Privacy Policy LE DIMISSIONI DI MOSCHELLA. FORZA ITALIA, ART1 E PROSSIMA CONDANNANO CHI AMMINISTRA – I Fatti Siracusa

LE DIMISSIONI DI MOSCHELLA. FORZA ITALIA, ART1 E PROSSIMA CONDANNANO CHI AMMINISTRA

Ecco alcune reazioni alle dimissioni di Moschella dalla carica di assessore.

FORZA ITALIA DENUNCIA TUTTI GLI SGRADEVOLI INCOMODI

Mentre la Giunta perde un altro pezzo importante, per storia  politica e personale, ma anche per serietà e competenza, quel che resta si crogiola, festeggiando un anno di poderosi finanziamenti che ”cambieranno il volto della città”! Ce lo auguriamo di vero cuore, naturalmente. Intanto, però, la nostra impressione è che dopo un anno di sindacatura, rimane al momento il ricordo di nulla che abbia caratterizzato l’azione amministrativa. Se non alcune vicende che, ancora oggi, costituiscono, per così dire, sgradevoli incomodi per il Sindaco e la sua Giunta. Dal più che contestato bar alieno del Maniace, alla vicenda del Caravaggio, diversamente Cleavelandiano.  Dal protocollo d’intesa, o Concessione, come invece ha stabilito il Consiglio comunale, con cui si è affidata per tre anni la gestione dell’ex Convento di S. Francesco alla stessa società promotrice della discussa mostra Caravaggesca ed ancora oggi, suo malgrado, protagonista dello spiacevole equivoco, nella migliore delle ipotesi, relativo alle sculture esposte a S. Francesco, due delle quali indiziate d’essere false, dai Carabinieri! E poi ancora, l’annosa vicenda dei rifiuti, per cui non si può dire che  torni alla mente, essendo quotidianamente presente alla vista ed all’olfatto di ognuno di noi e, purtroppo, degli innumerevoli turisti.  Di qualche settimana fa, inoltre, la perdita di 6 mln di €. per il Canale di gronda all’Epipoli, a causa di una omessa firma digitale. Ultima tegola, in ordine di tempo, le dimissioni degli assessori Randazzo e Moschella,  ufficialmente per motivi privati, professionali o quant’altro il primo, perché ”manca la politica”, ha invece tuonato  il secondo. Persone serie ed integerrime, che evidentemente hanno ritenuto di porre fine ad un’esperienza difficile da condividere.  Fatti ed accadimenti  che dovrebbero piuttosto indurre il Sindaco a riferire  in Aula, in merito al bilancio di un anno, dal nostro punto di vista poco proficuo, se non angoscioso. Lo faccia quanto prima e doverosamente nei confronti della città, ascolteremo con attenzione il suo racconto e, chissà, magari potremmo ricrederci, nell’avere ricordato solo cose negative. In quel caso, non esiteremo un istante a fare doverosa ammenda, mentre, in caso contrario, a parte le scuse, diventerebbe primaria l’esigenza per Sindaco e Giunta di togliere il disturbo. Anche perché sembra già esaurita, ove mai esistita, quella sorta di innamoramento giovanile tra il Sindaco e la città del ballottaggio. Proprio come nel bel romanzo di Manlio Cancogni, ”Perfidi inganni”.
Bruno Alicata, Comm. prov. F. I.

ART1 PRETENDE UNA SVOLTA NETTA

Dopo l’uscita di Randazzo e il comunicato di Lealtà e Condivisione le dimissioni politiche di Fabio Moschella rappresentano, a nostro avviso, un duro colpo all’autorevolezza dell’amministrazione Italia.  Moschella, con lo stile e la serietà  che lo caratterizzano, motiva però chiaramente la sua scelta con una profonda insoddisfazione sull’operato della giunta. Manca la politica e cresce un  disagio e un malessere inascoltato nella città: in buona sostanza è un giudizio politico netto e forte nei confronti dell’amministrazione. Una posizione dura e  onesta che condividiamo.  Moschella è la figura che decidemmo di sostenere proprio per queste sue caratteristiche: una persona competente, per bene, di sinistra che in questo primo anno di amministrazione,  insieme in particolare  a Randazzo,   ha rappresentato per noi un riferimento e al contempo una garanzia. Nell’auspicare una profonda e netta svolta nell’amministrazione Italia in particolare sul tema dei rifiuti, delle politiche sociali, della mobilità, del lavoro e della gestione degli spazi e beni culturali, le  dimissioni di Moschella  rafforzano la nostra scelta di piena autonomia dall’amministrazione Italia e valuteremo di volta in volta la bontà o meno dei provvedimenti che saranno assunti.

Pippo Zappulla e Ninni Gibellino

 

PROSSIMA CHIEDE COERENZA

Le dimissioni di Fabio Moschella ci colgono di sorpresa e ci impongono alcune riflessioni. Nella sua lettera aperta Moschella adduce motivazioni ben precise. Riguardano la mancanza della politica, del governo della politica. Temi sicuramente importanti, che vanno all’anima della questione. Temi che, come Prossima, abbiamo sempre tenuto al primo posto della nostra azione. Un gruppo di persone pronte a condividere idee e, soprattutto, proposte senza nulla chiedere in cambio. C’è, però, una cosa sulla quale, oggi, ci fermiamo a riflettere. Abbiamo fatto parte di quel gruppo di movimenti che, un anno fa, dopo attenta e ponderata discussione al nostro interno, hanno sostenuto prima Moschella e poi Italia al ballottaggio. Siamo stati parte attiva nelle discussioni e nei confronti, offrendo ai programmi di entrambi i candidati idee progettuali ben precise e per nulla illusorie. Ci siamo fidati e affidati alle parole di ognuno senza mai venire meno ai nostri principi. Nessuna deroga ed esclusiva politica di servizio per i cittadini, lontani da tecnicismi esasperati e avvitamenti carpiati di certuni. Che la sfida fosse difficile lo avevamo già detto pochi giorni dopo l’elezione di Francesco Italia. Concetti ben chiari che abbiamo ribadito nel corso dei numerosi incontri tra i movimenti vicini a questa amministrazione e fautori della sua elezione. Ecco allora che, dopo le dimissioni di Giovanni Randazzo prima e di Fabio Moschella dopo, riemerge, a nostro avviso, quel solito modo di intendere la politica. Moschella scrive che gli “manca la politica” e “il governo della politica”, che ha “cercato di sviluppare il senso del rispetto verso partiti, corpi intermedi, movimenti”. Ecco, se una riflessione dobbiamo concederci ad alta voce, pur rispettando le scelte di ognuno, crediamo che una condivisione con tutti i movimenti doveva esserci. Bisogna sempre sforzarsi di “essere” politica, nei momenti migliori così come in quelli di grande amarezza. Magari non si troveranno soluzioni, ma si sarà rispettata la prima buona norma della politica: la coerenza.

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