Privacy Policy BROGLI, IL SINDACO SI DIMETTE? / GIOVANNI RANDAZZO: LE DIMISSIONI SAREBBERO NON GIUSTIFICATE E AUMENTEREBBERO IL CAOS – I Fatti Siracusa

BROGLI, IL SINDACO SI DIMETTE? / GIOVANNI RANDAZZO: LE DIMISSIONI SAREBBERO NON GIUSTIFICATE E AUMENTEREBBERO IL CAOS

Giovanni Randazzo, la Procura di Siracusa ha concluso le indagini sui brogli alle Comunali del 2018. Ha accertato che su 30 indagati, 22 hanno fatto reato, ma è stato un reato lieve. Gli altri 8 invece hanno alterato i risultati elettorali insomma hanno perpetrato atti dolosi. Brogli anche clamorosi, come verbalizzare 800 voti in una sezione con soli 400 elettori. Il Tar aveva messo una pezza (annullamento della proclamazione di sindaco e consiglio comunale e ritorno al voto in 9 sezioni), il cga invece non ha battuto ciglio davanti agli atti dolosi di cui sopra e ha confermato sindaco Francesco Italia. Ora che succede? Italia visti i brogli accertati da una commissione prefettizia, dal Tar e oggi dalla Procura, non si dovrebbe dimettere?

Secondo me non vi sono i presupposti per le dimissioni del Sindaco, la cui legittimazione, risulta peraltro convalidata anche dal risultato del ballottaggio su cui non vi è stata mai contestazione alcuna. In ogni caso l’ accertamento sulla incidenza o meno delle irregolarità verificatesi sul complesso del risultato elettorale è stata definitivamente concluso e con la sentenza del C.G.A che ha ritenuto legittimo l’ esito delle votazioni. Certo, rimane l’ amarezza e disorientamento di dati irregolari in alcune Sezioni durante la prima tornata elettorale, che sarà tanto maggiore se, all’ esito delle indagini penali, dovesse verificarsi la commissione di illeciti da parte di alcuni degli attuali indagati. E’ il caso di intervenire anche sul piano normativo, prevedendo una formazione e selezione più accurata dei Presidenti di seggio, per esempio. In ogni caso le dimissioni del Sindaco sarebbero un atto non giustificato dalle attuali circostanze e, anziche’ porvi rimedio, a mio avviso accrescerebbero ulteriormente il disagio dei cittadini e la confusione generale.