“UNIAMO PACHINO” ATTACCA: UNA SINDACA COSI’ NON CI SERVE

Consigliere Angelo Pantoni, lei è consigliere comunale a Pachino ed è anche portavoce, insieme al collega Galota, di UniAmo Pachino. Partiamo da lontano per arrivare al punto che oggi sembra riportare la sua città alla vecchia politica. L’ex sindaco Bruno oggi è stato assolto da ogni accusa. A suo parere il comune di Pachino doveva essere sciolto per infiltrazioni mafiose?

Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose è stato una sciagura per l’immagine di Pachino e dei suoi cittadini. Oltre la nube di sospetti è emerso un dato importante: nessuno degli amministratori precedenti è stato indagato. Al di là dei risvolti processuali, però, ciò ha causato due anni e mezzo di commissariamento, in cui la popolazione non ha avuto con chi parlare mentre raddoppiavano i problemi. Sicuramente questo ha aggravato le condizioni già critiche della città; andrebbe modificata la legge sullo scioglimento dei Comuni.

In ogni caso dopo tanto di default e dopo anni di commissariamento finalmente Pachino ne è venuto fuori, con il suo Movimento e con altre realtà siete riusciti ad eleggere il sindaco con una forte maggioranza. E’ così?

Certo. Con il coordinatore Ciccio Galota e le ragazze e i ragazzi del gruppo, abbiamo combattuto per il progetto più valido e serio per Pachino che era rappresentato dalla professoressa Petralito. Dopo le elezioni la maggioranza non ha dimostrato compattezza, perdendo troppo tempo nelle logiche di spartizione del potere che non portano a nulla di buono. Noi abbiamo sempre chiarito che questo tipo di politica non ci appartiene, ci siamo concentrati sulle proposte e sulle soluzioni con alla mano il programma elettorale.
L’elettorato ci ha premiato per questo e non deve essere tradito.

A questo punto ci sono stati alcuni scricchiolii: incomprensioni, rimpasti non indolori, mugugni vari. Fino ad arrivare al suo intervento sui social. Un intervento di contestazione chiaro e netto dove lei ha detto che le cose non vanno bene e che la sindaca Petralito non rispetta i patti. Per essere più chiari e per far capire a chi non è di Pachino, cosa succede esattamente?

Nel corso di questi cinque mesi il gruppo a cui appartengo ha presentato una proposta al giorno. Abbiamo messo tutto l’impegno e la volontà sulle soluzioni dei problemi veri dei cittadini, che chiedono conto e pretendono risposte sulle tasse salate, sull’acqua che manca, sulla pulizia della città e delle contrade,  sul sistema fognario, sulla sicurezza e il decoro urbano, sulla viabilità caotica. Le risposte non sono mai state date, neanche ai tanti atti presentati per iscritto, ragion per cui non potevamo continuare a illuderci come se tutto andasse bene.

Se non abbiamo capito male UniAmo Pachino si tira fuori dalla maggioranza. E’ così?

UniAmo Pachino non è a disposizione di nessuno, le liti personali non ci interessano. Siamo preoccupati per gli obbiettivi da raggiungere per i pachinesi e saremo molto duri contro chiunque ostacoli questo. Il PNRR potrebbe portare risorse e dare respiro alla città, con la partecipazione ai bandi. Non ci stancheremo di segnalarli, ma ad oggi la maggior parte è andata persa. Per quale motivo?

In ogni caso stiamo parlando di crisi e di contestazione aperta nei confronti della sindaca Petralito. Per quali motivi veri?

La Sindaca sembra molto confusa e nasconde questo stato d’animo con il silenzio.  Ma il silenzio non è una risposta e non fa bene ai cittadini, che di silenzi ne hanno subiti abbastanza durante la gestione dei Commissari. Il dialogo, l’apertura e il confronto con chi ha buoni propositi è la soluzione per ottenere i risultati. A patto che dopo si portino i fatti, altrimenti diventa solo perdita di tempo.

Consigliere Pantoni, ma Pachino che esce da cinque anni di grossi guai ha bisogno che a pochi mesi dalle elezioni amministrative ci sia di nuovo caos?

Bisogna però capire chi vuole il caos. UniAmo Pachino è per trovare soluzioni, non per incrementare sterili polemiche. Non vogliamo dare lezioni a nessuno ma non le accettiamo dagli altri, men che meno da chi ha già avuto la possibilità di governare e ha fallito. Oggi serve senso di responsabilità da parte di tutti: sindaco, assessori, consiglieri di maggioranza e opposizione. Non dimentichiamo che i cittadini si aspettano altro, non le solite scene viste e riviste.

E se la sindaca non cambia atteggiamento a suo avviso come finisce?

La Sindaca dica apertamente quali sono le sue intenzioni per il futuro. Si vuole continuare a non governare? Prolungare questo stato di incertezza e immobilismo sarebbe da irresponsabili, dimostrerebbe scarsa maturità politica e, soprattutto, non sarebbe corretto nei confronti di chi ha creduto in lei e ha ascoltato le sue parole. A rimetterci sarà sempre la cittadinanza, ostaggio dell’arroganza di una classe politica che parla tanto ma non produce.
Noi condurremo le battaglie alla luce del sole, cioè in Consiglio Comunale.

Lei è giovane ma capisce bene che tutta questa melina nella maggioranza ha il sapore della vecchia politica?

Pachino negli ultimi vent’anni ha subito una gestione scellerata di cui oggi piangiamo le conseguenze. La nostra intenzione era ed è quella di rompere con questo passato, ma per farlo bisogna compiere delle scelte ben precise. Oggi la distinzione, a mio giudizio, non è tra la vecchia e la nuova politica ma è tra il dire e il fare. E occorre che tutti scelgano, a partire da chi amministra, tenendo presente che gli elettori hanno premiato un progetto e non una singola persona.  Noi siamo disponibili ad agevolare questo tipo di lavoro.