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IN CONSIGLIO SULL’AUMENTO DELLA TASI PROTESTE DELLA MINORANZA, CASTAGNINO ABBANDONA L’AULA. NUOVA SEDUTA NEL POMERIGGIO, LA GAROZZO BAND VUOLE FARE CASSA COMUNQUE.

Slitta a fine aprile il pagamento della prima rata della Tari. Lo ha deciso oggi il consiglio comunale approvando una proposta dell’Amministrazione. L’assise si è riunita in seconda convocazione (ieri non era stato raggiunto il numero legale) e, dopo i lavori della mattinata, ha deciso di aggiornarsi alle 15. L’interruzione è stata voluta dal presidente dell’assemblea, Santino Armaro, per acquisire i pareri del collegio dei revisori dei conti e del ragioniere generale, Giorgio Giannì, in relazione a un emendamento presentato sul secondo punto affrontato stamattina dell’Aula: la conferma anche per il 2017 della maggiorazione della Tasi. Entrambe le proposte sono state discusse dopo che ne era stato chiesto il prelievo.

In consiglio si è aperto con la sostituzione di Antonio Moscuzza con Fabio Fazzina, primo dei non eletti nella lista del Pd. Moscuzza si era dimesso nei giorni scorsi decidendo di dedicarsi solo alla carica di assessore all’Urbanistica. Il nuovo consigliere comunale, dopo il giuramento nelle mani del presidente Armaro, ha dichiarato di aderire al gruppo di Area democratica. Il benvenuto al Fazzina è stato dato dal capogruppo, Cosimo Burti, e  da Giuseppe Impallomeni, che poi ha proseguito chiedendo il prelievo della proposta 17: slittamento della prima rata Tari.

Sul punto ha relazionato l’assessore al Bilancio e Tributi, Gianluca Scrofani. La spostamento del pagamento, ha detto, è determinato dall’aggiornamento del software che, in un’ottica di un migliore rapporto tra contribuenti e Amministrazione, consentirà a tutti di confrontarsi direttamente con gli uffici, anche attraverso un call-center telematico, e di pagare i tributi on-line evitando file e intermediari. C’è il però, ha aggiunto, il rischio di errori nel passaggio della banca dati nel nuovo sistema con conseguente invio di cartelle errate, e lo slittamento della scadenza a fine aprile serve proprio ad evitare questo.

Sulla proposta si sono registrate le perplessità di Salvatore Castagnino sul fatto che le prime due rate della Tari sarebbero troppo ravvicinate e sui costi che questa decisione comporta per il Comune, soprattutto in termini di anticipazioni di cassa e relativi interessi per il pagamento del servizio. La risposta, in sede di replica, è arrivata dall’assessore Scrofani che ha evidenziato come la proposta godesse del parere favorevole del collegio dei revisori dei conti e del ragioniere generale a garanzia della sostenibilità del provvedimento.

Altri interventi sono stati di Alessandro Acquaviva, che ha giudicato favorevolmente la proposta, per evitare l’invio di cartelle inesatte, e l’introduzione del nuovo software, non nascondendo però la delusione per il ritardo nell’entrata in funzione. Giudizio positivo sul nuovo sistema è arrivato anche da Cetty Vinci che però, affrontando il tema del rapporto con i contribuenti, ha lamentato le resistenze da parte dell’Amministrazione ad accettare il principio dell’autotutela dei cittadini.

La proposta, messa ai voti dal presidente Armaro, è stata approvata all’unanimità e ne è stata dichiarata immediatamente esecutiva. (segue)

La proposta della maggiorazione della Tasi, prelevata dall’ordine del giorno su iniziativa di Luciano Aloschi, è stata introdotta dalla relazione del dirigente del settore Tributi, Vincenzo Migliore. Si tratta, ha spiegato, non di un nuovo aumento ma di confermare quello già introdotto del 2015 e che, per legge, deve essere votato di anno in anno dal consiglio comunale. Proprio perché si tratta di una maggiorazione di ordine generale, ha chiarito, non ha a che fare con le aliquote delle singole categorie di fabbricati, che non sono oggetto della proposta, una specificazione che ha anticipato la posizione dell’Amministrazione sugli emendamenti presentati.

Contro la proposta si è subito sollevata la critica di Castagnino, che ha accusato l’Amministrazione di volere fare cassa sulle spalle dei contribuenti. In particolare il consigliere, che ha chiesto il parere del collegio dei revisori dei conti, ha contestato l’aliquota applicata sui fabbricati destinati alle attività artigianali, professionali e commerciali la quale, a suo parere, sarebbe non prevista dalle norme sulla Tasi in quanto il balzello dovrebbe essere pari a zero.

Il parere del collegio dei revisori è stato chiesto anche da Dario Tota, per il quale la conferma dell’aumento non è opportuna in questa fase di crisi, mentre Cetty Vinci ha detto di ritenere necessario anche il parere del dirigente dell’ufficio legale.

Dai banchi della maggioranza, Acquaviva ha chiesto conferma sul fatto non siano state tassate le prime case, a parte quelle di lusso, e Alfredo Foti ha letto la delibera dello scorso anno per rilevare come sulla maggiorazione il consiglio comunale nel 2016 non si sia pronunciato con uno specifico provvedimento. Tale circostanza è stata però negata dal dirigente Migliore.

Prima di chiudere il dibattito, Castagnino ha chiesto il ritiro della proposta all’assessore Scrofani, accusando l’Amministrazione di non consentire al Consiglio di decidere su una materia di propria competenza come la determinazione delle tariffe tributarie. Davanti alla risposta negativa dell’assessore, Castagnino ha annunciato l’abbandono dell’aula in segno di protesta.

Subito dopo il presidente Armaro ha sospeso i lavori in attesa dei pareri sugli emendamenti.