Privacy Policy ENRICO CARUSO: EDY BANDIERA PORTA SOLDI E LAVORO, MA MANCA UN PROGETTO PER SIRACUSA – I Fatti Siracusa

ENRICO CARUSO: EDY BANDIERA PORTA SOLDI E LAVORO, MA MANCA UN PROGETTO PER SIRACUSA

Il mese di dicembre, per i cristiani, è il mese della natività e sarà anche una casualità ma proprio in queste settimane, stiamo assistendo alla “resurrezione” del Mercato Ittico per opera del siracusano neo-Assessore all’Agricoltura per la Regione Sicilia, Eddy Bandiera. Molti di noi alla chiusura del mercato ittico, avvenuta circa 15 anni fa, abbiamo pensato che si era scritta la parola fine all’attività della pesca in quel di Siracusa. Non è che eravamo diventati pessimisti ma, in quegli anni, il Mercato Ittico era diventato improvvisamente un ostacolo perché potessero trovare pratica realizzazione il progetto della erigenda Marina di Archimede, promosso da Caltagirone con la finanziaria Acqua Marcia e a seguire, il progetto di una nuova riqualificazione dell’area ex Spero che, recentemente, ha visto anche il Sindaco Garozzo sponsor di tale rilancio. Se la matematica non è un’opinione, il Nuovo Mercato Ittico, quando sarà pronto e quando sarà riaperto, starà significando che il progetto Porto Turistico Marina di Archimede è stato definitivamente abbandonato e non se ne farà più nulla. O il Mercato o la Marina. Le due opere, con tutto il pensiero positivo possibile, non sono conciliabili. Come si sa, la costruenda Marina di Archimede è stata coinvolta nel fallimento del Gruppo Caltagirone e i lavori sono stati fermati diversi anni fa, lasciando dei moncherini di molo e una semi palificazione per l’interramento proprio dell’area antistante il Mercato Ittico. Se domani riaprisse il Mercato Ittico, si dovrà per forza ripristinare un approdo peschereccio che consenta la movimentazione del pesce tra le banchine e il Mercato. Un punto di domanda nelle prossime settimane, sarà proprio quello di chiedere all’Assessore Bandiera se nei 3,2 milioni di euro, messi a disposizione dalla Regione Sicilia, per il ripristino del Mercato Ittico, una quota sarà destinata al consolidamento delle banchine del molo per l’attracco peschereccio. Intanto, quella che doveva essere la nuova area destinata al diportismo nautico nel Porto Grande di Siracusa, a compendio della riqualificazione del Molo S.Antonio ma, in generale  di tutta l’area portuale, con nuove aree pedonali e nuova viabilità, è bella e defunta prima ancora di nascere. Mi vengono i brividi a immaginare come sarà incasinata tutta l’area di Via Elorina, tra nuovo Mercato Ittico, Nuova Caserma dei Carabinieri e probabile riqualificazione dell’ex Spero. Mi scende sudore freddo a immaginare cosa penseranno, coloro che in questi anni hanno fatto investimenti nel turismo proprio in quell’area. Ecco, sull’idea turistica del Porto Grande, mi sembra che si stia facendo un pò di confusione. Da un lato, inauguriamo il prolungamento del Molo S. Antonio per l’approdo di navi da crociera, anche se lo stesso non è per nulla completato. Dall’altro, rilanciamo l’attività della pesca in quel di Siracusa. Insomma, qualche idea confusa io ce l’ho ma sono certamente in buona compagnia perché di cervelli fusi Siracusa sembra essere piena. Mi mancano notizie e non solo a me, per potere argomentare su quale progetto turistico Siracusa intende sviluppare attività e servizi nel Porto Grande. Fino a ieri sembrava che le attività crocieristiche dovessero essere la nuova speranza di lavoro nell’area di Ortigia e del Porto ma, passato l’entusiasmo per le poche navi arrivate tra fine settembre e primi giorni di ottobre, il Porto Grande è tornato ad essere poverissimo di traffici di qualsiasi genere e di attività. Proprio l‘attività della pesca è stata quella più sacrificata nel siracusano, rottamando pescherecci ed incentivando la distruzione delle attrezzature da pesca e pochissimi pescherecci ormeggiano nelle banchine portuali di Siracusa. Anche il lavoro del pescatore si è ridotto ai minimi termini mantenendo in piedi qualche coraggioso che ancora pesca sotto-costa. Dalle miglia di addetti alla pesca degli anni novanta del secolo scorso, siamo passati a qualche centinaia che esercitano ancora, più per disperazione che per scelta.  Tirando le somme, il quadro che si prospetta è più o meno questo: Porto Grande bello da vedere ma con poche e scarse attività sia turistiche che commerciali; Nautica da diporto strettamente collegata al turismo locale con scarsissimi arrivi turistici; La Marina del Foro Italico, quasi sempre priva di barche all’approdo, con 40/50 giorni di attività l’anno; Turismo crocieristico tutto da vedere. Se pensiamo che sono circa venti anni che chi arriva a governare la Città parla e sparla di obbiettivi turistici, tutti con al centro il mare e la sua fruizione, dopo tanto parlare, ci ritroviamo oggi semplicemente con Ortigia impoverita di residenti ma sviluppata nella ristorazione. Adesso stiamo tornando indietro e ci riprendiamo il Mercato Ittico, dando un po’ di lavoro alle maestranze siracusane e bene ha fatto Eddy Bandiera a portare soldi e commesse a Siracusa. Manca sempre un progetto vero, organico e condiviso, di cosa fare per il futuro della Città e dei siracusani. Forse, manca anche la politica con la “P” maiuscola.                      Enrico Caruso