Privacy Policy DOPO IL RINVIO A GIUDIZIO PER FIRME FALSE MANGIAFICO NON SI DIMETTE E GAROZZO NON SI METTE DA PARTE – I Fatti Siracusa

DOPO IL RINVIO A GIUDIZIO PER FIRME FALSE MANGIAFICO NON SI DIMETTE E GAROZZO NON SI METTE DA PARTE

E adesso che si fa? Visto il rinvio a giudizio da parte della Procura d Siracusa per 12 persone che vengono ritenute soggette a un processo giudiziario per la vicenda delle firme false nella presentazione delle liste per le elezioni comunali del 2013 in cui vinse Garozzo, anche lui rinviato a giudizio, sarebbe interessante vedere come agiranno coloro che attualmente svolgono incarichi pubblici ed in particolare merita attenzione la posizione che assumerà il Vice Presidente del Consiglio Comunale Mangiafico. L’accusa non è da poco per un amministratore pubblico e sarebbe normale se l’interessato rassegnasse le dimissioni dall’incarico ma, considerando che la vicenda firme false e rinvio a giudizio accade a Siracusa, se le dimissioni non arriveranno, tutto rientrerà nella normale, sciroccata e abulica, metodologia politica della Città. In fondo, se ricordiamo la vicenda gettonopoli, anche li non ci furono dimissioni e se ricordiamo ancora la vicenda dei consiglieri comunali che lucravano il rimborso dello stipendio fittizio, non ci fu alcuna dimissione. Si ricordano invece le dimissioni degli avvocati Consiglieri Comunali Fabio Rodante e Massimo Milazzo che già a novembre 2016 ritenevano necessario l’azzeramento della legislatura al Comune di Siracusa perché, sintetizzando al massimo, “ il fango schizzava da tutte le parte sulla Giunta e sul Consiglio”. La nobiltà del gesto, come si sa, non ebbe alcun seguito tra i colleghi Consiglieri, anzi, alcuni si incazzarono con la stampa, tacciata di intromissione nella quotidianità politica siracusana.

Non so quanto sia chiaro all’opinione pubblica cittadina o ai difensori del diritto amministrativo che a Siracusa abbondano ma, siamo perfettamente in continuità con quella che è definita mala politica e nonostante l’agire della magistratura, si ripetono ancora una volta, azioni e comportamenti border line dalla legge e dal diritto. La tornata elettorale 2018 è sub iudice dell’azione legale avviata dall’Avv. Ezechia Paolo Reale che da ex candidato Sindaco, ritiene ci siano stati “brogli” durante lo spoglio delle schede che lo hanno visto fortemente e stranamente penalizzato, rispetto alla prima tornata e a circa 2000 voti di cui si sono perse le tracce.

Considerando i tempi della magistratura, non è per nulla scontato che le cose non siano andate come denuncia Reale. L’idea che tra qualche anno qualcuno ci dica che le elezioni 2018 sono da rifare, non è per niente bella, soprattutto perché saranno in molti a chiedersi come sia possibile che dopo tutto questo cattivo agire, nessuno va in galera. Il sistema Siracusa è ormai l’assioma maggiormente usato per contraddistinguere l’agire politico dalle nostre parti e se pur si riferisce a faccende di più ampio respiro che coinvolgono politici, magistrati, imprenditori e faccendieri a livello nazionale, il territorio dal quale trae origine è sempre quello orbitante nella città di Archimede.

L’impoverimento culturale e il degrado dei costumi, continua ad essere un fenomeno in crescita e sommandoci anche le difficoltà economiche delle finanze locali, il quadro d’insieme e quello di una Città che si avvita su se stessa, senza un disegno progettuale di sviluppo e prosperità. Con la nuova amministrazione di Francesco Italia, ci sono tanti assessori che parlano pomposamente di ciò che faranno, di ciò che sarà domani la Città sapendo di mentire e per adesso, è proprio il Sindaco quello che tiene il profilo più basso, forse un pò nascosto ma almeno, evita di proclamare sapendo di non potere dare certezze. Le dimissioni del Vice Presidente del Consiglio Comunale, rinviato a giudizio, non sono obbligatorie come non è obbligatorio avere una morale che porta la propria coscienza ad agire in tale senso. Eppure, un pò di etica per questa Città, non sarebbe male.

Enrico Caruso