Privacy Policy VINCIULLO: I SOLDI DESTINATI A BUSCEMI DEBBONO RESTARE A BUSCEMI – I Fatti Siracusa

VINCIULLO: I SOLDI DESTINATI A BUSCEMI DEBBONO RESTARE A BUSCEMI

Rep: Nel Patto per il Sud erano stati destinati 800 mila euro per la realizzazione dei lavori di restauro conservativo della Chiesa “Natività di Maria Santissima” nel Comune di Buscemi.
Dopo l’aggiudicazione dei lavori, la Regione Siciliana ha accertato economie dal ribasso d’asta per 98.705,96 euro ed ha ritenuto, nel prendere atto del nuovo quadro economico, di procedere alla riduzione dell’impegno previsto nel 2016, destinando tale somma al bilancio della Regione Siciliana.
Ritengo, invece, giusto che queste economie restino nella disponibilità dei cittadini di Buscemi, destinandoli al rifacimento dei pavimenti della Chiesa di “Sant’Antonio da Padova”, visto che quando, a suo tempo, furono eseguiti i lavori di restauro e di consolidamento della chiesa medesima, le risorse stanziate non furono sufficienti per realizzare anche il pavimento, così come previsto nel progetto originale. Lo dichiara Vincenzo Vinciullo.
La Chiesa di Sant’Antonio da Padova di Buscemi, gioiello del Barocco siciliano degli Iblei, presenta un prospetto originale con le caratteristiche tre campane sospese nel vuoto che, stagliandosi nel cielo soprastante l’edificio sacro, determinano la ricerca di infinito nei credenti e nei turisti.
Da apprezzare ed ammirare, inoltre, l’originale sagrato con giochi geometrici del pavimento dove si alternano i colori bianco e nero della pietra utilizzata.
Ma tutta questa bellezza architettonica interna ed esterna, arricchita dall’inaugurazione del prestigioso ed antico organo,  perde il suo fascino e stride ingenerosamente a contatto con i pavimenti interni ancora in massetto di cemento.
Pertanto, ha concluso Vinciullo, faccio appello alla Regione affinché la somma accantonata per economie di quasi 100 mila euro rimanga nel nostro territorio, come sarebbe giusto, e fosse destinata alla realizzazione del pavimento della Chiesa di Sant’Antonio da Padova, come degna e dovuta conclusione di tanti interventi economici passati che, al momento, non ottengono l’effetto sperato.

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