LA CHIESA MADONNA DI POMPEI ERA AL SERVIZIO DELL’OSPIZIO UMBERTO PRIMO

La chiesa Della Madonna di Pompei in realtà era annessa ed al servizio dell’Ospizio Umberto primo. Merce di scambio tra imprenditori e responsabili della gestione e quindi fu demolito per far nascere al suo posto quel palazzone che ospita la banca nazionale del lavoro.

L’Umberto I appartenente allo Ordine dei Frati Concezionisti ovvero della Provincia Italiana Congregazione Figli dell’Immacolata Concezione. Dalle mie fonti ho saputo che venne costruita la struttura in Via Gela perché luogo più idoneo alle attività tipografiche, agricole ed altro ancora per fare apprendere le arti ed i mestieri a cui in molti riversarono il proprio interesse realizzandosi nel lavoro. L’Istituto era frequentato non solo da orfani ma anche da indigenti e da figli di famiglie che non potevano permettersi le scuole dei signorotti, oltre a che andava al doposcuola. Alcune migliaia di ragazzi, siracusani e non, sono stati ospiti della struttura. Famoso il detto: “Se non fai il bravo, ti mando in collegio”. Quindi a conclusione, credo che sia stata una permuta tra la Banca, che voleva una sede in una via di prestigio e l’Ordine che cercavi altri spazi per le sue attività educative. Venne fatta salva, naturalmente, l’esistenza dell’attuale chiesa il cui parroco per moltissimi anni fu la buonanima di Padre Annino, deceduto poco tempo fa.

Antonio Randazzo

( Da L’ARCHITETTURA PRATICA diretta dall’ Ing. Ardi. Daniele Bonghi, Prof. Di architettura dell’Università di Padova — Anno VII – Fase, I.)

L’Ospizio dei fanciulli abbandonati Umberto I., ha lo scopo di ricoverare per esservi educati ed ammaestrati in qualche arte, cento derelitti, che privi di genitori cominciano a sentire sin dall’infanzia le privazioni della vita e l’alito della corruzione.

Località. – Il fabbricato ha base rettangolare e sorge nell’isola N. 35 del nuovo piano regolatore (antico piano Montedoro) avendo per confini: a Nord il nuovo Corso Umberto I. largo m. 20; a Sud la stazione ferroviaria del Porto grande; ad Est la via Gaetano Zummo; ad Ovest la via Palermo. ‘Piano generale del fabbricato. – Lo studio della composizione della pianta, fu sin da principio reso difficile dalla condizione imposta al progettista, di ubicare l’oratorio pubblico al centro del prospetto principale. Emerge chiaro dai disegni, che per quanto si sia lesinato nelle dimensioni di questo ambiente, pure in considerazione che esso sarà 1’ unico dove si amministrerà il culto per gli abitanti di quel nuovo e fiorente quartiere, ha lunghezza tale da raggiungere quasi la metà

dei prospetti laterali, in corrispondenza dell’asse dei vestiboli e delle scale di accesso al 1. piano. Però in seguito a studio accurato, la distribuzione planimetrica è riuscita così da corrispondere in massima alle esigenze della igiene ed alle prescrizioni regolamentari, raramente messe in pratica del tutto, anche in edifizii di maggiore importanza e con superficie non limitata come nel caso specifico. Il pianterreno, elevato di circa un metro sul piano del marciapiede della strada, è destinato a vestiboli, gabbie di scala, aule, laboratorio, direzione, custodia,

cucina, refettorii, dispensa, ecc.

Il primo piano, a dormitorii, abitazione della direzione e vigilanza, infermeria, farmacia, locali per biancheria e vestiario, lavatoio, biblioteca.

Vestiboli e scale – A metà dei due prospetti laterali sonvi le porte di entrata ai vestiboli, dei quali, quello di via Gaetano Zummo serve di accesso al pubblico, mentre quello di via Palermo per il personale impiegato nell’Ospizio. Le scale sono a rampe giranti sostenute da travi di ferro; la larghezza è di m. 1,50 con alzata di m. 0,15 e pedata di m. 0,32, corrispondente al passo di m. 0,62.

Corridoi – L’unico corridoio d’importanza è quello che partendosi dai pianerottoli delle due scale, gira i tre lati del cortile, mettendo in comunicazione i diversi locali dell’edifizio; la larghezza libera è di m. 2,00. A pianterreno è aperto, a primo piano chiuso.

Laboratorio – Il vasto laboratorio ha la superficie di mq: 197 ed un volume d’aria di me: 1 103. Esso è illuminato da ben 9 finestre ognuna di m. 1,30×2,60.

Aule scolastiche e sala di sfogo – Come rilevasi dalla pianta del pianterreno, le aule per l’insegnamento sono due, da aumentarsi a tre quando se ne riconoscerà il bisogno. Esse hanno una superficie maggio di quella occorrente, ma si è creduto conveniente largheggiare, per il possibile incremento che avrà l’Ospizio e per dare agio a poter accogliere ragazzi, cc detti esterni, i quali potranno essere educati e curati durante il giorno,

come in seno alle loro famiglie. Nel caso che la terza aula venga occupata, allo come si è adoperato per simili edifizii, potrà utilizzarsi come sala di sfogo il refettorio; del resto, clima mitissimo di Siracusa, come ha consigliato progettista di evitare i caloriferi, spesa che sarei

stata sprecata, così ha ritenuto più utile per lo spazio di trattenimento e

ricreazione, utilizzare il cortile, nonche il corridoio che lo circonda. La luce unilaterale è stata adottata come la più confacente, e quindi per la sola aula che prospetta sul Corso Umberto I., si avrà la cura prima di iniziare le lezioni, di chiudere le due finestre che stanno di fronte al posto della cattedra e della lavagna, che offenderebbero la vista del precettore. Non mancano gli armadii ricavati in grossezza di muro a disposizione degli insegnanti per deporvi, sia gli oggetti di loro pertinenza sia degli allievi.

Refettorii e cucina – Dal corridoio aperto a pianterreno, si accede ai due refettorii, uno per i ricoverati, l’altro per i superiori. Sono disposti in modo da essere serviti facilmente dalla stessa cucina e sono forniti di armadii vetrati per conservare il vasellame e la cristalleria in uso per l’ospizio.

Dormitorii – I vasti e comodi dormitorii al primo piano, possono, riducendosi le distanze fra i letti alle disposizioni igieniche regolamentari, essere capaci di un numero maggiore di posti. Spazi liberi per attaccapanni, comodini ecc. completano questi locali tanto raccomandati.

Infermeria – L’infermeria ha esposizione a mezzogiorno e levante ed è

completamente isolata. Vi si accede dalla farmacia, ove può collocarsi un letto, qualora non si credesse più conveniente di far dormire lo infermiere nella stessa stanza degli ammalati. Con apposito ascensore si porteranno dal sottostante refettorio le vivande.

Lavatoi e cessi – Il tipo che si è adottato per i lavatoi è quello a doppia fila

degl’Istituti magistrali di Prussia. I cessi si sono avvicinati per quanto è stato possibile ai dormitorii, tenendo conto che i fanciulli temono, specie di notte, di allontanarsi molto dal dormitorio. Hanno concorso alla costruzione dello edilìzio, sebbene con somme limitate, molti

Municipii della Provincia, il Consiglio provinciale e la carità cittadina. Degni sono di nota i sussidii dei Comitati Pro Sicilia di Firenze e di Roma, che hanno spedito la somma di L. 5000 per ciascuno a beneficio di questa opera altamente umanitaria.

La spesa complessiva dell’edificio è calcolata fra le 175 e 180 mila lire.

Nel dì dell’inaugurazione di una parte dello edificio, il Comitato, così scriveva al Sig. Avolio.

“In questo giorno solenne in cui si inaugura l’Ospizio Umberto I., il Comitato rivolge con affetto il pensiero alla S. V. e plaude alla riuscita dello edificio da Lei progettato. E mentre le manifesta la sua gratitudine per l’opera amorosa, solerte e disinteressata prestata da V. S. nella direzione di tutti i lavori di costruzione, confida che anche in avvenire vorrà adoperarsi, come per il passato, per il completamento di un’opera così altamente morale e civile.”

Siracusa 1 Giugno 1908.

IL COMITATO

Cav. Avv. Filippo Di Natale V. Presidente della Deputazione Provinciale

Cav. Luigi Vinci Sindaco di Siracusa

Cav. Orazio Nava

Bar. Giuseppe Bonanno

Cav. Uff. Francesco Innorta Consigliere di Prefettura

Canonico Concetto Barreca