SCANDALO AFFIDI IN EMILIA: IL RUOLO LGBT / ECCO LA PETIZIONE PER UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA IN PARLAMENTO

Ho firmato la petizione perchè il Parlamento costituisca una commissione d’inchiesta sullo scandalo degli affidi. Ecco il testo: In questi giorni hai sentito e letto molto sullo scandalo del traffico di bambini in Val d’Enza, sottratti alle famiglie dai servizi sociali sulla base di false accuse ai genitori e distribuiti a coppie amiche che fomentavano nei piccoli sentimenti di odio e disprezzo per la loro mamma e il loro papà. Per verificare se questo sistema criminale si stia verificando altrove in Italia: Firma qui la petizione

Quella della Val d’Enza è una storia orribile, che grida vendetta agli occhi di Dio. Ma c’è qualcosa di questa vicenda che non sta emergendo con la dovuta trasparenza e risonanza: è il ruolo pesantissimo dell’ideologia LGBT contro la famiglia.

Secondo le indagini della magistratura, infatti, un personaggio cardine di questa storia è Federica Anghinolfi, dirigente dei servizi sociali dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza finita agli arresti domiciliari.Scrive Il Resto del Carlino:

La Anghinolfi, omosessuale dichiarata, ha avuto una relazione – provata dagli inquirenti – con Fadia Bassmaji, anch’essa indagata, alla quale è stata data in affido la piccola Francesca (nome di fantasia) assieme alla compagna Daniela Bedogni (anche lei nel registro della pm Valentina Salvi). Queste ultime due – si legge nell’ordinanza – avrebbero«imposto un orientamento sessuale» alla minore vietando tassativamente alla piccola di lasciarsi i capelli sciolti, perché ritenuto dalle due «matrigne» atteggiamento di vanità e di richiamo appetibile per i maschietti a scuola. Il gip definisce questo episodio in modo molto forte come un «comportamento ideologicamente e ossessivamente orientato». Procura e inquirenti stanno infatti scavando nel mondo Lgbt.

Firma per chiedere al Parlamento di istituire subito una Commissione d’Inchiesta sullo scandalo affidi:http://www.citizengo.org/it/pc/171762-test-petition

Ma non è tutto. Agli arresti è finito anche Claudio Foti, fondatore del Centro Studi Hansel e Gretel di Torino, Onlus attiva nella programmazione e diffusione di iniziative a favore dell’educazione affettiva e sessuale dei bambini e nella formazione di assistenti sociali.

Foti è accusato di aver “alterato lo stato psicologico ed emotivo attraverso modalità suggestive e suggerenti con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale” e in questo modo “convinceva la minore dell’avvenuta commissione dei citati abusi”.

In un’intervista alla Stampa dell’anno scorso, Foti difendeva l’idea di parlare di sessualità ai bambini, e si lamentava del fatto che non si riuscissero a diffondere nelle scuole programmi di educazione sessuale come quelli proposti dalla sua organizzazione.

Per colpa di chi? Foti individua i suoi “nemici”: l’educazione sessuale a scuola «rimane lontana dall’agenda politica perché la cultura cattolica fa resistenza. (…) la componente più integralista è impossibile da coinvolgere, basta pensare allo spauracchio del gender».

Capito chi sono i “nemici” dei progetti di questo signore, pesantemente coinvolto in questo osceno scandalo? Chi, come CitizenGO, denuncia l’ideologia Gender nelle scuole. Assurdo!

Facciamo emergere il marcio in tutta Italia, firma qui: http://www.citizengo.org/it/pc/171762-test-petition

Ci sarebbe molto altro da dire. Le due donne a cui è stata affidata una delle bambine vittime del sistema della Val d’Enza sono legate a doppio filo col movimento LGBT.

Sulle loro pagine Facebook sono numerosi i riferimenti all’associazione di coppie gay “Famiglie Arcobaleno“, che riunisce le coppie omosessuali che si sono dotate di figli con l’utero in affitto o col commercio di gameti all’estero, pratiche vietate in Italia.

Su Twitter ho chiesto personalmente a Famiglie Arcobaleno di chiarire il loro legame con le due donne:

Non ho ancora avuto risposte. Pensa che una delle due donne, la Bassmaji, organizzava lei stessa incontri per favorire l’affidamento alle famiglie Lgbt.

La sua associazione è inoltre co-promotrice dell’evento “Educare alle Differenze” promosso dall’associazione SCOSSE, che diffonde nelle scuole pratiche e materiali didattici “contro gli stereotipi di genere”.

Fuori l’ideologia LGBT dai servizi sociali: http://www.citizengo.org/it/pc/171762-test-petition

Lo scandalo è enorme, e il ruolo dell’ideologia LGBT contro la famiglia naturale e l’importanza del papà e della mamma per la crescita dei bambini è centrale.

In Parlamento è stata presentata una proposta di legge per istituire una Commissione d’Inchiesta sulle case famiglia e sulla gestione degli affidi da parte dei servizi sociali: è l’occasione che abbiamo per fari sì che emerga con chiarezza il ruolo dell’ideologia LGBT nei servizi sociali italiani.

Per favore, firma la petizione per chiedere al Parlamento di istituire subito la Commissione d’Inchiesta.

Filippo Savarese
e tutta CitizenGO