Privacy Policy L'ODISSEA DI MIA MADRE ALL'UMBERTO I' FRA PILLOLE SBAGLIATE E OSSIGENO DIMENTICATO – I Fatti Siracusa

L’ODISSEA DI MIA MADRE ALL’UMBERTO I’ FRA PILLOLE SBAGLIATE E OSSIGENO DIMENTICATO

Riceviamo e pubblichiamo chiedendo ai responsabili dell’Asp di Siracusa di fare chiarezza su questa triste vicenda e naturalmente su eventuali negligenze:
Sentiamo spesso parlare di malasanità, ho avuto delle brutte esperienze presso il pronto soccorso dell’ospedale Umberto 1° di Siracusa, ma ultimamente ho anche avuto l’opportunità di constatare la bravura di medici ed infermieri, ho contato piu’ di 100 interventi fatti per curare tanti utenti, gente su barelle, sedie perchè il pronto soccorso del capoluogo Aretuseo è veramente piccolo. Nel giro di una settimana per ben due volte ci siamo recati presso il nosocomio, dalla seconda volta pero’ io i miei fratelli e mia sorella lo facciamo tutti i giorni, si perchè a causa di un farmaco in particolare, prescritto dall’ospedale di Avola, mia madre , che giorno 10 dicembre ha compiuto 80 anni, è ricoverata nel reparto di medicina dell’Umberto 1° con diverse patologie in atto, che sommate a quelle che aveva , diciamo che è una donna di ferro. Il farmaco prescritto dall’ospedale di Avola dopo una settimana di ricovero per trovare una cura per far scendere i valori della pressione arteriosa, si è rivelato mortale per lei, grazie ai primi 5 giorni passati in medicina d’urgenza, la situazione si stava stabilizzando e quindi trasferita al reparto di medicina, dove, sin da subito ci siamo resi conto che qualcosa non andava, troppi alti e bassi riguardanti il quadro clinico, infatti quel farmaco ha creato una sorta di blocco renale, e mia madre è costretta a subire continue sedute di dialisi per poter espellere i liquidi , inoltre si sono creati problemi respiratori, in quanto la presenza di liquidi non fa funzionare i polmoni e i bronchi , ed è costretta a fare uso continuo di ossigeno e di tanto in tanto si deve applicare una maschera speciale a respirazione forzata per eliminare l’anidrite carbonica dal sangue a questi aggiungiamo le patologie che aveva, ovvero ipertenzione, problemi cardiaci e diabete. Pur non generalizzando , ci tengo a farlo perchè ci siamo resi conto che tanti professionisti sono veramente preparati, ci siamo resi conto che mia madre è parcheggiata in quel reparto, in attesa di morire, infatti abbiamo notato e segnalato ai medici ed al capo sala del reparto che almeno in tre circostanze in un solo giorno , sono stati effettuati tre errori gravissimi, infatti durante la terapia del pomeriggio una infermiera ha portato delle pillole che mia madre doveva prendere subito dopo la cena delle 18.30, mia sorella si è subito accorta che l’infermiera aveva portato proprio quella pillola che è la probabile causa di tutta questa storia, auspicando che sia stato lo sbaglio di una sola volta, abbiamo pensato di vigilare, nel frattempo dalla nefrologia avevano richiesto di mia madre per una seduta di dialisi, al ritorno sistemano mia madre e la stessa infermiera di prima mi ha consegnato due compresse che bisognava dare alle 20 , anche se con un po’ di ritardo vista la seduta mi accingo a dare le pillole a mia madre, ma guardandole, visto che mi erano state consegnate, una su una garza e un’altra tagliata ma dentro la confezione, mi accorgo che erano due pillole uguali , e basti pensare che una delle stesse l’aveva già presa di pomeriggio, quindi mi dirigo nella stanza degli infermieri dove era presente anche una dottoressa che ha sentito le mie lamentele, scusandosi nuovamente ritorno da mia madre in stanza , che a causa delle patologie e dei farmaci spesso è dissociata , e proprio per questo insieme ai miei fratelli e mia sorella la seguiamo h 24 , durante la notte notavo che mia madre respirava con un po’ di affanno, quindi controllavo il tubicino dell’ossigeno, il quale era privo di passaggio di aria, chiamavo quindi il personale che stava espletando il turno di notte,che si accorgevano che avevano dimenticato di aprire l’ossigeno quando mia madre è tornata dalla seduta della dialisi. Altri casi simili al nostro si sono verificati nella stessa stanza dove è ricoverata mia madre. Qualche altra volta qualcuno del personale ha dimenticato durante la notte di cambiare le mascherine di respirazione , questo scritto in terapia, fortunatamente la saturazione è rimasta quasi sempre alta e non ha recato ulteriori problemi. Pur comprendendo che in questo reparto ci sono tante persone di una certa età con problemi abbastanza gravi, siamo convinti che effettivamente il personale, soprattutto di notte è limitato e che comunque una sola parte di questi non è all’altezza di poterlo svolgere, vista la negligenza e il mancato rispetto della vita altrui. Da parte di qualche medico ci è stato ribadito che mia madre non dovrebbe stare in quel reparto, ma che a causa delle patologie dovrebbe essere o in nefrologia o in cardiologia. Dopo che giusto ieri l’altro ci avevano comunicato che a breve mia madre andava dimessa perchè ricoverata da troppo tempo, ma che non poteva andare a casa per le precarie condizioni e di organizzarci per trovare una R.S.A. e visto che oggi le sue condizioni sono peggiorate nuovamente, abbiamo pensato di segnalare la cosa alla direzione sanitaria solo oggi 10/02/2017 , perchè riteniamo che sia la dottoressa presente ai fatti di cui sopra sia il caposala non abbiano fatto nulla per risolvere il problema. Riteniamo che nel 2017 , superata una certa età forse, se ti ammali, è meglio non andare in ospedale………i reparti che potrebbero guarirti per gli over 60 sono off limits ……….
Naturalmente chiederemo tutte le cartelle cliniche del caso, e dopo un’attenta valutazione ci rivolgeremo nelle sedi opportune, nel frattempo staremo vicini alla nostra mamma, noi pregheremo per lei, augurandoci oramai un miracolo ………… si perchè entrando in quel reparto non ti resta altro da fare !!!!!!
Carlo Mazzarella