Privacy Policy BISOGNA DIFENDERSI NEL PROCESSO E NON DAL PROCESSO. IL PROCURATORE SCALIA BACCHETTA I "CONTENDENTI" – I Fatti Siracusa

BISOGNA DIFENDERSI NEL PROCESSO E NON DAL PROCESSO. IL PROCURATORE SCALIA BACCHETTA I “CONTENDENTI”

Il Procuratore generale Salvatore Scalia, interviene sulla vicenda che riguarda il caso Siracusa e i veleni tra politica e magistratura. Qui di seguito l’intero documento che il procuratore Scalia ha diffuso rimettendo le cose al loro posto e invitando i politici delle istituzioni a ritrovare il buon senso smarrito:

“Chi scrive ha sempre ritenuto che il riserbo in ordine alla vicende giudiziarie sia dovere del magistrato.  La lettura di dichiarazioni rese da esponenti politici e istituzionali di Siracusa però con le quali  si rivolgono alla magistratura aretusea gravi attacchi  che ne minano la credibilità assumendo l’esistenza di “anomalie all’interno del Palazzo di Giustizia e, in un crescendo di reciproche accuse,  di amicizie tra magistrati  e politici che influirebbero sulle indagini e sui processi  favorendo ora l’uno  ora l’altro dei contendenti, mi inducono ad intervenire  soprattutto per  rassicurare l’opinione pubblica che non può che rimanere  turbata da tali dichiarazioni  che, per la loro rilevanza,  costituiscono un unicum nel panorama nazionale. Encomiabilmente la dirigenza della Procura di Siracusa, gli organi associativi della magistratura, i magistrati coinvolti non hanno ribattuto alle tante dichiarazioni pubbliche rilasciate dai “contendenti” che così pesantemente chiamano in causa la magistratura  per inchieste e  indagini che vedono coinvolti esponenti della politica e non solo. Ritengo doveroso a questo punto un intervento da parte mia, quale Procuratore Generale, intervento che ha da considerarsi rivolto ai cittadini di Siracusa e non certo ai “contendenti” i quali avranno modo di difendersi nelle sedi opportune; “nel processo” e non “dal processo” e che hanno avuto modo di esternare le loro perplessità a chi scrive, che li ha più volte  tutti  ricevuti adottando le misure previste dall’ordinamento per evitare, unitamente al Procuratore della Repubblica,  anche il semplice sospetto  di deviazioni  dal regolare iter delle indagini. Affermare,  come si è fatto,  che le indagini nei confronti di determinati soggetti venissero intenzionalmente  affidate  sempre allo stesso, o agli stessi magistrati, amici ora dell’uno e ora dell’altro,   è assolutamente non veridico  e contrasta documentalmente  con quanto risulta dai registri di segreteria della Procura  della Repubblica dai quali si trae che le indagini in questione sono state condotte da più magistrati designati in base  a criteri automatici e predeterminati ed il Procuratore della Repubblica  ed il Procuratore Aggiunto si sono fatti carico della diretta trattazione di traluno di essi; l’esito delle indagini  è stato il più  vario chè ciascuno dei “contendenti”  ha visto in alcun casi l’archiviazione della propria posizione  ed in altri il rinvio a giudizio. Assolutamente inaccettabile poi che  accuse ed insinuazioni, provenienti peraltro da soggetti titolari di funzioni istituzionali o politiche, siano generiche,   e  coinvolgano   tutta la magistratura aretusea,  creando sconcerto nell’opinione pubblica ed una caduta  della credibilità  della istituzione – giustizia  che essi,  proprio per la loro posizione, dovrebbero invece tutelare. Come detto le difese,  quali indagati o persone offese – continua il procuratore generale – vanno proposte in sede processuale e davanti al Giudice: il nostro sistema processuale, peraltro,  rende  impossibile ad un singolo magistrato, sia esso P.M. o Giudice,  di decidere alcunchè in ordine ad una indagine  o ad un processo e comunque, laddove vi siano elementi che possano fare ritenere  men che corretto il comportamento di un  magistrato, esistono vie istituzionali, peraltro già percorse,  che consentono di fare valere  le proprie ragioni e credo che la magistratura abbia dimostrato di essere attenta e capace di individuare eventuali responsabilità anche al proprio interno ponendovi rimedio. Occorre pertanto abbassare  i toni di un conflitto che vede la magistratura coinvolta in un agone politico che non le è proprio, che non cerca e  che non vuole. Per quanto mi compete posso assicurare che le indagini  verranno condotte e concluse  con la maggiore celerità possibile e richiederò al Presidente del Tribunale  che i processi che dovessero scaturire dalle indagini in corso vengano trattati con quella  sollecitudine che le vicende impongono,  non senza sottolineare  che l’assoluto sottodimensionamento degli organici della magistratura di Siracusa, peraltro solo parzialmente coperti, rende arduo  un tale procedere: su tale ultimo punto  invito i rappresentanti politici della provincia ad intervenire in sede governativa chè , come dimostrano i fatti,  la rapidità e l’efficienza della giustizia  sono valori primari che  non possono essere affermati senza mezzi, uomini, strutture”.