Privacy Policy DI STEFANO: L'INDIVIDUALISMO CHE CI AFFOSSA – I Fatti Siracusa

DI STEFANO: L’INDIVIDUALISMO CHE CI AFFOSSA

Domenico Di Stefano, 4 anni di amministrazione Garozzo. Cosa ne pensi?

Gli anni della (dis)amministrazione Garozzo possono essere definiti come ‘anni bui’ per la nostra città. Tanto fumo e poco e niente arrosto. In ordine sparso ricordo la vergognosa vicenda di Gettonopoli; i numerosi amministratori indagati ed i casi giudiziari che hanno assegnato a Siracusa l’amara etichetta di Comune più inquisito d’Italia; il clamoroso Piano di Sviluppo copiato pari pari da quello di Cremona; il giro di valzer di una moltitudine di assessori; le ‘visite’ frequenti delle troupe dell’Arena di Giletti, di Striscia la Notizia, delle Iene che hanno registrato sulle reti televisive nazionali alcuni dei misfatti nostrani. Non posso fare a meno di evidenziare lo stato delle nostre scassate strade, l’entrata scalcagnata in città da ogni direzione, la condizione della città ad ogni pioggia più o meno intensa, i mancati interventi su alcuni siti archeologici, l’apertura a singhiozzo del Teatro Comunale, gli sperperi del denaro pubblico … il nostro denaro; l’incapacità di garantire una città pulita a cui spesso contribuisce l’inciviltà di tanti concittadini; le tasse comunali sempre più gravose.

Questi politici giovani somigliano non poco ai nuovi mostri. Deludenti o soltanto collusi?

Soprattutto deludenti. Il dato anagrafico da solo non comporta necessariamente un’amministrazione migliore. Prendiamo il caso di Valeria Troia, giovane assessore alle Politiche Scolastiche, Educative, Giovanili, Infanzia, Università ed altre rubriche. Nessuno ha dimenticato che l’avvio dell’anno scolastico 20016/17 nelle scuole della nostra città è iniziato con ben due settimane di ritardo; che frequenti sono stati i problemi relativi alla mensa scolastica e agli asili nido. Quanto alla università la domanda è: “a che punto siamo oggi?”. Si può avere qualche notizia certa sulla sorte di questo piccolo spicchio di una realtà che negli scorsi anni aveva alimentato tante speranze con l’investimento di milioni di euro (vedi il debito lasciato da Marziano)?

Avrai una tua personalissima classifica dei politici siracusani?

Dico una cosa scontata. Non ci sono più da tempo i big di una volta. I Nicita, Corallo, Consiglio, Ettore Di Giovanni, Concetto Lo Bello pur di opposto schieramento riuscivano a far prevalere l’interesse per la città sulla diversa appartenenza. Dei politici di oggi apprezzo l’impegno serio e costruttivo dell’Avvocato Ezechia Paolo Reale, l’attivismo di Enzo Vinciullo,   l’azione di coerente opposizione di Salvo Castagnino alla (dis)amministrazione Garozzo. Quanto a molti dei parlamentari nazionali e regionali pare che si siano perse le loro tracce e sono fuori di ogni classifica.

Non hai più sentito parlare di Santi Pane? Quello lontano mille miglia dalla vecchia politica?

La mia esperienza personale con Santi Pane è stata quella segnata da un vile ‘tradimento’. Mi era sembrato genuino e credibile un movimento ed un team di persone che per mesi avevano esplicitamente dichiarato di essere STRAORDINARIAMENTE LIBERI DAI PARTITI. Per questo messaggio mi sono impegnato. Al ballottaggio Santi Pane, al prezzo di una breve stagione di assessore, si è catapultato alla corte di Garozzo contribuendo a farlo diventare lo scarso sindaco della nostra città. Pare che attualmente sia ‘piazzato’ in qualche ente mangiasoldi.  Notizie su questo personaggio non ne ho e non mi interessa averne.

Lotta alla illegalità. Come siamo messi a Siracusa?

Il recente caso della bomba alla panineria di Viale Cadorna ha evidenziato che sotto la brace il fuoco rimane ancora una volta acceso. Purtroppo. Tuttavia è stato positivo il momento di ampia e tangibile solidarietà nei confronti del signor Luigi Terracciano, vittima della aggressione mafiosa. Ciò ha consentito una ripresa dell’attività commerciale. I cittadini sono particolarmente preoccupati per la delinquenza diffusa, per la cosiddetta microcriminalità, per i furti in appartamento, per delitti come quello del povero signor Scalzo, per l’insufficiente presenza di forze dell’ordine per le strade a tutela degli onesti.

Esiste una comunità siracusana o ci sono tante lobby di potere in guerra fra di loro?

Credo che uno dei tratti meno positivi che ci contraddistingue come siracusani sia l’esasperato individualismo. Ciò pesa nella vita pubblica come un macigno. Il sorgere di vari movimenti ed associazioni che hanno una presenza minoritaria è la spia della mancanza di una corposa ‘comunità siracusana’. Di conseguenza gruppi di varia estrazione cercano di conquistare una fetta di potere politico-economico che non predilige certamente l’interesse collettivo. E in tal maniera Siracusa risulta agli ultimi posti di qualsiasi classifica comparativa tra le città italiane.

Perché hai scelto di vivere in campagna?

In realtà divido la giornata tra campagna e città. Trascorro qualche ora attivamente in campagna. Mia moglie ed io ci prendiamo cura dei nostri cani e gatti e del ‘verde’ apprezzando quanto la natura sia generosa e sorprendente almeno per me che prima preso dal mio impegno di docente,  a stento distinguevo un fiore da un albero.

Cosa provi per Gino Foti?

Non provo niente di speciale per questo personaggio della vecchia politica. Ha rappresentato un contesto che non mi appartiene. Prendo atto che ha avuto il consenso di tanti elettori che negli anni gli hanno consentito di rivestire cariche significative.

  1. S. Ha riconosciuto di avere contribuito colpevolmente all’elezione di Garozzo a sindaco della nostra città.