Privacy Policy MUORE UNA FUNZIONARIA DEL MUSEO PAOLO ORSI. LA CISL: I CUSTODI NON SONO CARNE DA MACELLO – I Fatti Siracusa

MUORE UNA FUNZIONARIA DEL MUSEO PAOLO ORSI. LA CISL: I CUSTODI NON SONO CARNE DA MACELLO

Rep: I dipendenti del Paolo Orsi, tutti i custodi, non sono carne da macello. Si provveda immediatamente alla sospensione della loro attività provvedendo ad altre forme di sorveglianza. Queste donne e questi uomini non possono essere obbligati a garantire la presenza in un luogo che, evidentemente, deve essere sanificato.”
Così, il segretario generale della UST Cisl, Vera Carasi, ed il segretario generale della FP Cisl territoriale, Daniele Passanisi, reagiscono alla notizia della morte di una funzionaria del Parco archeologico Paolo Orsi.
“Avevamo già denunciato ieri quanto sta accadendo all’interno degli spazi di viale Teocrito – scrivono ancora i due segretari – Questa ulteriore tragica notizia impone, adesso, lo stop. Ci sono ancora custodi ai quali viene imposto, con una circolare che ritiene ‘indifferibile’ la loro presenza, di lavorare giorno e notte.
Ai custodi, tra l’altro, non è stato mai effettuato un colloquio e, ancor di più, il tampone.
Tutto questo è assolutamente inaccettabile – concludono Vera Carasi e Daniele Passanisi – Serve un provvedimento immediato che tuteli la salute di questi lavoratori e delle rispettive famiglie. Controlli immediati su tutti loro, tampone e quarantena garantita per scongiurare qualsiasi complicazione.
Per il museo si trovino soluzioni di custodia con teleallarme o guardiania privata. Non possiamo più concederci errori.”

Il grido d’allarme è anche per i lavoratori del servizio di pulizia dei locali.

Il segretario generale della UST Cisl, Vera Carasi, e il segretario generale della Fisascat Cisl territoriale, Teresa Pintacorona, dopo la tragica notizia di stamattina, chiedono un intervento immediato sui lavoratori della società cooperativa “In Linea” addetta alle pulizie dei locali del Museo Paolo Orsi.

“Insieme a quello dei custodi – scrivono Carasi e Pintacorona – c’è il problema reale di questi lavoratori che, nonostante tutto, hanno continuato ad assicurare il servizio. Sono donne e uomini che esigono tutela.

Adesso serve bloccare tutto, sospendere immediatamente le pulizie ed assicurare assistenza ai lavoratori interessati. Controlli immediati su tutti loro, tampone e quarantena garantita per scongiurare qualsiasi complicazione.”

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