Privacy Policy LA VISITA DEL GARANTE NELL'INFERNO DI CAVADONNA: PER SECONDO POMODORI SCONDITI E ORA D'ARIA IN QUATTRO ORRIBILI LETAMAI – I Fatti Siracusa

LA VISITA DEL GARANTE NELL’INFERNO DI CAVADONNA: PER SECONDO POMODORI SCONDITI E ORA D’ARIA IN QUATTRO ORRIBILI LETAMAI

C’è stata la visita di ispezione del garante dei detenuti di alcune aree interne al penitenziario di Cavadonna. La relazione evidenzia condizioni di assoluto degrado nel carcere in questione e disservizi su cui l’autorità competente dovrebbe intervenire con assoluta sollecitudine. Scrive il garante Giovanni Villari:

“Nell’ambito dell’attività di Garante per le persone private della libertà, venerdì 25 settembre u.s. è stata effettuata, insieme ad un collaboratore, presso la Casa Circondariale di Cavadonna, una visita di controllo a carattere conoscitivo in alcune aree interne al penitenziario, allo scopo di constatarne le condizioni ambientali, strutturali e di esercizio, in rapporto al trattamento dei detenuti. La visita ha avuto come oggetto la cucina del Blocco 50, quella interessata in particolare dalla devastazione dell’ultima rivolta dei detenuti dello scorso 9 marzo. Sono state valutate nel loro complesso, le condizioni igieniche e di gestione nelle varie fasi di conservazione e preparazione dei cibi. Si è inoltre assistito alla fase conclusiva di preparazione del cibo al fine di valutarne qualità e quantità. Con la presente relazione si dà dunque conto delle condizioni igieniche della cucina e del processo di preparazione dei pasti.

Quanto all’attrezzatura in dotazione sono stati individuati:

N. 2 forni di cui uno solo funzionante,

N. 2 bollitori entrambi funzionanti,

N. 1 bistecchiera con quattro fuochi, funzionante,

N. 2 banconi refrigeranti,

N. 1 affettatrice,

N. 1 impastatrice,

N. 1 pelapatate, fuori uso,

N. 1 cella frigorifera, in funzione.

Le condizioni degli apparecchi sopra elencati sono giudicate idonee dal punto di vista igienico, anche tenuto conto che al momento della visita era in ultimazione la preparazione dei pasti. Erano presenti anche utensili di lavoro per la cucina di vario numero e dimensioni, quali: pentole; padelle, teglie, mestoli, taglieri. I detenuti lavoranti che cucinano e assistono alla preparazione e alla pulizia e riassetto indossano grembiuli e stivali bianchi e qualcuno il copricapo, quali dispositivi idonei all’espletamento di questo servizio. Non è stato chiesto in questa occasione, per nessuno di loro, la presenza di documentazione sanitaria idonea.

Anche i vari piani di lavoro sono stati rinvenuti in buone condizioni.

Per quanto riguarda i pasti, si rileva che in data 25 settembre c.a. il menù giornaliero per il pranzo prevedeva un primo costituito da pasta con salsa di pomodoro e funghi, regolarmente servito a tutti i detenuti. Come secondo, invece, gli addetti alla cucina hanno comunicato che sarebbe stata servite una mozzarella con contorno di patate al forno per tutti. Ciononostante, al momento della visita in sezione al Blocco 50, al secondo piano, non è stato trovato riscontro di tali pietanze. Diversamente, ai detenuti è stato servito un secondo costituito da pomodori tagliati a metà e non conditi, peraltro ritenuti da una larga maggioranza dei detenuti di livello inqualificabile (di terza scelta). Da un semplice esame visivo e olfattivo però non sono risultati di così pessima qualità. Erano comunque già maturi e presentavano, in qualche caso, lievi tracce di deterioramento. Quanto al pasto serale può riferirsi solo che, alla luce di quanto riferito, erano previste delle cotolette di pesce surgelate con contorno di piselli, le quali sono state visionate dal sottoscritto all’interno della cella frigorifera presso cui sono conservate e mantenute in buone condizioni igieniche.

È stata inoltre visionata la dispensa, anch’essa in buone condizioni igieniche, contenente pasta, latte, passata di pomodoro e riso in sacchi, temporaneamente appoggiati a terra. Nel complesso, la preparazione e la qualità del cibo può dirsi discreta, tenuto conto che è stato assaggiato soltanto il primo piatto del giorno, e quindi nulla può dirsi in merito alla qualità del secondo e della frutta.

Quanto alla quantità delle portate può invece sollevarsi qualche criticità, infatti i detenuti hanno lamentato la scarsa quantità di ciascuna delle portate.

Ciononostante ci è stato comunicato dal responsabile della cucina, un assistente della polizia penitenziaria presente al momento della visita, che le quantità vengono stabilite al momento della preparazione, pesando la quantità totale della pasta in proporzione al numero dei pasti da preparare. È dunque al momento dello sporzionamento, eseguito all’interno del blocco che probabilmente si verificano dei problemi di equa spartizione.  Ciò è dovuto in parte al fatto che le porzioni vengono divise tra le singole celle in ciotole uniche, tramite un mestolo che funge da misura. In seguito è compito degli stessi detenuti dividersi le porzioni spettanti a ciascuno dei membri della cella. Tale metodo può diventare fonte di discriminazioni tra i vari soggetti presenti all’interno del carcere, in particolare, con riguardo agli extracomunitari.  La fase di sporzionamento non è stata visionata durante lo svolgimento, poiché si è potuto entrare in sezione soltanto quando questa era già conclusa.

La visita è stata svolta a partire dalle 11.40 circa, dato che per motivi di sicurezza non è stato concesso l’ingresso immediato all’interno della sezione da parte dell’agente incaricato al controllo al piano, trattandosi di sezione aperta. Per tale ragione si è reso necessario attendere l’intervento dell’ispettore responsabile della sorveglianza, il quale ci ha cortesemente accompagnati all’interno della sezione, assistendoci per l’intera durata della visita.

Nella stessa giornata sono stati visitati: il piano terra, l’area d’ingresso nonché l’area passeggio del blocco 20 (circuito alta sicurezza).

In relazione a tale blocco può generalmente sottolinearsi la scarsa condizione igienica e scarsa pulizia, già rinvenibile presso l’ingresso, il quale era particolarmente sporco, con visibili macchie di unto a terra e sulle pareti nonché una elevata quantità di guano di uccelli.

In seguito alle numerose segnalazioni giunteci da parte dei detenuti, sono state inoltre visionate le varie aree passeggio pertinenti tale blocco. Essi lamentano le pessime condizioni igienico-sanitarie delle aree di passeggio, tali da ingenerare il timore di contrarre infezioni e dunque indurre a privarsi del diritto all’ora d’aria.

Le aree passeggio del blocco sono quattro, tutte in cattive condizioni igienico-sanitarie. In particolare, l’area passeggio numero 1 è stata trovata in condizioni inqualificabili, tali da poterla definire la più sporca tra le 4. Si è rinvenuto l’unico lavello presente non funzionante, lo scarico dei servizi sanitari probabilmente otturato ed il pavimento impantanato d’acqua sporca e guano d’uccello. Sul soffitto, ed in particolare nelle travi nonché nei fari di illuminazione, possono notarsi diversi nidi di piccione, anche in ragione del fatto che le reti presenti a copertura del cortile hanno maglie talmente larghe da permettere il passaggio degli uccelli. 

L’area di passeggio numero 2 può definirsi anch’essa particolarmente sporca, con problemi analoghi a quelli menzionati per l’area numero 1. L’area wc, anche in tal caso, è ricoperta da escrementi di uccelli, e, inoltre, vi sono alcune mattonelle rotte, tra queste una particolarmente pericolosa in quanto spigolosa e tagliente.

L’area di passeggio 3, analogamente alle altre, è piena di guano d’uccello, anche per la presenza di diversi nidi di colombo nelle travi.

Da ultimo, l’area numero 4 presenta condizioni di poco migliori rispetto all’area 1, ma anche qui si rinvengono guano d’uccello, nidi di piccioni nei fari di illuminazione, e un faro non funzionante.

Problematiche sollevate da alcuni detenuti durante la visita del garante in blocco 50.

Nel corso della visita è stata ricevuta una rimostranza comune a tutti i detenuti incontrati, relativa al prelievo forzato del peculio, in seguito al pignoramento relativo al risarcimento dei danni arrecati dall’insurrezione verificatasi il 9 marzo c.a. , che ha provocato danni per una cifra complessiva di circa 300.000, 00 euro.

In particolare, i detenuti, venendo privati del denaro necessario per provvedere alle rispettive necessità, chiedono la possibilità di essere forniti di beni di prima necessità, di fatto carenti o del tutto mancanti, quali carta igienica, bagno schiuma e shampoo, sapone per indumenti, dentifricio, acqua da bere in bottiglia e altri simili accessori. Chiedono inoltre di essere messi a conoscenza dell’entità reale dei danni provocati, nonché delle somme dovute dai singoli al fine di essere consapevoli delle trattenute presenti e future. Al momento della visita le suddette informazioni risultano essere mancanti o comunque non fornite ai detenuti.

Il problema su esposto è stato segnalato alla direzione e al comando della polizia penitenziaria affinché comunichi anche sinteticamente, modi, natura e termini del prelievo coatto.

Inoltre, un detenuto non vedente, durante la visita, ha segnalato legittimamente al garante una propria difficoltà, richiedendo la sostituzione del letto a castello con un letto singolo, in quanto, in ragione della sua condizione, urta molto frequentemente la testa contro il letto superiore. Il problema sembra essere di difficile soluzione, non essendo possibile al momento né il cambio della cella né la sostituzione del letto, sebbene esistano alcune stanze di detenzione con letti singoli e non sovrastati da altri letti.

Il Garante dei detenuti

Giovanni Villari

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