Privacy Policy IL COMUNE PENSA AI MIGRANTI, SNOBBA CASSIBILE E TUTTE LE EMERGENZE DI SIRACUSA. IL 15 PRESENTA UNO SPORTELLO CHE COSTA MEZZO MILIONE DI EURO – I Fatti Siracusa

IL COMUNE PENSA AI MIGRANTI, SNOBBA CASSIBILE E TUTTE LE EMERGENZE DI SIRACUSA. IL 15 PRESENTA UNO SPORTELLO CHE COSTA MEZZO MILIONE DI EURO

Come se nulla fosse il 15 febbraio il Comune presenta lo sportello per i migranti. Come se nulla fosse visto che per questo sportello sono partner anche le associazioni Accoglierete e Arci, la prima che ha avuto per vice presidente l’attuale assessore e la seconda che ha per presidente un ex consigliere comunale. A sollevare il conflitto di interessi con una interrogazione parlamentare è stata l’onorevole Varchi, ma gli esponenti della sinistra locale hanno fatto spallucce, della serie chi se ne frega, qui comandiamo noi e basta. Che poi per questo progetto è previsto mezzo milione di euro di soldi pubblici e che già per lo sportello ci sarebbero state cinque assunzioni sembra non interessare a nessuno. Insomma, anche in questo caso il Comune capoluogo, in piena emergenza covid, ha pensato ai migranti e alle associazioni amiche, invece di pensare ai cittadini siracusani e alle tante emergenze cittadine (inquinamento, strade disastro, occupazione, illuminazione inesistente, nuovo ospedale, cimitero da incubo, teatro nuovamente chiuso etc etc). Complessivamente si parla di tanti soldi dei  FAMI ( Fondo Aiuti Migrazioni) attualmente finanziati sul territorio di Siracusa. C’è anche un campo di lavoratori stagionali che il Comune di Siracusa ha sistemato nel centro di Cassibile ed ha persino cominciato i lavori non curandosi della petizione popolare con circa mille firme dei residenti di Cassibile che non sono per nulla razzisti, ma che non possono certamente far diventare il loro paese una gigantesca moschea senza che il Comune di Siracusa abbia almeno discusso con loro, sentito le loro ragioni. Invece di dialogare ha scritto qualcosa l’assessore Gentile, già vicepresidente di Accoglierete, e basta. Nessun incontro, nessun confronto. La risposta di Paolo Romano, già presidente di Cassibile è stata aspra: “Possiamo dire che l’assessore sa difendere bene il proprio seminato e quello dei suoi accoliti. Certamente non ci saremmo aspettati un comunicato stampa a risposta della petizione popolare e di una interrogazione parlamentare. La petizione popolare chiede, così come previsto dallo statuto comunale, un incontro con le istituzioni ed invero la risposta è solo un comunicato stampa. Ricordiamo ai più che è dovere dell’amministrazione sentire i propri cittadini, se così non fosse saremmo in presenza di una grave omissione. Su una cosa, però, siamo d’accordo, tutti gli attori in campo devono sedersi per prendere decisioni che soddisfino tutti. Peccato però che l’attore più importante sia stato dimenticato è cioè IL CITTADINO che come al solito subisce decisioni discese dall’alto e senza senso alcuno. Per quanto riguarda il luogo prescelto ribadiamo quanto già indicato nella petizione e nell’interrogazione e cioè che non è un luogo adatto: a) perché dentro il centro abitato b) perché un luogo pericoloso e pieno di insidie. L’assessore dimostra, senza timore di essere smentiti, di non conoscere i luoghi che, come detto, hanno la presenza di più vasche di raccolta che ne rappresentano un pericolo grave. Siamo e saremo sempre pronti al dialogo ed attendiamo un incontro con, le istituzioni, così come richiesto, in modo da far valere anche le nostre proposte che tendono a superare un problema storicizzato ed istituzionalizzato per mera volontà politica. Molti interessi ci celano dietro questo fenomeno, dal caporalato allo sfruttamento della manodopera, al business dei falsi progetti che hanno il solo scopo di drenare denaro pubblico a danno dei cittadini residenti ed extracomunitari. Cassibile Fontane Bianche da moltissimi anni ospitano una vasta comunità di extracomunitari e persino una moschea. Tutti sono benvenuti a Cassibile Fontane Bianche e ben accolti ma nel rispetto del vivere civile e delle regole. Ci auguriamo di essere ascoltati altrimenti, dopo il sit in pacifico dei giorni scorsi, saremo costretti ad utilizzare tutte le azioni democratiche che sono nella disponibilità dei cittadini non ultimo anche quello di rivolgerci alle autorità giudiziarie. Attendiamo fiduciosi”.