Privacy Policy DIO LA BENEDICA, GIUDICE NICOLAS FRANCIS – I Fatti Siracusa

DIO LA BENEDICA, GIUDICE NICOLAS FRANCIS

Caro Giudice Nicolas Francis,

non avrei mai voluto essere nei suoi panni, nei panni di un uomo che amministra giustizia e che deve decidere del destino di un bambino di 11 mesi, Charlie, affetto da una gravissima quanto rarissima patologia. Nemmeno lei, siamo certi, avrebbe mai immaginato di trovarsi, un giorno, protagonista di un caso giudiziario che è diventato un caso mediatico planetario, un caso che ha scosso le coscienze, ha diviso in due fazioni contrapposte coloro che hanno seguito la vicenda.

Non abbiamo alcun motivo di dubitare che Lei abbia agito in scienza e coscienza, avendo come stella polare l’esclusivo interesse del bambino, null’altro. Un compito che ha espletato con grande sensibilità, dimostrando da un lato comprensione verso il sentimento ed i desideri dei genitori, ma dall’altro ascoltando gli scienziati e le loro evidenze. Non deve essere stato facile, come non è stato facile per i genitori di Charlie e per tutti coloro i quali si sono immedesimati nella vicenda, qualunque sia stata la posizione assunta. Adesso la vicenda pare giunta a conclusione, manca l’ultimo tremendo tassello a questa vicenda dolorosa, che ha implicazioni mediche, scientifiche, etiche, religiose. Adesso è il momento del silenzio, del dolore, del rispetto del dramma di Charlie, dei suoi genitori, di tutti coloro che si sono sentiti partecipi di questo dolore. E’ il momento di accompagnare Charlie verso il suo destino. E’ il momento di troncare ogni polemica. Sappiamo che Lei, giudice Francis, questa vicenda non la dimenticherà mai, ed il dubbio di aver compiuto la scelta sbagliata, l’accompagnerà per sempre. Sulla sua strada troverà sempre qualcuno che la considererà un assassino, ma in verità nessuno avrebbe voluto essere al suo posto. Nessuno vorrebbe mai trovarsi in una situazione in cui non è chiaro se stai salvando una vita o prolungando una inutile agonia. God bless you, Dio la benedica, giudice Francis.

Maurizio Landieri