Privacy Policy LETTERA APERTA A SANTA LUCIA: SIAMO UNA CITTA' RASSEGNATA, I NOSTRI GIOVANI MUOIONO DI "NON LAVORO". LUCIUZZA, AIUTACI TU – I Fatti Siracusa

LETTERA APERTA A SANTA LUCIA: SIAMO UNA CITTA’ RASSEGNATA, I NOSTRI GIOVANI MUOIONO DI “NON LAVORO”. LUCIUZZA, AIUTACI TU

L’ultima speranza rimane una lettera aperta a Santa Lucia, alla nostra amatissima Patrona. Siracusa è nella palude: Ci vuole un miracolo per ritrovare lo spirito e cercare soluzioni per superare una crisi di lavoro e di valori senza precedenti.

Cara Santa Lucia, sappiamo bene che, nel corso dei secoli, sei stata fonte di ispirazione non soltanto sul piano strettamente religioso e teologico o artistico, ma anche letterario sia nell’ambito di una letteratura colta, diremmo “alta”, sia in un contesto più propriamente legato alla tradizione popolare di questo o quell’ambiente in cui si è, in varia misura, radicato il culto verso di te che sei la nostra amatissima martire-giovinetta siracusana.

Nell’ambito della tradizione letteraria propriamente detta, la tua figura ha ispirato fra gli altri anche Dante Alighieri  che ha dato una interpretazione religiosa della tua personalità, quale santa che illumina il cammino dell’uomo.

Ecco, questo è il punto. Parliamo delle nostre miserie umane. Veniamo a chiedere un po’ di luce.

Cara Santa Lucia, non siamo nel 1646, Siracusa non ha una carestia e i siracusani non muoiono di fame. Siamo nel 2020 la città vive un momento opaco di rassegnazione e i giovani siracusani stanno morendo di “non lavoro”. Ti chiediamo allora umilmente di illuminare chi oggi regge questa città, di dare la luce al sindaco del Cga e ai commissari vari che sono stati nominati dal governatore Nello Musumeci.

Di fare lo stesso prima coi politici cristiani (che quelli dovrebbe ascoltarti subito) ma anche coi politici atei e massoni che non ci facciamo mancare. Insomma, ci vuole un tuo miracolo, ci vuole un aiuto dal cielo per tirarci fuori da questo buco nero. Siracusa è nella palude. Devi fare rinsavire sindacati e imprenditori, e anche l’arcivescovo insieme a tanti preti. E pure giornalisti, avvocati, ingegneri, architetti.

Anche tutti quei figli di Dio, oggi attivi al massimo, che pur ricchi di buone intenzioni mostrano una rabbia e una ferocia “contro il nemico” che niente hanno a che  vedere con la parola di Cristo. A Siracusa dobbiamo diventare tutti migliori, meno faziosi, più attenti al bene pubblico, meno intellettualmente disonesti. Dobbiamo cambiare pelle e resettare il cervello. Un miracolo, in caso contrario finiremo per diventare belluini. Solo Tu, Luciuzza nostra, puoi aiutarci.

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