Privacy Policy PIPPO ZAPPULLA: RICORDIAMO I DUE BRACCIANTI DI AVOLA CHE PERSERO LA VITA PER DIFENDERE I DIRITTI DEL LAVORO – I Fatti Siracusa

PIPPO ZAPPULLA: RICORDIAMO I DUE BRACCIANTI DI AVOLA CHE PERSERO LA VITA PER DIFENDERE I DIRITTI DEL LAVORO

Scrive l’onorevole Pippo Zappulla: Oggi mi trovo a Palermo per partecipare ad una manifestazione promossa dalla Cgil sui temi della previdenza e delle pensioni e non potrò quindi essere presente a Chiusa di Carlo alla commemorazione di quei tristi e drammatici fatti, ma io non dimentico, anzi. Ricordare, non far perdere la memoria ai giovani e alle nuove generazioni è un preciso dovere di tutti. In quel giorno ad Avola si consumò una tragedia e un dramma per due lavoratori che persero la vita, per altri 48 che furono feriti e per le loro famiglie e compagni. Una vicenda drammatica che segnò una intera stagione sindacale e per l’intero Paese. Fu uno degli eventi che scatenò una giusta indignazione in tutta Italia e contribuì a sviluppare quella straordinaria stagione del 68-69 nelle fabbriche, nelle scuole e  nelle università.

I giovani devono sapere che quei braccianti persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva  un salario inferiore a quello di un bracciante di Lentini.

Per queste ragioni il Sindacato dichiarò lo sciopero generale ad Avola dove si verificarono gli scontri con le forze di polizia di allora che subirono l’ordine di sparare sui lavoratori.

Giusto ricordare, ma necessario tenere alta la vigilanza contro i tentativi, sempre presenti, di riportare indietro le lancette della storia dei diritti e della civiltà nel lavoro. Confondere le necessità di rendere moderne le regole del mercato del lavoro, di innovare i rapporti contrattuali, di rispondere alle nuove esigenze delle produzioni e del mercato con la compressione dei diritti nel lavoro è un rischio sempre presente e incombente.

Sono tra quanti sostengono che la qualità dei diritti dei lavoratori è condizione irrinunciabile per la qualità dello sviluppo, dell’economia e della stessa impresa; la dignità e i diritti dei lavoratori sono al contempo condizione di civiltà e di libertà che segna la stessa democrazia del Paese”.