Privacy Policy ENZO VINCIULLO: IL CGA HA FIGLI E FIGLIASTRI – I Fatti Siracusa

ENZO VINCIULLO: IL CGA HA FIGLI E FIGLIASTRI

Enzo Vinciullo, tu e gli altri del centro destra come fate ad accettare a Siracusa una dittatura di fatto dove due o tre persone al massimo fanno scelte per conto della città?

Io ho sempre contestato questa amministrazione comunale, la contesto tutti i giorni anche perché ritengo che non abbia i requisiti giuridici e amministrativi per poter amministrare la città di Siracusa. Io sono certo, ad esempio, che il CGA dovrà riportare in vita il Consiglio Comunale perché la scelta dell’Assessorato regionale degli Enti Locali di sciogliere il Consiglio Comunale è una decisione illegittima, ancorché ingiusta politicamente e amministrativamente. La Regione Siciliana non ha mai recepito la norma statale sullo scioglimento del Consiglio Comunale, semmai, su mia proposta, ne aveva recepito un altro principio giuridico-amministrativo che stabiliva la contemporanea caduta del Sindaco e del Consiglio Comunale. La modifica, l’anno successivo, contro la mia volontà, della norma approvata nel 2016 comunque non ha mai previsto lo scioglimento del Consiglio Comunale, così come peraltro ribadito chiaramente dal TAR Catania. Di conseguenza non capisco questa perdita di tempo, non comprendo perchè il CGA che correttamente, nel breve volgere di qualche ora, ha rimesso in vita il sindaco, invece sta impiegando mesi interi per dare una risposta sul ritorno del Consiglio Comunale. Io non appartengo a coloro i quali credono che si possa fare politica con il sospetto, ma nella vita bisogna evitare che vi siano incongruenze sui modi e sui tempi. Se il CGA, velocemente, ha rimesso in vita il Sindaco, lo stesso lasso tempo doveva essere utilizzato per stabilire se i Consiglieri Comunali avevano diritto o meno di ritornare in carica, se la Democrazia fosse un bene così importante da essere riportato in vita nella nostra città. Ricordo che Cesare ebbe a dire che sua moglie non solo doveva essere onesta, ma doveva apparire tale e nell’amministrazione della giustizia amministrativa l’apparenza non è solo formale, ma è, soprattutto, sostanziale. Quando i tempi non sono coerenti e quando le azioni non sono coordinate, è chiaro che il sospetto sorge, ma io sono fermamente convinto che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha operato correttamente e che questo disguido, che dura ormai da mesi, verrà ampiamente risolto riportando i tempi ad una formale omogenizzazione anche se ormai impossibile dal punto di vista sostanziale.