Politica

LA PICCOLA STORIA DI UNA GATTA SENZA NOME

Lei si chiama Gatta, lui si chiama Gattino. Nessuno ha mai dato loro un nome. Un giorno di qualche anno addietro, Gatta scelse un palazzo nella zona di via Grotticelle come casa sua. Nel palazzo molti fecero finta di nulla, alcuni si arrabbiarono, pochissimi accettarono la presenza di Gatta. Ci fu anche un referendum su Gatta, su chi voleva la sua presenza e chi ne chiedeva l’allontanamento. Chi non la voleva diede uno sguardo alle leggi che riguardavano la presenza di gatti e così venne fuori che anche un solo gatto fa colonia e che allontanarlo era un tantino complicato. Si votò, i no a Gatta prevalsero, ma gli animalisti dissero che quella votazione era anomala e in ogni caso doveva essere fatta in assemblea condominiale. Insomma, nessuno sapeva bene che fare e Gatta rimase al suo posto, a presidiare il palazzo, ad essere nutrita nascostamente da qualche condomino. Nessuno le ha mai dato un nome, così come nessuno ha dato un nome al gattino nero dagli occhi grandi, frutto di un’avventura con un grosso gattone dagli occhi chiari. Com’è finita? Non è finita, una parte degli umani del palazzo la ignorano, gli altri passando le fanno un vezzo, un paio la sostengono. Così è la vita.