Privacy Policy LA MORTE DI STEFANO FU OMICIDIO COLPOSO. LA SORELLA ROSSANA: GRAZIE A MIO FRATELLO POTREMO AIUTARE TANTE PERSONE – I Fatti Siracusa

LA MORTE DI STEFANO FU OMICIDIO COLPOSO. LA SORELLA ROSSANA: GRAZIE A MIO FRATELLO POTREMO AIUTARE TANTE PERSONE

Rossana La Monica, finalmente l’annosa e tristissima vicenda giudiziaria sulla morte di suo fratello Stefano è giunta alla conclusione.

Il Tribunale di Siracusa, Giudice Mangano, si è pronunciato, nel nome del popolo italiano, condannando a 2 anni (pena sospesa) per omicidio colposo l’infermiere Giuseppe Alicata, del Dipartimento di Salute Mentale di Siracusa che a gennaio di 7 anni fa ha provocato, secondo la sentenza, la morte di Stefano per soffocamento meccanico a seguito delle manovre di contenzione usate per immobilizzarlo.

Può spiegarci cosa ha disposto il tribunale?

Il giudice ha condannato l’imputato e l’Asp di Siracusa al pagamento delle spese processuali e al risarcimento delle parti civili (i familiari e il Comitato Iniziativa Antipsichiatrica).

Niente potra’ chiaramente riportare in vita Stefano. Al di la’ di questo, cosa ne pensa di questa sentenza?

Non c’è condanna che ripaghi la perdita di un proprio caro. Ma per noi che abbiamo lottato con le unghie e con i denti per evitare l’archiviazione, la prescrizione, l’assoluzione di questo vergognoso sistema giudiziario importa che  sia stato condannato per omicidio perché è un assassino che non ha mai dato segni di pentimento o mostrato dispiacere. Anzi ha denunciato noi, perché dicevamo che era un assassino.  Abbiamo sopportato che venisse in aula con i cruciverba, giornali e ridacchiava. Lui che dopo aver soffocato Stefano, si è dileguato.

È possibile o ritiene giusto o opportuno procedere ulteriormente con le vie legali?

Purtroppo tutto ciò che legalmente potevamo fare è stato fatto. In origine le denunce presentate furono due, una per l’autore materiale della morte di mio fratello, l’altra per i responsabili morali, chi per i tre anni in cui Stefano rimase chiuso dentro un reparto di psichiatria, aveva permesso che vi rimanesse, ignorando le innumerevoli richieste di inserimento in strutture di riabilitazione. Questa seconda denuncia si è persa numerose volte, ritrovata giusto in tempo per formulare una richiesta di archiviazione per scadenza termini.

Cambierà qualcosa nell’attività dell’associazione Astrea, nata a seguito della perdita di Stefano Biondo?

Le attività dell’associazione nata in memoria di Stefano, possono solo migliorare, perché potranno contare su forze economiche migliori. Sapere che grazie a Stefano si potrà aiutare tante persone e bambini che soffrono, ci conforta. Una sentenza per omicidio colposo, ci fa sperare e lavoreremo per questo, che un sanitario ci pensi prima di praticare brutali manovre di contenzione e dissuada un sindaco a firmare un TSO, pretendendo che sia presente una persona di fiducia, sarebbero in molti oltre a Stefano ad essere ancora vivi se ciò fosse stato attuato.

Carmen Perricone