Privacy Policy PER I LAVORATORI DELL'EX PROVINCIA IL 25 LUGLIO E' IL GIORNO DECISIVO – I Fatti Siracusa

PER I LAVORATORI DELL’EX PROVINCIA IL 25 LUGLIO E’ IL GIORNO DECISIVO

Il 25 luglio si chiarirà se gli impegni presi dalla Regione dopo le proteste dei lavoratori dell’ex Provincia di Siracusa sono reali e concreti. Se ci sono davvero 11 milioni extra, se gli undici diventeranno 15, oltre ai sei già assegnati al capoluogo, esclusivamente per il pagamento di stipendi. La settimana scorsa la protesta dei dipendenti del Libero Consorzio di Siracusa è infatti diventata aspra, gli animi esasperati, sono state bruciate delle schede elettorali, è stato bloccato il traffico in  corso Umberto, un crescendo che poteva e può diventare molto pericoloso se gli impegni non  saranno mantenuti. Oltre a un intervento immediato e risolutivo dello Stato, del governo Gentiloni, dello stesso presidente Mattarella,  che è l’unica risposta che potrebbe bloccare definitivamente l’escalation senza ritorno di questi disperati .

Certo che pur nella drammaticità della protesta dei lavoratori dell’ex Provincia di Siracusa ci sono tante cose che fanno ridere. Nel senso che chi fa politica è convinto di avere a che fare con una marea di imbecilli che sconoscono ragioni e motivi per cui si è arrivati a questo dramma sociale che mette tremila siracusani nella condizioni di non poter mettere nulla a tavola né per il pranzo né per la cena, perché di questo si parla.

Intanto il primo dato che salta agli occhi è la totale assenza dell’istituzione Comune. Ma come, ci sono lavoratori che salgono sulle gru e sull’impalcatura del palazzo della Provincia in  via Malta e il sindaco della città non si sente in dovere di andare sul posto, di parlare coi lavoratori, di invitarli al buon senso? Sappiamo bene che la soluzione del problema è del governo nazionale e di quello regionale, ma Garozzo è il sindaco . Si mette la fascia tricolore e intanto telefona ai suoi compagni di partito  Gentiloni  e Crocetta, se non addirittura al suo amico personale e leader del Pd, Matteo Renzi. Invece Garozzo se la fa alla larga, dai siti della protesta non ci è passato nemmeno.

Altro dato che salta agli occhi è la città e il traffico in tilt. Ma non era lecito aspettarsi un comunicato ufficiale dell’assessore e del comandante dei vigili urbani? Non avrebbero dovuto far sapere le soluzioni che intendevano adottare a tutti i siracusani? Ma è mai possibile un atteggiamento da tressette col morto, dove il Comune fa sempre il morto?

Sulla lettera di Arnone a Crocetta stendiamo un velo pietoso, anche sui tempi comunicati. Arnone ripete quello che dice da mesi e non si vedeva davvero la necessità di ripeterlo e di diffondere una lettera di maniera, inconcludente sul piano operativo.

Fantastici i grillini dell’Ars che sono stati quelli che insieme a Crocetta hanno cancellato l’ex Provincia in diretta tv dal loro amico Giletti. I grillini hanno votato due volte insieme a Crocetta e oggi si tirano fuori, loro non c’entrano nulla, della serie abbiamo votato insieme e poi ha sbagliato solo Crocetta. L’ennesima dimostrazione dell’inaffidabilità e alla fine dell’incompetenza dei pentastellati. Oggi il deputato Zito chiede una soluzione strutturale per i lavoratori dell’ex Provincia unitamente alle dimissioni di un assessore di Crocetta che è un governatore che piace ai grillini un giorno sì e l’altro no.

Finalmente tutti i deputati regionali siracusani sono intervenuti in maniera cartacea sul dramma  dei lavoratori dell’ex Provincia. Di presenza solo Vinciullo e Zito.

Per quanto riguarda i cinque deputati nazionali l’unica proposta concreta è quella di Stefania Prestigiacomo, Eccola: “Ho chiesto l’intervento immediato del governo nel decreto Mezzogiorno, in discussione al Senato, per trovare una immediata soluzione per risolvere il problema dei pagamenti arretrati ai dipendenti della Provincia regionale di Siracusa. Occorre un intervento normativo immediato che interrompa il prelievo forzoso da parte dello Stato e che risucchia ogni risorsa e impedisce di pagare gli stipendi ai dipendenti”.

Poi le solite pantomime.