Privacy Policy FRUCIANO: LE TESTATE ON LINE FANNO COPIA INCOLLA E LO CHIAMANO GIORNALISMO – I Fatti Siracusa

FRUCIANO: LE TESTATE ON LINE FANNO COPIA INCOLLA E LO CHIAMANO GIORNALISMO

Salvo Fruciano, sei un giornalista viaggiatore. Cosa ti colpisce di più in questa città: il fatto di essere ultima come qualità della vita? Il concorrere a capitale della cultura nonostante l’incultura evidente di chi ha massacrato Siracusa? La scelta di coprire tutte le quarzate fatte blindando Ortigia?

Ortigia è lontana. Soprattutto per i siracusani di una certa età, che risiedono in altre zone della città e che, per via della pandemia, si rifiutano di entrare in bus igienicamente non sicuri, raggiungerla diventa un’impresa. Parlo anche di me. Da quando non lavoro non ho più rinnovato il pass. Sarebbe stato un privilegio. Un centro storico, unico al mondo, che conserva tremila anni di storia, divenuto una rosticceria a cielo aperto, è stato consegnato ai possessori di pass per la Zona a Traffico Limitato. Un numero imprecisato, comunque esagerato. Sei, settemila autorizzati, forse 8 mila, che lasciano riflettere su modalità e qualità di gestione dell’isola pedonale. In ogni caso sono scelte che peggiorano la qualità della vita nell’isolotto già invaso da migliaia di tavolini di plastica e da decine di ristoratori improvvisati. Nel giro di qualche anno saranno sempre meno i siracusani ad Ortigìa, espulsi da una politica miope. Lo diceva Salvo Sorbello già 20 anni fa, lo ha ribadito Stefania Prestigiacomo di recente. Senza l’anima popolare “Lo scoglio”, non avrà lo stesso fascino lo steso appeal, almeno per tanti di noi.

Siracusa ultima per qualità della vita e ci sono stati anche giornalisti/leccaculisti che hanno evitato di parlarne. Politici scarsi e arroganti con giornalisti ai loro ordini

 Tutta colpa di una politica che procede per tentativi, senza un progetto complessivo per la città. Non ci sono i leader di una volta, Nicita, Foti, Brancati, Corallo e Consiglio e non ne vedo all’orizzonte. L’ultimo si chiama Titti Bufardeci. Ancora Palazzo Vermexio vive sui progetti e sulle sue linee guida. Per quanto mi riguarda ho deciso di godere della magia di Ortigia solo d’inverno. Quando è più bella. Quando gli effetti del cosiddetto turismo sporca e fuggi sarà finito. Adesso mi sono  rifugiato nel mio piccolo mondo, fatto di cose e persone autentiche, dove le regole sono dettate dal buonsenso. Un’estate al fresco di Buccheri e una serie di gite anche in altre aree della Sicilia per piccoli reportage fotografici.  Paesi piccoli soprattutto degli Iblei che hanno grandi potenzialità nel  turismo green, che presta particolare attenzione al rapporto attività turistica – natura. Una scelta la mia non isolata. Tanti amici e colleghi, non solo in pensione, l’hanno seguita optando proprio per i piccoli centri collinari del siracusano, dove migliore risulta la qualità della vita. Per me che sono nato sul mare, è stato un cambiamento radicale di rotta, che mi ha arricchito. Ma il mondo è cambiato. E’ cambiata anche la professione giornalistica. Internet ha cancellato regole e giornalisti. A Siracusa è rimasta solo una pattuglia di colleghi giovani che fanno ancora in maniera seria il mestiere. In generale chi scrive non conosce né regole né senso di responsabilità. In crescita l’esercito dei signorsi.  Le  testate online molto spesso si limitano a pubblicare in modalità copia e incolla. E lo chiamano ancora giornalismo.

Come giornalisti penso che abbiamo sempre fatto del nostro meglio, ma Siracusa non merita davvero questo proliferare di nullisti imbroglioni. Ci sarà modo di approfondire. Parliamo invece di cose più allegre, hai vinto un premio..

E’ così.  Di recente mi hanno assegnato  il “Più a Sud di Tunisi” alla carriera, un riconoscimento che ho accolto con immenso piacere per la genuinità e l’autenticità del premio, promosso da persone per bene, lontano da condizionamenti commerciali o di cordate.  A consegnarmi la targa a Portopalo di Capo Passero Laura Valvo, immensa collega e amica da una vita. L’occasione per presentare uno dei miei quattro brani musicali che ho registrato di recente con amici jazzisti. Un hobby, che dopo la lunga attività in Rai, ho riscoperto sulle tracce della mia antica passione per la musica. Da giovane facevo il batterista, adesso canto col mio amico pianista e amico Salvino Strano ed una band di strumentisti d’eccezione per realizzare un ambizioso progetto  “I miei amici di un tempo”. Conto di pubblicare la raccolta di 12 brani con relativi video (cantautori ed autori che hanno contribuito alla mia formazione musicale) alla fine del 2021.