LUCIA ACERRA: METTIAMO UN FRENO AI GENI DEL CATTIVO GUSTO. STANNO MASSACRANDO SIRACUSA

Da qualche tempo Siracusa sembra essere attraversata da una corrente di pensiero che predilige lo scempio dei luoghi più belli e la realizzazione di manufatti che si caratterizzano per il “ cattivo gusto” in nome di una presunta modernità ma che in sostanza snaturano l’armonica bellezza che la natura e la storia hanno fatto della nostra città una delle mete turisticamente più appetibili dell’area mediterranea. Abbiamo iniziato qualche anno fa con la strutturazione dell’ex palazzo delle Poste che l’aggiunta di un piano attico ha mortificato l’elegante e originale linea data dal progettista. A nulla valsero le proteste e gli scritti contrari a tale soluzione con ambio di destinazione d’uso dell’immobile e si procedette imperterriti a deturpare l’armonia precedente. Dopo qualche anno è cominciato l’assalto alla costa di Ponente di  Ortigia con la creazione dei Solarium a ridosso della Fonte Aretusa alterando l’ armonica bellezza del Porto Grande teatro di avvenimenti storici indimenticabili. La ciliegina sulla torta è stata la costruzione del “ bar Astronave” all’interno del Castello Maniace con il quale dovremo abituarci a convivere viste le decisioni della magistratura e degli Organi preposti alla tutela dei nostri Beni Culturali.  Ma l’oltraggio più invasivo per il quale non è stato possibile intervenire dopo anni di lotte è la costruzione del Parcheggio Talete che non solo ha alterato un lungo tratto della costa Orientale di Ortigia distruggendo il piccolo lido che vi insisteva ma che col passare degli anni  ha dimostrato tutte le sue precarietà per cui alcune menti “ geniali” si sono subito adoperate non a cercare una soluzione definitiva  : l’abbattimento dell’intero manufatto, ma “ l’abbellimento” del fronte con una soluzione assolutamente discutibile frutto della famosa corrente di pensiero a cui ho accennato all’inizio,  continuando a spendere denaro pubblico da aggiungere a quello già speso i tutti questi anni. Ritengo che siamo arrivati al limite della sopportazione: Che fare? E’ possibile continuare a sopportare decisioni prese in mancanza di un confronto con l’opinione pubblica? Non sarebbe il caso che l’Amministrazione comunale e la Soprintendenza affrontassero seriamente questo annoso problema e decidessero per l’abbattimento del manufatto la cui spesa sarebbe sopportabile a fronte di quanto già speso  e a quello che verrebbe a costare la prosecuzione del mantenimento di una struttura fatiscente  e assolutamente inadeguata per le finalità che dovrebbe assolvere.

Lucia Acerra