Privacy Policy BONGIOVANNI (UGL): CATTIVA GESTIONE DEL PERSONALE ALLA CASA DI RECLUSIONE DI AUGUSTA – I Fatti Siracusa

BONGIOVANNI (UGL): CATTIVA GESTIONE DEL PERSONALE ALLA CASA DI RECLUSIONE DI AUGUSTA

         Rep: Egregio Signor Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per la Regione Sicilia, che presso la casa di reclusione di Augusta vi era una politica di gestione del personale tutt’altro che paritaria lo si era detto e ridetto, tanto da divenire uno dei principali problemi noto ai più anche grazie alle svariate segnalazioni fatte dalla scrivente UGL ma, invero, anche da qualche altra sigla. 

Nonostante ciò, la direzione dell’istituto continua imperterrita a mostrare indifferenza verso le problematiche di disagio che certi modi di fare destano nei confronti di gran parte dei dipendenti. Anzi, in certi casi, come quello che l’UGL intende denunciare con la presente, il direttore dell’istituto, col consenso di un cartello sindacale, stranamente divenuto “ispiratore” della direzione (dopo svariate denunce delle medesime OO.SS. a danno del direttore, a sua volta chiamato a rispondere delle mancanze dinanzi il provveditore nello scorso dicembre 2017) ha assunto una posizione  oltre che irragionevole anche svantaggiosa per la funzionalità dell’istituto ed in particolar modo del settore colloqui.

Proprio così signor Provveditore, ad Augusta la direzione, seppur d’accordo con una parte delle sigle sindacali, da circa sei mesi ha deciso che solo per le cariche fisse addette all’U.O. colloqui (tra l’altro vincitori di regolare interpello e quindi in modo decisamente arbitrario) debbano essere programmate a servizio a turno e, di conseguenza, distolte dall’attività per cui hanno concorso e vinto l’interpello (colloqui), il tutto per dare un contributo all’istituto. 

            Sebbene di per se tale situazione palesa forti anomalie, l’apice della irragionevolezza del direttore e dei suoi “sprovveduti” suggeritori sta nel fatto che ad alcune delle predette cariche fisse vengono imposti servizi a turno con orari diversi da quelli spettanti (esempio anziché la mattina quando vi sono i colloqui aperti vengono impiegati di sera)  e per fronteggiare l’ovvio impoverimento creato da tale distoglimento di personale, la direzione ha pensato bene di depauperare personale dal servizio a turno: insomma una gestione del personale singolare, volta al malcontento generale del personale.

Il clou lo si è avuto lo scorso sabato, giornata in cui tre unità addette all’U.O. colloqui sono state obbligate ad espletare il servizio serale in istituto e alcune unità risultavano legittimamente assenti. Di conseguenza il settore colloqui si è ritrovato con una manciata di dipendenti che non riuscivano a ricoprire neanche la metà delle postazioni previste in detto settore.

Gravissimo, se corrispondesse al vero, il fatto che nonostante già dal giorno prima si era percepita la difficoltà per l’U.O. colloqui di affrontare regolarmente il sabato lavorativo nel quale, tra l’altro, erano previsti colloqui dell’utenza “comune protetti” e “Alta sicurezza”, sembra che i vertici dell’istituto in questione abbiano manifestato con rilevante determinazione il diniego a disporre il reintegro delle tre unità volutamente tolte.

Ciò, ovviamente, ha messo in ginocchio la suddetta U.O. che, trovando serie difficoltà ad avviare l’attività, per raggiungere i minimi livelli di sicurezza ha dovuto chiedere supporto al servizio a turno dal quale ha ricevuto ben 4 unità con la paradossale conseguenza che anche il servizio a turno, nella programmazione mattinale già deficitaria per le assenze, ha subito un ulteriore depauperamento di personale.

Una politica gestionale che riteniamo poter definire inconcludente; un modo di fare che si rifà al noto detto siciliano “SPOGGHIA A CRISTU E VESTI A MARIA”.

Per quanto sopra denunciato, onde evitare il protrarsi di situazioni difficili che alimentano malessere tra il personale e difficoltà operative (si pensi a chi è addetto ad un servizio particolare ed ha già acquisito adeguate competenze in un determinato settore e chi invece, per insani principi e irriflessive decisioni di chi gestisce l’istituto, viene letteralmente catapultato a svolgere un’attività delicatissima di cui non conosce praticamente nulla) la scrivente UGL chiede il Suo autorevole intervento finalizzato a porre fine a certe scelte gestionali e a ripristinare la regolare funzionalità e efficienza di un settore, quello dell’U.O. colloqui, che da oltre un anno è stato oggetto di continue pressioni ingiustificate che hanno determinato negli addetti timore e tensione lavorativa tale da indurre taluni anche a chiedere di essere avvicendato (e anche in questo caso sembrerebbe che la direzione abbia manifestato diniego all’uscita dal settore dei dipendenti che ne avevano fatto richiesta).

Sebastiano Bongiovanni

Dirigente nazionale Ugl