Privacy Policy LA TONNARA DI S. PANAGIA, UNA PERLA DI SIRACUSA ABBANDONATA DALLA POLITICA – I Fatti Siracusa

LA TONNARA DI S. PANAGIA, UNA PERLA DI SIRACUSA ABBANDONATA DALLA POLITICA

Che peccato! Che scempio vedere una parte della nostra mirabile città depauperata della sua bellezza, ridotta alla periferia più degradata, fuori da ogni flusso turistico, vietata agli stessi cittadini che per ammirarla devono imbattersi tra rifiuti di ogni genere, senza contare l’assenza totale di illuminazione. È la rada di Santa Panagia l’oggetto della questione. Un problema irrisolvibile dove l’orrore e l’errore umano impervia da sempre a brutalizzare una bellezza naturale, divinica, che allo sguardo, per dirla come Leopardi, s’annega il pensier. Eppure chi ha la fortuna di godere il paesaggio, si trova davanti una baia tra le più suggestive che lo sguardo umano abbia mai visto. Un paesaggio di ineguagliabile e spettacolare bellezza, un panorama incantevole e  mozzafiato da estasiare poeti e scrittori, un cammeo unico che impreziosisce ancor più una città già bella di suo. Un gioiello inestimabile tanto che ogni pietruzza racconta un pezzetto di storia. Se solo ci fossero interventi sostanziali, ben mirati a riqualificare e promuovere la fruizione di un bene sottoposto a un decadimento totale o un cambio di destinazione, di sicuro Siracusa ne acquisterebbe dando maggiore connotazione alla città, la quale ahimè si può affermare,  fa acqua da tante parti, troppe.

La tonnara di Siracusa è stata un luogo che ha vissuto, che ha  respirato umanità,  che ha intessuto storie di vita, che ha visto piangere ed esultare, storie di rais e pescatori, sottomessi e soggiogati, storie di donne pronte ad ubbidire ai loro uomini. Un luogo che ha segnato la vita di tante persone, di tante famiglie che vivevano dell’antica e nobile attività marinara, senza considerare che furono i Greci ad insediarsi, prima di scoprire l’isoletta ortigiana.

Un piccolo borgo con tanto di chiesetta. Tutto abbandonato per un susseguirsi di una  politica dissacrante che non vuole lanciare e  promuovere le bellezze autoctone, che non vuole spendersi per un rinnovamento olistico da permettere che sempre il mondo parli di Siracusa e che Siracusa rimanga nel mondo. Le potenzialità del sito sono immani, tanto se n’è parlato negli anni, e non si può ancora perdere tempo perché tutti i cittadini devono godere di quello che è in loro possesso, di quello che appartiene per diritto, per riscoprire quella radicale identità forte e presente e perché, come disse  Oscar Wilde, la bellezza è l’unica virtù che non ha bisogno di commenti. E proprio per questo, il sito di Santa Panagia ha un cuore che pulsa prorompente e deve essere un veicolo che deve correre veloce per attivare e sostenere  l’economia e il turismo. Occorre un impegno certo da parte della politica che pare sorda e cieca, sempre a far rimbalzare la palla che scotta e mai portare avanti un progetto, se non dopo decenni di farraginosa burocrazia. È ora di cambiamenti. E quel luogo dove il sole sorge dal mare, non può più aspettare!

Graziella Fortuna