NEL 1622 IL SENATO SIRACUSANO DECISE DI COSTRUIRE LA SUA NUOVA SEDE, IL VERMEXIO

Nell’aprile del 1622 il Senato siracusano decise di lasciare la primitiva sede di via del Consiglio Reginale e di costruirne una più adeguata in “planitie Cattedralis Ecclesiae”. L’incarico venne conferito all’architetto Giovanni Vermexio che lo realizzò, come è indicato sulle iscrizioni poste su un cantonale e sulla facciata principale, dal 1629 al 1633, con “bianca pietra siracusana” a due ordini con balconate aggettanti. La mole quadrata dell’edificio viene addolcita dalle varie architetture ornamentali che partendo dal piano terra presentano robusti pilastri binati arricchiti da bugne e dal grande portale circondato da ampia cornice bugnata divenuta elemento caratterizzante delle realizzazioni vermexiane. Al piano superiore fiancheggiano le grandi aperture pilastri e le nicchie che avrebbero dovuto contenere le statue dei reali, mai realizzate, mentre maggiore attenzione è dedicata all’apertura centrale sormontata dal grande stemma imperiale di Filippo IV d’Asburgo-Austria e Spagna, opera di Gregorio Tedeschi. E’ un grande monolite scultoreo in marmo con aquila bicipite ad ali spiegate, sormontata dalla corona imperiale austriaca aperta. L’arma, plurinquartata, contiene gli stemmi delle real case di Leon, Castiglia, Aragona, Navarra e di tutti i vari possedimenti della corona. Sovrasta il fastigio del balcone di sinistra lo stemma della città rappresentato da un’aquila coronata con il becco volto a sinistra, con l’ala destra chiusa e alzata e con quella di sinistra semiaperta ed abbassata che afferra con gli artigli un fascio di saette ed ha nel corpo un castello a tre piani con porta e finestre. Ai lati due angeli alati e cornucopie che simboleggiano: l’Abbondanza, l’Agricoltura, la Felicità e la Provvidenza.

Una curiosità è rappresentata dal lucertolone posto nell’angolo sinistro del cornicione che rappresenta la “firma “dell’architetto.

Lucia Acerra