Privacy Policy IL MUSEO PAOLO ORSI, COI SUOI 18MILA REPERTI, E' IL PIU' IMPORTANTE D'EUROPA – I Fatti Siracusa

IL MUSEO PAOLO ORSI, COI SUOI 18MILA REPERTI, E’ IL PIU’ IMPORTANTE D’EUROPA

L’attuale costruzione del museo regionale Paolo Orsi, opera dell’architetto Franco Menissi, occupa una vasta area dell’antica villa Landolina ed è stato inaugurato nel 1988. I suoi 18.000 reperti lo indicano come il più importante d’Europa e derivano dal primo nucleo di opere risalente al 1700, quando in Sicilia per incitamento degli intellettuali del tempo tra cui il principe di Biscari a Catania, il duca di Serra di Falco a Palermo, il marchese Tommaso Gargallo a Siracusa si pensò di riunire le collezioni “antiquarie”, così infatti venivano chiamati i reperti archeologici, in pubbliche esposizioni.
A Siracusa tutto ciò avvenne sotto la spinta emotiva del rinvenimento della Venere da parte del cavaliere Saverio Lanolina nel giardino di Bonavia (Spagna) presso le catacombe di S.Giovanni.
Per volontà del dotto canonico Giambattista Alagona si pensò di collocare la Venere e gli altri oggetti in una sala dell’antico Seminario dei chierici in via Minerva, dove si trovava anche la Biblioteca Alagoniana. Agli inizi dell’800 si ebbe il primo riconoscimento ufficiale del Museo ma lo spazio limitato e la crescente mole di reperti accumulata necessitavano di una collocazione più idonea. Si individuò allora l’antico Ospedale di S. Giovanni di Dio dei Fate Bene Fratelli di piazza Duomo che, su progetto dell’ing. Luigi Maceri, diventò il Museo Archelogico Nazionale di Siracusa, riconosciuto tale nel 1886. Lo sviluppo della ricerca archeologica per opera dei due insigni archeologi che hanno operato nel nostro territorio Paolo Orsi e Luigi Bernabò Brea, nel tempo ha prodotto una vasta mole di reperti che non potevano più essere contenuti nella sede di piazza Duomo per cui era necessaria una nuova, definitiva sistemazione.
La costruzione del nuovo museo suscitò una serie di polemiche per lo stile del fabbricato, per alcuni poco confacente al luogo, per il quale si sarebbe preferita una forma più classica ma l’opera era stata così ideata secondo principi di funzionalità rispondenti alla fruizione dei visitatori.
Il fabbricato si svolge su tre altezze: il piano terra dove si trovano i depositi e i laboratori di restauro, il primo piano dove si trovano tre settori comprendenti: la preistoria-le colonie-le subcolonie-i centri ellenizzati, il secondo piano dove sono esposti reperti ellenistici – romani – e cristiano-bizantini.
Per la quantità dei reperti esposti la visita completa del museo comporterebbe non meno di 4-5-ore di osservazione, per cui è consigliabile effettuarla in diversi momenti e, come abbiamo fatto io e la prof.ssa P. Cannizzo secondo un itinerario comprendente l’osservazione degli elementi essenziali per la comprensione delle caratteristiche delle ere, dei siti e delle opere d’arte, che vi proporremo in seguito.

Lucia Acerra