LA VERSIONE DI SINAGRA: UNA LIBERAZIONE FALSA, STRUMENTALE, DIVISIVA

Dopo 75 anni ricorre e ancora si “festeggia” quella che secondo alcuni, secondo l’ANPI, sarebbe un giorno di “liberazione” (da chi e da cosa non si è mai chiarito).
Si “festeggia” una ricorrenza come nessun’altra così falsa, strumentale e divisiva. Ma anche patetica: l’ANPI per le sue pubbliche manifestazioni è costretta a ricorrere al supporto di immigrati africani irregolari dotati di magliette e simboli identificativi dei partigiani.
Non voglio fare commenti, è meglio che parlino i numeri: circa 10.000 partigiani stimati per eccesso, diventati 250.000 subito dopo il 25 aprile 1945, poi ancora circa 650.000 beneficiari di provvidenze e privilegi riservati ai “partigiani”.
25.000 donne stuprate dai liberatori marocchini guidati dal noto criminale Philip Juin che garantì ai suoi “soldati” “diritto di bottino e di stupro”.
Tra 10.000 e 15.000 Infoibati in Istria e Dalmazia. Più di 800 italiani uccisi a Fiume, 600 scomparsi nottetempo (e per sempre) da Gorizia, 4.000 uccisi a Zara dai bombardamenti dei “liberatori”.
Più di 70 Militi della Divisione d’Assalto “Tagliamento” barbaramente uccisi a Rovetta a guerra finita (il più anziano aveva 21 anni). Poi gli eccidi di Schio, poi gli assassinati ad opera di Francesco Moranino nel padovano e di Mario Toffanin in alto Friuli. Il nome “Malga Porzus” dice ancora qualcosa.
Le centinaia e centinaia di Soldati della RSI, le centinaia di Carabinieri, Finanzieri e Agenti di Polizia barbaramente sterminati nei più diversi luoghi.
Poi il famigerato e tragico triangolo rosso.
I poveri sette fratelli Govoni di numero corrispondente agli altrettanti poveri fratelli Cervi. Ricordo anche questi, come è dovere mio e di tutti, perché noi siamo moralmente superiori.
Gli 85 bambini barbaramente uccisi a Gorla nell’infame bombardamento “liberatorio” nell’ottobre 1944.
Potrei ancora continuare a lungo ma non voglio che l’ira mi assalga. Come ho detto, siamo superiori moralmente e politicamente.
La situazione attuale, per l’effetto di quella “liberazione” è l’occupazione del territorio nazionale con circa 113 basi militari USA e NATO (che è la stessa cosa perché comandano sempre gli americani).
Qualcuno dirà che con la “liberazione” abbiamo riconquistato i nostri diritti e le nostre libertà democratiche.

A parte che l’intento dei partigiani comunisti era la instaurazione anche in Italia di un regime di marca sovietica, in presenza della situazione attuale chiedo ai “liberi e forti” ai quali si rivolgeva Don Luigi Sturzo, di quali diritti e libertà democratiche si possa oggi godere in Italia, specialmente ora in un regime autoritario tanto violento e stupido, quanto esso stesso impaurito.
Il nostro servaggio nei confronti della UE e il cappio al collo dell’euro ci danno la misura di libertà e diritti inesistenti.
La “liberazione” ha significato la perdita della nostra sovranità, indipendenza, identità e dignità.
Sempre con i numeri è difficile quantificare (ma sono milioni) coloro che oggi, a distanza di 75 anni da quei tragici eventi, si rivolgono con condivisione e nostalgia a quel regime che si volle abbattere e che nelle sue priorità essenziali aveva l’esaltazione dei diritti sociali ed economici e l’abbattimento dello Stato liberale che inganna i lavoratori: senza lavoro e senza giusta mercede non vi è libertà alcuna.
Oggi è la festa di San Marco Evangelista. Una cosa è certa: tornerà a ruggire il Leone di San Marco.
Ma tocca a noi raccogliere l’invito formulato da San Marco nel suo Evangelio: “E ora, chi ha una spada la impugni”.

Augusto Sinagra