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DANIELA LA RUNA: SUL FEMMINICIDIO VA RISPETTATA LA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO DI AVVICINAMENTO

Ancora una volta la legge nell’applicazione evidenza una forte debolezza dimostrando quanto molto dipenda da chi la applica.

A parlarne è l’avvocato Daniela La Runa: Affrontando quotidianamente il problema della tutela delle donne nei vari processi ci rendiamo conto di quali siano le lacune della legislazione e anche delle cattive prassi adottate nei tribunali. Spesso e volentieri sta capitando che quando viene applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento i giudici appongono una deroga. Tale deroga consente al soggetto, il quale dovrebbe rispettare la sopracitata misura, di avvicinarsi alla donna

vittima di violenza per esercitare il diritto di visita che hanno per i loro figli in comune violando così il provvedimento. L’illogicità della cosa è in se, perché significa che se io durante la giornata ti devo stare lontano in quanto l’avvicinarmi ti mette in pericolo di vita, questa prassi ti sottopone a rischio durante il prelevamento dei figli. Vi sono purtroppo numerosi provvedimenti del gip di divieto avvicinamento con deroga. Ad oggi non è ancora accaduto nulla di particolarmente grave, però l’esperienza ci insegna che un soggetto persecutore o maltrattante se ha intenzione di portare avanti quelle che sono le proprie condotte, non si ferma davanti a niente. Consentire queste deroghe comporta un annullamento della motivazione della misura cautelare, perché un soggetto può essere pericoloso per alcune ore della giornata e diventarlo meno per quei minuti cui gli si contente di

avvicinarsi a casa della vittima per prendere i bambini”.

Quindi la legge sul femminicidio in tal caso sarebbe non rispettata?

Si snatura la misura restrittiva, viene meno la sua ragion d’essere. Se la misura cautelare viene

applicata, se c’è pericolo di reiterazione del reato, questo pericolo a volte c’è e a volte viene meno a seconda dei momenti e delle giornate? O c’è o non c’è.

Elojsa Burlò