Privacy Policy MIMMI MOSCATO: LA STAMPA? CONTRIBUTI MODESTI PER TUTTI SENZA FARE FIGLI E FIGLIASTRI – I Fatti Siracusa

MIMMI MOSCATO: LA STAMPA? CONTRIBUTI MODESTI PER TUTTI SENZA FARE FIGLI E FIGLIASTRI

Mimmi Moscato, come lo iniziamo questo 2022. Quali sono le condizioni della città?

Non credo di esagerare se dico che la città vive una preoccupante condizione di precarietà: strade piene di buche e marciapiedi invasi da erbacce. A dire il vero c è di peggio, se non fosse che questo senso di incuria mal si concilia con l’aspirazione a Capitale della Cultura. Una profonda crisi economica non aiuta di certo, e ancor meno lo scarso senso civico che purtroppo appartiene a noi Siracusani. Però poi, ti sposti di appena 25 chilometri, vai ad Avola, e là tutto cambia. Qualcosa deve voler dire.

Non sei nato a Siracusa, ma pochi possono vantarsi di essere più siracusani di te. Cosa bisognerebbe fare subito per ritrovare la speranza, per far rinascere l’entusiasmo?

Una svolta positiva si potrebbe avere emanando un provvedimento che altre Città hanno messo in pratica: far lavorare, anche per poche ore al giorno, i percettori del reddito di cittadinanza. Sarebbe un bel messaggio per chi, con le sue tasse, costituisce quel fondo; e sono certo che molti percettori risentirebbero dal giusto, pubblico, riconoscimento. Tempi e modi si troverebbero, tra le sfilacciate maglie delle leggi.

Una città senza consiglio comunale, con un dittatore dal punto di vista amministrativo e coi ragazzi della sua band che contano meno del due di coppe. Cosa possono fare da soli, senza controlli, senza confronto? Andremo avanti coi 120 mila euro per costruire un cesso al molo Sant’Antonio, come se la città non avesse ben altre emergenze?

Un ‘Dittatore’ alla guida della Città mi piacerebbe, unico responsabile nel bene o nel male. Io un nome lo avrei, ed è lo stesso per cui mi sono candidato 3 anni fa: Giovanni Randazzo. Ma ad un patto: la Giunta deve sceglierla Lui, dal primo all’ultimo Assessore, senza quei palleggiamenti di responsabilità tipici della politica italiana. Di quel progetto del costo di 120milioni di euro non so nulla, ma mi informerò e cercherò di seguire.

Il teatro comunale è stato affidato, ma è nelle nebulose. Ci sono problemi diciamo burocratici. AFFIDATO QUINDI CON RISERVA, con Granata e Italia che gestiscono come fosse casa loro

Sul Teatro comunale non infierire troppo: i criteri costruttivi di metà 800 mal si conciliano con le norme attuali in tema di sicurezza. Quegli iniziali 700 posti oggi possono occuparsene poco più della metà, troppo pochi per poter contenere il costo di un biglietto.

Gestione della pandemia. Qual è il tuo pensiero sull’Asp? E sul Comune sempre assente?

Per quanto riguarda la gestione della pandemia nulla da eccepire sull’ASP Siracusa, visto che ricalca quella nazionale. Sulla quale sì, ci sarebbe molto da dire.

Per fine anno il sindaco del cga non ha presentato una relazione da discutere coi giornalisti e coi cittadini. Infatti non ha parlato con nessuno, ha letto una sorta di discorso dell’impero, con una serie infinita di bugie

La mancata discussione coi giornalisti per una relazione di fine anno non ha alcuna giustificazione. Delirio, e basta.

Siracusa è sporca, al buio, con le strade scassate proprio una nave senza nocchiero in gran tempesta..

La città è sporca, è vero, e la responsabilità del Sindaco la condivido con noi Cittadini. Ma per una cosa mi indigno: se ci ‘regalano’ soldi dall’Europa per realizzare qualcosa di ben preciso, posso ammettere si realizzi qualcosa di inutile….quanto meno diamo un po’ di ossigeno ai lavoratori. Ma realizzare qualcosa che penalizza il cittadino, è follia pura. Sono rientrato a Siracusa ai primi di ottobre e in questi tre mesi non credo di aver visto nelle corsie ciclabili più di 5 ciclisti. Macchine incolonnate in viale scala greca e in viale Teracati ne ho viste a centinaia. Pensiero che ho preso in prestito da un recente post di Nuccio Romano.

Giochiamo. Fammi i nomi di candidati sindaco che ci potrebbero risollevare dopo il massacro di Garozzo e del sindaco del cga?

Sul nome di un Sindaco a me gradito sono fermo al 13 dicembre 2017. Mi trovavo a Torino, da mia sorella: mia madre ad ottobre si era rotta il femore ed io mi trasferii da lei. A novembre ci furono le Regionali che io seguii da lontano e che videro, in Sicilia, il successo clamoroso dei 5 stelle. Nel successivo giugno ci sarebbero state le elezioni comunali a Siracusa e c’era la grande probabilità di un Sindaco grillino. Il solo pensiero mi terrorizzava e mi induceva a pensare chi potesse raccogliere voti a destra e a sinistra. Pensai a tre persone, che chiamai il 13 dicembre, sapendo che era un giorno di festa e ci sarebbe stato tempo per parlare un po’. La prima telefonata la feci a Marco Fatuzzo, non potevo fare altrimenti: ero consigliere di opposizione con lui a capo di Sinistra ed estrema Sinistra, ed avevo un osservatorio privilegiato per osservare e giudicare. Coordinata assessori che andavano da Corrado Giuliano a Massimo Riili; da Roberto De Benedictis a Nicolò Garozzo; da Riccardo Gionfriddo a Ciccio Ortisi a Renato Mangiafico. Come non desiderare una seconda edizione, che peraltro gli fu chiesta, invano, alla fine del suo mandato amministrativo. Apro una parentesi: meno di due mesi fa è mancato il Preside Librizzi, che io conobbi tramite Fatuzzo, che già era stato Preside, Collega e Amico. Ai funerali di Antonio Librizzi due persone, sull’Altare, hanno voluto ricordarlo: la sua Vice – colpevolmente non ricordo il nome – e Marco Fatuzzo. Erano presenti molte persone, alcune venute da Palermo e Catania. Quando Fatuzzo iniziò a raccontare la sua vecchia amicizia e frequenza con Librizzi precisó che questa frequenza dovette interrompersi ‘dovendo assolvere al suo mandato amministrativo’….disse esattamente così. Quasi si vergognava di definirsi Sindaco. Ecco, un uomo che non fa sfoggio del suo potere, mi piace….non ci sono abituato. Chiudo la parentesi e torno alle mie tre telefonate. Quella, la prima, che feci a Fatuzzo rimase inascoltata: impegni di famiglia gli impedivano di candidarsi. Feci allora la seconda telefonata a chi ritenevo potesse essere votato a destra e a sinistra, e pensai a Roberto Cafiso. Conoscevo, ammiravo e stimato il padre: ammirare Roberto era solo logica conseguenza. Peraltro ho sempre seguito pensieri, consigli, constatazioni che ha sempre espresso su Facebook. Gratuitamente, naturalmente. E nel tempo ho potuto notare quante persone lo seguono: di tutti i colori politici, di tutti i ceti sociali. Anche lui era la persona giusta, ma anche lui negò la sua disponibilità. Comprensibili impegni lavorativi. L’ultima telefonata, la terza, l’ho fatta a Giovanni Randazzo….lo conosco E FREQUENTO, da 40 anni: la sua onestà è sotto gli occhi di tutti, come la sua preparazione professionale. Risposta negativa anche da parte sua. Una risposta che diventò positiva a gennaio, dopo aver ricevuto una decina di affettuose pressioni per candidarsi. Io fui il secondo a pensare a lui. Il resto lo sappiamo, Giovanni è stato viceSindaco, sostenuto da Fatuzzo e tutti i componenti di quella indimenticabile Giunta. Ora è più conosciuto, ha saputo dimostrare di non voler contrabbandare la dignità con la poltrona, continua ad essere la persona giusta. E per dimostrarglielo, noi cittadini, dovremmo dargli prova di quanto teniamo a lui, quanto teniamo alla nostra Città….quanto teniamo a Noi stessi. Sull’argomento racconto un episodio vecchio di 24 anni. Un episodio che conoscevano 4 persone, ora solo 3. Era il 1998, Fatuzzo non intendeva ricandidarsi (io, anti-antiFascista sarei stato con lui) per cui si cercava un candidato vincente. Io e Giovanni Guido (il quarto, che ora non c è più) di nostra iniziativa e senza dir nulla a nessuno (compreso il ‘direttore d’orchestra’ Angelo Bellucci) andammo a trovare Roberto Cafiso, nel suo ufficio, ben sapendo della diffusa, unanime stima che lo circondava. Roberto lì per lì non si espresse, ma di certo, appena usciti dal suo ufficio, fece una telefonata. E a chi la fece ? A Giovanni Randazzo, per dirgli della nostra visita e per sapere cosa ne pensasse….tradotto….per coinvolgerlo in quella ipotetica avventura. Ma Angelo, capo incontrastato del Polo nella provincia di Siracusa, non se ne stava con le mani in mano: e mentre io e Giovanni cercavamo un candidato vincente, senza dire niente a nessuno, anche Angelo cercava, silente, un candidato vincente. E lo trovò, eh come se lo trovò….Titti Bufardeci.

Come vedi la qualità della comunicazione nella nostra città  tu che hai vissuto realtà diverse anche da questo punto di vista

Sulla comunicazione dell’Ente io mi rifaccio a Mario Cavallaro, Presidente della Provincia. Aveva, la Provincia, il proprio Ufficio Stampa e ad esso affidava il compito di divulgare ciò che la Provincia realizzava. Dino Cartia, cui succedette Carlo Filippelli, erano garanzia di efficienza e correttezza. Radio e televisioni private -mi riferisco ai tempi di Cavallaro, perché li ho vissuti in prima persona- lavoravano tutte e con gli stessi, modesti, contributi. Modesti, per ciò che consentivano le magre casse della Provincia, ma in un clima di solidarietà, visto che non c’erano figli e figliastri.

Il sindaco del cga scrive una lettera per far restare sotto il tallone di Catania la CamCom di Siracusa (alcuni giornalisti la nascondono) e non c’è nessuna protesta istituzionale, tacciono politica, sindacato, deputati regionali e nazionali?

La sottomissione di Siracusa a Catania (a volte, peggio, anche a Ragusa) è inaccettabile.