Privacy Policy SIRACUSA È DIVENTATA UNA CITTÀ AL FEMMINILE ANCHE SE LA MADONNA PRESTIGIACOMO NON FA MIRACOLI – I Fatti Siracusa

SIRACUSA È DIVENTATA UNA CITTÀ AL FEMMINILE ANCHE SE LA MADONNA PRESTIGIACOMO NON FA MIRACOLI

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Il mese di settembre a Siracusa è tradizionalmente il mese dedicato alla ricorrenza della lacrimazione che purtroppo, da qualche anno, non è più un momento aggregante né una festa che richiama folle di fedeli a invadere la città. Il miracolo della lacrimazione del quadretto di Maria nella casa di via degli Orti è sempre più un ricordo labile di un momento di storia siracusana che, se non fosse per la mole evidente del Santuario a Lei dedicato, la ricorrenza settembrina a ricordo dell’evento miracoloso, avrebbe ancora meno significato di quanto già non ne abbia oggi. Siracusa, la città del mito di Aretusa, è diventata sempre più una città al femminile e in quest’ultimo secolo, dopo la seconda guerra mondiale, la società siracusana si è notevolmente “femminilizzata” aprendosi a ruoli più attivi e protagonisti nei posti chiave dell’economia, dell’industria, del commercio e del pubblico impiego. Dalla famiglia patriarcale alla più attuale famiglia plurima e paritaria tra uomo e donna, il tempo è trascorso veloce e tante sono le donne siracusane meritevoli di menzione. Le più facili da ricordare sono le donne impegnate in politica come la Prestigiacomo che, ogni tanto, appare come la madonna ma non fa miracoli; la Marzano attivissima in Parlamento ma sconosciuta nel siracusano; l’Amoddio rimasta sola tra Marziano e Zappulla; la Di Marco che si è stancata di viaggiare a Palermo e non si ricandida. E’ invece il Consiglio Comunale di Siracusa il luogo più aggregante di partecipazione femminile al governo della Città e per alcune consigliere, il medagliere della notorietà le pone ai primi posti. In assoluto la medaglia d’oro della più movimentista, casinista e protagonista, spetta alla Simona Princiotta che ha procurato parecchie notti insonni a tanti maschietti e femminucce e non per la sua bellezza. Concetta Vinci, ha interpretato perfettamente il ruolo della donna d’opposizione contestando tutto quello che era possibile contestare e forse di più. Anche Carmen Castelluccio è riuscita a ritagliarsi un suo spazio nella cronaca cittadina, con foto, articoli denunce: da parte sua e da parte di altri ma, non sempre era contenta. Sono abbastanza sottotraccia le consigliere Chiara Catera, Sonia D’amico, Garozzo Maria, Stefania Salvo, Spuria Loredana e Zappulla Marina. Tutte accomunate dalla regola del silenzio o comunque, in politichese si potrebbero anche definire come “sgamate” del tipo: vai avanti tu che a me vien da ridere….! Per chiudere la rassegna politica femminile non si può non citare l’arch. Mariarita Sgarlata che, per un breve periodo, neanche molto lontano, oltre a fare l’Assessore per Crocetta, sembrava la Giovanna D’Arco dei beni culturali siracusani. Non è necessario citare le donne presenti nella Giunta Comunale perché frutto della rotazione di vecchia Fotiana memoria e di un obbligo istituzionale a rispettare le quote rosa, quindi senza meriti e demeriti particolari. Mi sembra più interessante ricordare che la Questura di Siracusa è retta dalla dott.ssa Gabriella Ioppolo, prima donna in questo ruolo nella storia della Città. Non sono da meno, meritorie di citazione, la dott.ssa Panvini che insieme alla dott.ssa Musumeci hanno in mano il cuore pulsante della cultura siracusana, Soprintendente la prima e Direttore del Parco Archeologico della Neapolis e del Museo Paolo Orsi la seconda. In campo economico, la sorpresa per molti che non lo sanno, è il ruolo sempre più rilevante ricoperto dalla dott.ssa Caterina Quercioli in seno al CDA IGM che, per i prossimi 7+7 anni, sarà la società che gestirà la pulizia della città. Tutte donne con esperienza e attributi. E tante sono le donne che hanno partecipato e partecipano alla vita sociale della nostra città lasciando tracce molte volte importanti, magari non particolarmente rilevanti, ma tutte insieme, le donne di Siracusa, rinnovano la tradizione e la storia della città che vuole un primato femminile nelle tante cose che fanno quotidianità. Penso anche alle tante donne che più umilmente non hanno posto nelle cronache se non per sfortunate vicende che molte volte chiamiamo femminicidio e penso, alle tante donne che giornalmente sono insegnanti, medici, infermiere, assistenti sociali, impiegate, commesse, badanti, puliziere, tutte ugualmente madri, mogli e figlie. Un universo femminile straordinariamente complesso ma semplice nella sua interpretazione se lo guardi senza pregiudizi e con un pizzico di leggerezza e onestà intellettuale. La Fonte Aretusa, la città dedicata a Santa Lucia, fano pensare che miti e tradizioni al femminile non per caso albergano in questa Città. In qualche modo dovremmo ricordarcelo e qui ci proviamo, sapendo di non aver citato tutti i nomi e cognomi di donne meritevoli di attenzione. Ci rifaremo. Siracusa è bella anche per questo. Enrico Caruso