Privacy Policy PARLA MARIO CAVALLARO: LA CANEA PSEUDO ANTIFASCISTA VUOLE DEMONIZZARE LA DESTRA – I Fatti Siracusa

PARLA MARIO CAVALLARO: LA CANEA PSEUDO ANTIFASCISTA VUOLE DEMONIZZARE LA DESTRA

Mario Cavallaro, dopo la manifestazione no vax di Roma, c’è una linea di pensiero nel web che parla di complotto per far fuori i partiti di destra, Fratelli d’Italia in primis..

Quando la destra cresce nei consensi, i novelli antifascisti, a Fascismo finito da oltre 76 anni, invocano la vigilanza democratica contro il pericolo fascista, e adottano le più infami strategie per demonizzare i partiti di destra ed esorcizzare il successo. Con la connivenza spontanea o “sollecitata” di gruppuscoli, che sono storicamente i nemici della Destra, che vuole operare in libertà e nel rispetto delle regole democratiche. Negli anni ’70 , dopo la notevole avanzata elettorale del MSI, nelle elezioni amministrative, regionali e nazionali, esplosero le bombe e le trame “nere” e un magistrato partigiano, Bianchi D’ Espinosa, chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro Giorgio Almirante per ricostituzione del partito fascista, allegando come prove gli articoli dell’Unità e dell’ Avanti. Ottenuta l’autorizzazione, il processo non si è più celebrato e il fascicolo è stato insabbiato. Temevano che Almirante, da imputato, sarebbe diventato pubblico accusatore contro le malefatte del sistema partitocratico. Oggi, visto il crescente consenso di FdI e di Giorgia Meloni, si consente che gruppi di facinorosi arringhino la folla, riunitasi per legittima manifestazione contro il Governo, dichiarino dal palco di voler assaltare la sede del sindacato CGIL e creino disordini e scontri fisici. La polizia, che avrebbe dovuto e potuto fermare gli estremisti ed evitare i disordini, dov’era? Il Ministro dell’Interno, era impegnato altrove? Si scatena la canea antifascista, cercando di demonizzare e colpire FdI.
Certo sentire gli “amici” delle Brigate Rosse che oggi difendono la Costituzione..

Gli amici e protettori dei compagni che sbagliano sempre si ergono a difensori della Costituzione, pensando di piegarla ai loro interessi, per colpire le forze di opposizione. Se avessero la bontà, invece di sproloquiare sulla Costituzione antifascista, di studiare con serietà la Costituzione, la XII disposizione transitoria e il dibattito sui lavori preparatori, scoprirebbero che i costituenti sono stati più equilibrati degli attuali
antifascisti, a Fascismo finito. Tutto l’antifascismo della carta costituzionale consiste nel vietare la “ricostituzione del disciolto partito fascista” , cioè quello manifestatosi dal ” 1922 al 1943″. L’ emendamento di inserire “un partito fascista invece del partito fascista” venne respinto perchè non si voleva, con una formula generica, consentire alla maggioranza di compiere soprusi a danno di minoranze non gradite, facilmente definite fasciste. Con questa interpretazione fu d’accordo anche Togliatti, che non voleva consentire agli altri poteri arbitrari anche a suo danno. La Corte Costituzionale ha sempre ribadito che le manifestazioni esteriori tipiche fasciste non violente sono vietate solo se tendono concretamente alla ricostituzione. Il Fascismo è consegnato alla Storia, con le sue luci e le sue ombre, e nessuno ha mai pensato ad una riedizione. Per la destra la scelta della libertà e della ricerca del consenso, col metodo delle libere elezioni, è irreversibile. L’antifascismo da operetta, a Fascismo finito da oltre 76 anni, è strumentale e tende solo a demonizzare gli avversari politici, che la pensano diversamente.
Veniamo a Siracusa. Se dovessi descrivere a un amico di Pordenone l’amministrazione comunale di Siracusa come faresti?

Una gentile signora, proprio di Pordenone, mi disse: ” Siracusa è una bella città, ma perché è cosi sporca? Ho trovato mucchi di cicche di sigarette persino al Teatro Greco”. Risposi che aveva pienamente ragione, che era necessaria un’ opera di educazione civica affinché tutti, anche i meno osservanti delle regole civili,
amassero la propria città. Da allora la situazione è peggiorata. Ortigia trasformata in una friggitoria e osteria a cielo aperto, il decoro urbano inesistente. L’amministrazione agisce senza un quadro programmatorio organico in quasi tutti i settori: il verde pubblico è una chimera ; le piste ciclabili, solo realizzate per impiegare fondi, sono di ostacolo alla circolazione, già caotica; il servizio di nettezza urbana totalmente carente, anche per responsabilità di alcuni concittadini che , al di là di casa propria, considerano tutto res nullius da distruggere e rendere indecoroso. L’ assenza del Consiglio Comunale ha ancor più complicato la già drammatica situazione. Mancando lo stimolo e il controllo, l’ amministrazione agisce sotto impulsi diversi. L’ingenuità dei consiglieri e una legge ingiusta hanno consentito lo scioglimento dell’ organo rappresentativo di tutte le istanze cittadine. Un Sindaco, sinceramente rispettoso della collettività avrebbe dovuto trarre le conclusioni e restituire il mandato ai cittadini. In un caso simile, quando i consiglieri provinciali non avevano approvato il bilancio preventivo, insieme al segretario generale trovammo la soluzione e fu evitato lo scioglimento. Insieme ad amici anche di parte avversa, convenimmo che la democrazia e il pluralismo devono sempre essere salvaguardati.

Mario Cavallaro, con un amico esperto di statistiche abbiamo calcolato che Garozzo e il sindaco del Cga insieme hanno perso ad oggi finanziamenti per quasi 200 milioni di euro. Una enormità. Sono solo scarsi e incompetenti o c’è dell’altro?

Il problema dei fondi perduti deve essere affrontato con volontà, preparazione e competenza. Tante
missioni inutili di meno e qualcuna più efficace e produttiva. Funzionari comunali ( ci sono anche quelli bravi ! ) in missione nelle sedi dovute per studiare, capire ed elaborare progetti. La superficialità crea solo danni.
Sei stato presidente della Provincia regionale con un plebiscito elettorale sulla tua persona. Conosci le carte e molte persone. Come finirà all’ex Provincia? Il presidente Nello Musumeci scrisse una lettera di impegni per “salvare” l’ex Provincia regionale di Siracusa. Le solite promesse?

Sciogliere di fatto le province, a mio avviso, è stato un grave errore. Non è vero che erano Enti inutili e
lontani dagli interessi reali della collettività. Le competenze della Provincia in tanti settori non più curati lo dimostrano. Musumeci, che conosce l’importanza dell’Ente, avrebbe voluto ridare vigore e rappresentanza popolare, ma è stato fermato da decisioni nazionali.
Lavori eterni a piazza Euripide, piazza Adda che sembra un fiore secco, tutte le periferie fuori controllo e senza servizi..

I lavori di piazza Euripide piazza Adda, piazza della Repubblica decisi da una gestione potestarile, si dice per migliorare l’ambiente, mentre le strade sono sempre più dissestate ; le periferie, frutto di una urbanizzazione smisurata, in pieno abbandono,  prive di luoghi di aggregazione sociale e senza servizi; di un piano per risolvere il problema delle acque piovane e dei ricorrenti allagamenti nessuna traccia. (ce ne siamo accorti giovedì scorso quando la città è stata in balia delle onde, un disastro annunciato ma ignorato ndr)
Il centrodestra non sembra avere idee molto chiare su candidature alle Regionali e sul candidato sindaco del capoluogo

Alle elezioni regionali i partiti di destra avranno certamente candidati altamente competitivi, che rappresenteranno la nostra provincia in modo dignitoso ed autorevole, per superare carenze e
disfunzioni evidenti. Alle amministrative, al di là dei nomi che si sussurrano, credo che il centrodestra si presenterà in modo unitario, per chiudere il periodo di decadenza e di immobilismo delle amministrazioni di sinistra, e rilanciare le ambizioni e le prospettive di sviluppo di Siracusa.

Il palazzo della Cgil di Santa Panagia presidiato contro il pericolo fascista?

Il palazzo della CGIL non può temere alcun inesistente pericolo fascista; può tranquillamente dismettere la propaganda politica e occuparsi con più intensità dei reali problemi del mondo del lavoro. I facinorosi e i violenti devono essere messi, in ogni luogo, in condizioni di non nuocere.

Tutti i beni culturali di Siracusa in continua svendita, quasi tutti affidati per amicizia o consorteria politica..

Nell’inerzia generale, chi opera è fatalmente sotto osservazione e suscita consensi e critiche. C’è una
misura in tutte le cose, ma una gestione collegiale e trasparente, nell’alveo della correttezza e legalità amministrativa, è sempre la via maestra. Il problema è che un solo settore, avulso da una programmazione complessiva di tutta l’amministrazione, non può raggiungere i notevoli risultati auspicati. Nonostante le improvvisazioni e le carenze, speriamo che Siracusa riesca nell’ impresa di diventare capitale della cultura. I vantaggi, se ne sapremo approfittare (sarà la futura amministrazione a gestire!) saranno generali.