l’Ufficio Tecnico Aziendale ha dichiarato inagibili i locali ed è stata sollecitata la proprietà ad effettuare gli interventi urgenti e indifferibili di manutenzione dell’immobile del Centro Diurno. I CSM periferici sono allocati in Cittadelle ospedaliere (Noto) mentre Siracusa e Lentini in spazi a se stanti. Per quanto riguarda il budget salute sarà attivato un incontro con il direttore del DSM e il direttore Economico Patrimoniale che sta istruendo le relative pratiche.

“I contributi dei colleghi con responsabilità di Modulo o di Unità operative – conclude il direttore del DSM Roberto Cafiso –  attestano in tutti i rami del DSM (infanzia, adulti, anziani) che l’impegno degli operatori e la fedeltà al mandato è assoluta. Ciò è una garanzia per l’utenza che durante la pandemia non ha avuto un solo giorno di chiusura al pubblico, pur utilizzando per chi poteva la modalità on line. E gli eventi avversi (chiusura del Centro Diurno a Siracusa, SPDC di Siracusa) hanno visto tutti gli operatori impegnati a non creare disagio ai pazienti inventando soluzioni alternative. Un vanto di cui il DSM può andare fiero è il non aver effettuato i TSO fuori provincia malgrado da mesi sia chiuso un SPDC a turno (Avola per fabbisogno infermieri per Covid e Siracusa per ristrutturazione locali). Non ci arricchiamo delle critiche costruttive che ci spingono a migliorarci ogni giorno, perché fermarsi vuol dire sentirsi arrivati.

Quanto all’ASP può essere facile tacciare lo scrivente di aderenza pedissequa. Ma da 30 anni nessuna amministrazione aveva indetto un concorso per 15 psichiatri e assunto pur a part time 10 psicologi. Questo credo sia un dato oggettivo. Anche la pianta organica inviata a Palermo non ci penalizza, anzi. Serve semmai un moto culturale in questa provincia che sappia dare impulso alle attività riabilitative per restituire al territorio i pazienti in trattamento. Ma per farlo occorre un terzo settore motivato e l’Ente locale accanto all’ASP. Già siamo in moto per trovare i margini di impiego congiunto di risorse per attuare al meglio delle possibilità lo 0,2% previsto a favore dei soggetti fragili”.